Lo stato di emergenza viene prorogato fino alla fine di marzo 2022, il governo Draghi ha confermato che l'attuale situazione epidemiologica comporta il ritorno a questa soluzione ancora per alcuni mesi, nonostante il superamento dei due anni della misura. 

Con il ritorno dello stato di emergenza, vengono riconfermate le misure per la tutela dal virus, come l'utilizzo del green pass, e del super green pass, ancora fino alla fine di marzo 2022, anche se si prospettano possibilità di un continuo alla misura anche successivamente. Con il ritorno dello stato di emergenza, tornano anche per i lavoratori le possibilità di operare in smart working, ovvero tramite il lavoro agile da casa. Come riporta Ansa.it la proroga allo stato di emergenza può comportare anche un ritorno dei lockdown:

"La bozza di decreto legge per la proroga dello stato d'emergenza fa slittare al 31 marzo la possibilità di limitare gli spostamenti delle persone, "su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso."

Verranno quindi reintrodotte la quarantena e il lockdown: si intende in questo caso per tutti i soggetti che hanno avuto contatti a rischio. La decisione di riapplicare lo stato di emergenza per altri tre mesi è stata presa con un nuovo decreto, in quanto la normativa che riguarda questa misura vede come limite massimo il periodo di due anni di tempo. Tuttavia la situazione epidemiologica e le nuove varianti destano preoccupazioni sia in Italia che all'estero, dove in alcuni paesi si stanno prendendo in considerazione misure similari.

La proroga dello stato di emergenza causerà effetti collaterali come un ulteriore freno al turismo, minacciato anche dai nuovi controlli sui trasporti e sugli spostamenti. Per quanto riguarda il lavoro e la scuola, vi è la concreta possibilità di tornare allo smart working, mentre si cerca ancora di evitare la didattica a distanza. Con il ritorno dello stato di emergenza, molti si chiedono se tornerà anche il REM, ovvero il reddito di emergenza che ha sostenuto per diversi mesi le famiglie a livello economico. Ecco le ipotesi.

Stato di emergenza prorogato fino a marzo 2022

Lo stato di emergenza viene ufficialmente prorogato fino a fine marzo 2022, con la presenza del green pass ancora almeno fino al 15 gennaio, ma con ipotesi probabili di proroga. La situazione di emergenza sembra non finire, e i cittadini si domandano quando si potrà tornare finalmente alla normalità.

La proroga indetta dal governo Draghi va a confermare lo smart working, che altrimenti necessitava di un accordo specifico tra azienda e lavoratore. Oltre allo smart working, lo stato di emergenza porterà a tutta una serie di misure collegate, per cui è consigliata la visione di un video esplicativo del canale Youtube Speedy News Italia, che tratta notizie di attualità, sul lavoro e sugli incentivi per le famiglie:

Il governo potrà quindi indire nuovamente quarantena e lockdown attraverso questa proroga di tre mesi, anche se qualcuno ipotizza che potrebbe essere portata avanti ulteriormente per i mesi successivi. Il test molecolare sarà necessario per entrare in Italia, e sicuramente questo controllo garantirà una protezione dal virus ulteriore, ma con un problema sostanziale al turismo, settore che nuovamente ne risulterà colpito.

Ci si chiede a questo punto quali saranno i bonus e i sostegni erogati ai cittadini dallo stato per affrontare nuovamente questo periodo di emergenza. In primo piano quindi c'è il REM, il reddito di emergenza, per cui ci si chiede se questa particolare misura tornerà in concomitanza con lo stato di emergenza anche nel 2022.

Per i cittadini è consigliato aggiornare, entro il 31 gennaio, la propria situazione ISEE per continuare a ricevere alcuni sostegni, come il reddito di cittadinanza. Tuttavia per il REM ancora non ci sono risposte: va detto che questa misura ha visto la sua ultima erogazione negli scorsi mesi, e non è stata prevista per gli ultimi mesi del 2021, ma con il nuovo stato di emergenza potrebbe essere reintrodotta.

Stato di emergenza e REM: il futuro?

Il reddito di emergenza comporta una erogazione mensile a favore delle famiglie più in difficoltà economica, in particolare è stato assegnato per alcune mensilità specifiche dell'anno 2021. Questa tipologia di aiuto, da non confondere con il reddito di cittadinanza, viene garantita dallo stato per tutti i cittadini che si trovano in una situazione svantaggiata proprio a causa dell'emergenza sanitaria, al pari di altri bonus che il governo Draghi ha erogato e confermato anche per il 2022.

Il reddito di emergenza comporta l'erogazione ai cittadini di una cifra non indifferente: si parla di numeri che vanno da 400 a 800 euro mensili per i nuclei famigliari che rientrano tra i possibili beneficiari. Gli scorsi mesi, nonostante alcuni rallentamenti all'erogazione, comunicati dallo stesso ente previdenziale INPS, molte famiglie italiane hanno potuto beneficiare di questo aiuto per affrontare la crisi economica.

Tuttavia al momento sembra che il governo Draghi non intenda portare avanti questa forma di sostegno, mentre ha riconfermato per il prossimo anno alcune misure già presenti come il reddito di cittadinanza. Il futuro del REM è un'incognita, anche se molti ne chiedono e sperano un ritorno.

Al momento il governo Draghi è impegnato sia con la manovra, ovvero con la Legge di Bilancio 2022, sia con le misure da disporre per la proroga allo stato di emergenza, che coinvolgeranno tutti i cittadini italiani. Tuttavia non si sente parlare del REM, anche se con il ritorno dello stato di emergenza, si spera nell'erogazione di nuove rate mensili proprio in virtù di una continuazione dell'emergenza sanitaria.

Stato di emergenza e turismo invernale: nuova crisi?

Per il turismo e le attività invernali, la proroga dello stato di emergenza potrebbe comportare una nuova crisi economica, successivamente allo stop di moltissime attività come impianti sciistici, centri termali e strutture ristorative durante l'inverno dello scorso anno.

Il turismo invernale è nuovamente messo alla prova, anche in concomitanza con le nuove limitazioni che saranno introdotte a partire dal 2022. Si tratta di maggiori controlli sui cittadini europei che entreranno in Italia, controlli volti a tutelare la salute dei cittadini, ma che disincentiveranno i turisti stranieri a venire in Italia a trascorrere le vacanze natalizie.

Una nuova crisi per il turismo comporterebbe non pochi problemi a chi si sostiene grazie alle attività legate al mondo dello sci e della neve: gli impianti si fermeranno ancora? Al momento tutto il settore turismo, uno dei principali per l'Italia, si trova in una crisi profonda, a causa della perdita di centinaia di turisti che ogni anno trascorrono i periodi invernali in Italia.

Come riporta un articolo di Meteoweek.com, almeno il 50% degli stranieri turisti in Italia sono stati persi nell'ultimo anno, a causa dell'emergenza sanitaria e delle chiusure:

"L’industria del turismo sta conoscendo il periodo più buio. I dati degli ultimi mesi sono drammatici con un calo del 34,8% di turisti rispetto al 2021, più esattamente -52,8% di stranieri e -16% italiani. In totale 146 milioni di visitatori in meno."

Sembra non esserci uscita per le attività che lavorano di turismo, anche per i mesi dell'attuale stagione invernale. La maggiore perdita deriva appunto dai turisti stranieri, mentre anche gli italiani sempre più spesso scelgono di rimanere a casa in questo periodo, rinunciando alla vacanza sulla neve. 

Al momento si attende di ricevere notizie più positive, e un possibile ritorno di nuovi aiuti al settore turismo, alle imprese e alle famiglie italiane, grazie anche ad un ritorno sperato del REM.