Il reddito di cittadinanza è stato nuovamente coinvolto da novità importanti, soprattutto dal punto di vista della decadenza del beneficio, che questa volta rischierà di verificarsi in maniera sempre più frequente quando si rifiutano delle offerte di lavoro. 

In effetti, a seguito dell’approvazione e della conversione in legge del Decreto Aiuti, lo stop al reddito di cittadinanza potrebbe essere applicato anche nei confronti di quei cittadini che decideranno di rifiutare un’offerta di lavoro, anche qualora questa venisse mossa da datori di lavoro appartenenti al settore privato.

È chiaro, quindi, che per coloro che non vogliono rischiare di perdere in maniera definitiva la possibilità di accedere al reddito di cittadinanza nel 2022, è diventato sempre più importante assicurarsi di rispettare tutte le condizioni particolari che sono state ulteriormente approfondite e cambiate dalla squadra dell’esecutivo guidata da Mario Draghi. 

Dunque, a questo proposito, all’interno del seguente articolo, andremo ad approfondire il tema della decadenza de reddito di cittadinanza che potrebbe verificarsi anche in quei casi in cui il percettore della misura del RdC decide di rifiutare un’offerta di lavoro da parte di un datore privato, qualora questa venga ritenuta idonea.

Le novità sul reddito di cittadinanza e lo stop ai pagamenti con il rifiuto del lavoro 

Arriva una nuova ed importante stretta sull’erogazione dei benefici legati al reddito di cittadinanza. Infatti, a seguito della formulazione e della relativa conversione in legge del cosiddetto Decreto Aiuti, la squadra dell’esecutivo di Draghi ha avviato una vera e propria rimodulazione delle situazioni che potrebbero di fatto determinare la decadenza al beneficio del reddito di cittadinanza.

A questo proposito, infatti, con il nuovo decreto, si rischierà di perdere la misura del reddito di cittadinanza, anche nel momento in cui un soggetto che risulta essere titolare del beneficio decide di rifiutare un’offerta di lavoro che viene considerata idonea alle sue competenze e a garantire uno stile di vita adeguato alla sua famiglia e alle sue necessità.

Fino a qui sembrerebbero non esserci notizie rilevanti. In realtà la vera novità legata alla decadenza del reddito di cittadinanza, riguarda il fatto che si rischierà di perdere il beneficio del RdC anche in quei casi in cui il titolare del sostegno prende la decisione di rifiutare un’offerta di lavoro che viene presentata da parte di un datore di lavoro privato.

Si intendono quindi incluse quelle situazioni in cui le offerte di lavoro vengono garantite anche senza uno specifico intervento da parte del Centro per l’impiego.

Come funziona il nuovo piano di stop reddito di cittadinanza con rifiuto del lavoro

Per comprendere effettivamente quale sarà il nuovo piano legato alla decadenza del reddito di cittadinanza quando si rifiuta un’offerta di lavoro, è necessario fare riferimento a quanto stabilito e contenuto all’interno dell’articolo 34-bis, relativo al testo introdotto dal Parlamento italiano legato al Decreto Aiuti, e alla sua legge di conversione ufficialmente entrata in vigore a partire dal 15 luglio.

Dunque, in questo senso, è stata effettivamente aggiunta una nuova situazione di decadenza del reddito di cittadinanza, che si potrebbe verificare nel momento in cui avviene la mancata accettazione dell’offerta di lavoro da parte del titolare del RdC. 

Per esattezza, bisogna ricordare a tutti i cittadini e i nuclei familiari che attualmente percepiscono il reddito di cittadinanza che resta ferma comunque la possibilità di rifiutare soltanto un’offerta di lavoro ritenuta congrua, prima di vedersi definitivamente cancellato il diritto ad accedere al reddito di cittadinanza.

Chi rischia di perdere il reddito di cittadinanza con il rifiuto del lavoro

In questo contesto, il provvedimento recente avviato dal Decreto Aiuti è andato a segnare un’importante stretta per i percettori del reddito di cittadinanza, i quali si vedranno quindi costretti questa volta ad accettare delle offerte di lavoro ritenute idonee, anche nei casi in cui si tratta dei datori di lavoro privati.

In tal senso, il datore di lavoro potrà quindi presentare e proporre l’offerta verso il cittadino che percepisce il reddito di cittadinanza, senza doversi necessariamente avvalere dell’intermediazione da parte dei Centri per l’impiego. 

Tuttavia, nei casi in cui il cittadino che percepisce il reddito di cittadinanza decide di rifiutare l’offerta di lavoro, il datore di lavoro potrà decidere di avviare e trasmettere una comunicazione al Centro per l’impiego di competenza territoriale, per rendere nota la decisione del cittadino. In questo senso, automaticamente il soggetto che avrà rifiutato il lavoro rischia di essere coinvolto dalla decadenza del reddito di cittadinanza. 

Occorre anche sottolineare che restano comunque validi tutti i criteri di congruità che sono stati già formulati ed inseriti all’interno della principale norma di riferimento per il reddito di cittadinanza, ovvero il decreto-legge numero 4 del 28 gennaio 2019.