Il tema delle pensioni rappresenta oggi un importante punto di domanda che sta destando non poche preoccupazioni da parte non soltanto dei cittadini italiani che sono prossimi all’età pensionabile o che desiderano uscire prima dal mondo del lavoro, ma anche da parte degli stessi sindacati dei lavoratori. 

Infatti, gli esponenti dei principali sindacati, quali Cgil, Uil e Cisl, si sono più volte esposti politicamente al fine di ottenere un dibattito con il Governo italiano proprio riguardo alla tematica della riforma pensione

Effettivamente, seppur la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2021 e la sua relativa entrata in vigore, hanno comportato un prolungamento delle formule di pensionamento anticipato finora in vigore, occorre specificare che al termine dell’anno, precisamente alla fine del 31 dicembre 2021, le formule della Quota 100,  dell'APE Sociale e dell’Opzione Donna, potrebbero essere eliminate definitivamente. 

È proprio in questo scenario che emerge chiaramente l’imminente necessità di ottenere una riformulazione delle proposte relative ad una nuova riforma pensione che potrebbe così andare ad introdurre delle nuove formule di pensionamento più idonee ad andare incontro alle attuali esigenze dei cittadini italiani lavoratori oltre che maggiormente adatte alla situazione economica ed occupazionale di questo momento.

Ecco, dunque, quali sono le principali proposte al vaglio della squadra governativa attualmente guidata dal premier Mario Draghi, e quali potrebbero essere le nuove formule attraverso cui i cittadini potrebbero decidere di andare prima dei 67 anni in pensione

Gli obiettivi per la riforma pensioni 2022

La problematica legata all’esigenza di formulare un’imminente riforma delle pensioni emerge con forza nell’attuale dibattito politico e pubblico, ottenendo non poche preoccupazioni da parte degli stessi cittadini italiani e dai principali esponenti dei sindacati, i quali ogni giorno continuano a combattere per la tutela non soltanto dei lavoratori ma anche degli stessi pensionati.

Infatti, proprio in questo contesto oggi più che mai è emerso il bisogno di effettuare una riformulazione della struttura attuale che contraddistingue l’attuale sistema pensionistico italiano, segnato dall’imminente fine delle formule di pensionamento anticipato che risultano essere ora in vigore. 

Si tratta, nello specifico, delle formule della Quota 100, dell’APE Sociale e dell’Opzione Donna, le quali hanno ottenuto un prolungamento della fase di sperimentazione almeno per l’intero anno 2021, dunque fino al 31 dicembre 2021, in seguito all’approvazione e all’entrata in vigore della recente Legge di Bilancio 2021

È chiaro dunque, che l’obiettivo della nuova riforma delle pensioni che dovrebbe essere introdotta a partire dal primo gennaio del nuovo anno, 2022, sarà proprio quello di riuscire a offrire ai cittadini italiani lavoratori che desiderano smettere di lavorare prima del compimento dell’età pensionabile, attualmente fissata a 67 anni, una nuova modalità attraverso cui poter accedere all’assegno pensionistico in maniera anticipata e flessibile. 

A rendere ancora più complicato il lavoro in merito alla formulazione di una nuova riforma pensioni è anche l’attuale situazione emergenziale che il Governo italiano di Draghi si sta ritrovando a fronteggiare, conseguente all’esplodere dei contagi da Coronavirus, che ha portato inevitabilmente ad un calo del livello di occupazione e ad una tipologia di lavoro, in particolare per quanto riguarda i ragazzi, sopratutto frammentaria ed occasionale. 

Addio Quota 100: cosa cambierà adesso

Una delle formule di pensionamento anticipato maggiormente criticate durante gli scorsi anni, in quanto è stata oggetto di discussione politica accusata in particolare di essere poco vantaggiosa per le casse dello Stato italiano, è proprio quella della Quota 100

Tuttavia, va sottolineato che l’approvazione e l’entrata in vigore del decreto legge n.4 del 28 gennaio 2019, il quale tra le altre cose era volto all’introduzione della formula della Quota 100, ha portato l’avvento di una nuova modalità attraverso cui alcune categorie di cittadini italiani che rispondevano a determinati requisiti e condizioni obbligatore, potevano accedere al proprio assegno di pensionamento in maniera anticipata.

L’imminente scadenza della formula della Quota 100, prorogata quest’anno con la pubblicazione della recente Legge di Bilancio 2021, porterà quindi alla perdita per milioni di cittadini italiani dell’opportunità di accedere all’assegno di pensionamento prima del conseguimento dell’età pensionabile per poter usufruire della pensione di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni. 

Infatti, a titolo esemplificativo, si chiarisce che tra le peculiarità della Quota 100, vi era quella di ammettere la possibilità di richiedere l’assegno di pensionamento in anticipo, qualora il cittadino italiano lavoratore risultava in possesso di un’età contributiva pari ad almeno 38 anni ed una anagrafica di almeno 62 anni. 

In questo senso, se inizialmente il Governo italiano stava pensando ad un’eventuale mini-proroga della Quota 100, attraverso cui tale formula di pensionamento anticipato sarebbe potuta essere prorogata almeno per i primi mesi del nuovo anno, attualmente questa ipotesi risulta essere completante scartata, lasciando spazio ad un suo possibile addio definitivo. 

Le opinioni dei sindacati sulla riforma pensioni

In relazione alla tematica legata all’imminente necessità di una nuova riforma pensioni, si sono più volte espressi anche i sindacati dei lavoratori, in particolare gli esponenti principali di Uil, Cisl e Cgil.

Nello specifico, sembrerebbe che proprio in riferimento ad un possibile addio alle attuali formule di pensionamento anticipato della Quota 100, Opzione Donna e APE sociale, i vari sindacati hanno richiesto più volte alla squadra di Governo italiano nonché al Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, un incontro così da poter riuscire a formulare una nuova riforma pensioni che risulti essere più adatta a rispettare le esigenze attuali dei cittadini lavoratori.

L’obiettivo dei sindacati, quindi, è proprio quello di non perdere altro tempo e di andare ad elaborare una nuova struttura che possa andare in qualche modo a rivoluzionare l’intero sistema pensionistico italiano. 

Quali sono le richieste da parte dei sindacati sul tema pensioni

Seppur non costituisce una delle priorità dell’attuale Governo italiano, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, non può non considerare le varie proposte messe in atto da parte degli esponenti e dei segretari dei lavoratori, in merito al tema delle pensioni e delle nuove formule di pensionamento anticipato che potrebbero prendere il posto della Quota 100. 

A questo proposito, tra le ipotesi più richieste da parte dei sindacati vi è quella di offrire la possibilità a tutti i cittadini con un’età contributiva di almeno 41 anni oppure di un’età anagrafica superiore ai 62 anni, una nuova flessibilità in uscita, al fine di ottenere la propria pensione in maniera anticipata.

Tra le altre richieste vi è anche quella di tenere conto della problematica che sta investendo la situazione economica e lavorativa del nostro Paese, a causa dell’esplodere dei contagi da Coronavirus, che ha fatto emergere non poche preoccupazioni anche in merito al futuro dei giovani ragazzi che attualmente si trovano in una condizione occupazionale fortemente frammentaria e discontinua

Le ipotesi di Quota 41, Quota  92 e Quota 102 

Tra le principali ipotesi che sono emerse nel dibattito politico e che potrebbero essere attualmente al vaglio della squadra governativa di Mario Draghi in merito alle nuove formula di pensionamento anticipato che potrebbero di fatto sostituire completamente la formula della Quota 100, spuntano Quota 41, Quota 92 e Quota 102.

Nello specifico, con la Quota 41, andrebbe prevista la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro, a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore, purché venga raggiunta l’età contributiva di almeno 41 anni.

Con la formula della Quota 92, si andrebbe a offrire la possibilità di accedere prima alla pensione a quei cittadini con un’età anagrafica di 62 anni e con 30 anni di contributi, qualora si tratti di lavoratori che svolgono delle attività considerate gravose.

Attraverso la formula della Quota 102, invece, il cittadino potrebbe richiedere la pensione anticipato soltanto nei casi in cui questo abbia almeno 64 anni di età anagrafica e 38 anni di età contributiva. 

Le ipotesi pensioni con Scivolo Orlando e Scivolo Brunetta

Tra le varie ipotesi si fanno strada anche altre due proposte politiche, quelle dello scivolo Orlando e dello scivolo Brunetta.

In merito allo scivolo Orlando, questo darebbe l’opportunità di accedere fino a 5 anni prima alla pensione rispetto all’età pensionabile, ad alcune categorie di cittadini italiani.

Mentre, con lo scivolo Brunetta, sarebbe prevista la possibilità di ottenere l’assegno di pensionamento al raggiungimento di 62 anni, per quei cittadini lavoratori che effettuano delle attività di pubblico impiego.