L'argomento pensioni negli ultimi mesi è sempre più spinoso, al centro di numerose discussioni e ipotesi. Fino ad ora il punto principale su cui si è tenuta alta l'attenzione riguarda Quota 100, un sistema di prepensionamento che non sarà più disponibile a partire dal prossimo anno, la cui scadenza è fissata al termine del 2021. 

Mentre il sistema economico tenta di ripartire, trainato anche dal turismo estivo e dai nuovi bonus in ambito edile, le prospettive per le pensioni rimangono ancora incerte, e le ipotesi si moltiplicano. I cambiamenti sono attesi sia sul fronte pensioni che dal punto di vista del sistema fiscale, per cui alcune modifiche sono già state introdotte. 

Nell'ultimo periodo l'OCSE, ovvero l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha emesso alcune importanti dichiarazioni, come spiega un articolo recente di Quifinanza.it:

"Lo ha messo nero su bianco l'OCSE nel suo Economic Survey destinato all'Italia: per facilitare la ripresa economica e continuare a garantire sostegno ai cittadini più colpiti dall'emergenza sanitaria, il Governo dovrebbe rivedere le proprie spese, fare dei tagli e intervenire sul sistema pensioni, a partire dagli assegni di reversibilità."

Si parla quindi ancora di tagli, per favorire la ripresa economica del paese, che ricordiamo ha visto una crisi senza precedenti negli ultimi anni a causa della pandemia. La ripresa è stata sostenuta anche dalle iniziative e dalle misure prese con il Recovery Plan, ma nonostante questo si parla di nuovi tagli, che riguardano soprattutto il sistema previdenziale italiano. 

I nuovi tagli quindi potrebbero incidere direttamente sulle pensioni, secondo la dichiarazione OCSE, ma non su tutte. Vediamo in questo articolo cosa potrebbe accadere nuovamente alle pensioni italiane, soprattutto dopo la fine del sistema di prepensionamento di Quota 100.

Quota 100: una pensione che non ha futuro

Nell'ultimo periodo si è parlato molto di una particolare tipologia di pensione, Quota 100. Si tratta nello specifico di un sistema di prepensionamento che fino a quest'anno ha garantito a molti lavoratori di accedere al periodo di pensione in precedenza rispetto alla pensione di anzianità o a quella di vecchiaia. 

L'abolizione di Quota 100 è praticamente cerca, molti hanno dichiarato che Quota 100, così come è stata applicata, non ha futuro. Il sistema di prepensionamento infatti è stato adottato da una piccola parte di cittadini, e non ha contribuito ad un vero e proprio ricambio generazionale, obiettivo prefissato inizialmente. 

Molti si domandano cosa può accadere con l'abolizione di questo sistema di prepensionamento, a partire dal prossimo anno. Dal 2022 potrebbe arrivare un sostituto di Quota 100, per cui sono state fatte diverse ipotesi. La misura sperimentale è stata applicata per tre anni, e ha previsto che si potesse andare in pensione superando il requisito contributivo o anagrafico, semplicemente sommando i due fattori per arrivare a quota 100.

Quota 100 quindi non ha futuro, ma i tagli del prossimo periodo riguarderanno, secondo gli ultimi aggiornamenti, non solamente questo particolare sistema di prepensionamento, ma altre misure che attualmente sono proposte dall'ente previdenziale INPS per i lavoratori italiani. 

Secondo le dichiarazioni OCSE infatti sono necessari nuovi tagli al sistema pensionistico per far ripartire il paese dopo la crisi economica, e per sostenere la ripresa. Indubbiamente il sistema pensionistico italiano per molti versi è stato definito come non facilmente sostenibile, e a differenza di altri paesi europei, purtroppo l'Italia vince il primato in questo senso.

Nuovi tagli alle pensioni: la bufera

Secondo le dichiarazioni OCSE quindi ci saranno presto nuovi tagli alle pensioni degli italiani, che favorirebbero una minore spesa per sostenere economicamente il paese. Questi tagli tuttavia non riguarderanno l'intero sistema pensionistico italiano, ma sono state individuate le misure che andrebbero eliminate per poter favorire la ripresa.

Nuovamente viene ribadita l'importanza di sospendere definitivamente Quota 100, come conferma anche un articolo recente di Orizzontescuola.it:

"Quota 100 non va prorogata perchè è una spesa troppo pesante per le casse del governo che se adottata in modo permanente porterebbe il PIL a salire di 11 punti percentuali tra il 2020 ed il 2045. Proprio per questo il consiglio è quello di lasciar scadere la misura il prossimo dicembre."

Indubbiamente Quota 100 non ha futuro, ma non è la sola. Viene ipotizzato anche che possano scomparire altre misure attualmente applicate dall'ente previdenziale, come Opzione Donna e la Pensione di Reversibilità. In entrambi i casi si tratta di sostegni a particolari categorie di cittadini, i tagli sulle pensioni non riguarderebbero le tradizionali pensioni di anzianità e di vecchiaia. 

La bufera comunque è arrivata, perché secondo queste ipotesi, ancora una volta si sottolineano i problemi di sostenibilità del sistema di pensionamento italiano, indipendentemente dall'applicazione di misure sperimentali di pensionamento come Quota 100. 

I problemi sarebbero quindi più profondi, e l'Italia, in un periodo di ripresa economica come quello attuale, non può permettersi altre spese, soprattutto a seguito della profonda crisi che ha visto molte attività chiudere battente e lo stato erogare particolari misure di sostegno ai cittadini più svantaggiati.

Opzione Donna: arrivano i tagli

Opzione Donna è una delle misure che potrà presto essere eliminata, se si concretizzano le ipotesi OCSE. Questa misura coinvolge in particolar modo la componente femminile della popolazione, si tratta quindi di una misura specifica di pensionamento. Viene rivolta sia alle donne che lavorano come dipendenti che alle autonome, e garantisce un ingresso anticipato alla pensione. 

Con 35 anni di contributi versati al momento una lavoratrice italiana può avvalersi di Opzione Donna per accedere alla pensione a 58 anni di età, se si tratta di lavoratrici dipendenti, 59 per chi è autonoma. Questa particolare misura tuttavia ha destato numerose critiche, anche dalla stessa componente femminile del paese.

Molte infatti hanno dichiarato di preferire una continuazione del lavoro piuttosto che chiedere l'accesso alla pensione con questa misura, poiché l'erogazione mensile in ogni caso risulta inferiore e non vantaggiosa. Opzione Donna quindi potrebbe scomparire, se si seguono le indicazioni OCSE, come spiega un articolo recente di Money.it:

"Nonostante si tratti di una delle misure per il pensionamento anticipato dal costo più basso, visto che comunque per accedervi le lavoratrici devono accettare un ricalcolo contributivo della pensione, l’Ocse suggerisce al Governo di non continuare con questa opzione, preferendo un ritorno ad una Fornero “pura” dopo la scadenza di Quota 100."

L'Unione Europea comunque aveva già mostrato intenzioni di proporre l'eliminazione di questa misura per l'Italia, non si tratta di un'ipotesi del tutto nuova, e i tagli con molta probabilità andranno principalmente in questa direzione.

Pensione di reversibilità addio? Non solo Quota 100

Quota 100 quindi non è l'unica misura di pensionamento rivolta agli italiani che presto scomparirà. Oltre a Quota 100 e Opzione Donna, nel mirino dei nuovi tagli spiccano anche le pensioni di reversibilità. La pensione di reversibilità viene erogata ai superstiti di famigliari deceduti, e può essere applicata in base a diverse percentuali. 

Solamente in alcune occasioni la pensione di reversibilità viene corrisposta al famigliare del defunto al 100%, perché solitamente viene ricalcolata in base al reddito del famigliare superstite, e a diversi fattori inerenti. Secondo l'OCSE la pensione di reversibilità andrebbe tagliata in molte circostanze.

Questo perché capita spesso che i cittadini ricevano questa pensione nonostante non siano ancora vicini all'età pensionabile, e questa spesa non sarebbe necessaria secondo le ipotesi di taglio. Quota 100, Opzione Donna e le pensioni di reversibilità quindi sono le principali misure di pensionamento che al momento si trovano sotto osservazione, perché considerate troppo dispendiose in un momento storico come quello attuale.

La spesa per sostenere queste misure risulta molto alta, in particolare per la pensione di reversibilità, per cui l'Italia detiene anche in questo caso il primato tra i paesi europei. La misura quindi sarà con molta probabilità soggetta a tagli, insieme alle altre pensioni viste prima, mentre non saranno toccate la pensione di anzianità e quella di vecchiaia.

Tagli alle pensioni: è subito bufera!

La notizia dell'ipotesi di nuovi tagli alle pensioni tuttavia non è accolta con favore da molti cittadini italiani, che si trovano già in difficoltà per la situazione economica del paese. Mentre per Quota 100 già si attendevano tagli, non è così per gli altri sistemi di pensionamento, per cui comunque era stata ipotizzata inizialmente una conferma. 

Al momento ancora nulla è decido in modo definitivo, anche se si preme per una rapida riforma del sistema pensionistico che risulta economicamente dispendioso sotto molti punti di vista. Come spiega Ilsole24ore.it in un articolo, le ragioni dei tagli sono da ricondurre direttamente alla prospettiva della ripresa economica, ma non solo:

"Attualmente, rileva il report sull’Italia, la spesa legata alle pensioni toglie spazio agli investimenti nelle infrastrutture, nell’istruzione e nella formazione, penalizzando i giovani, molti dei quali sono disoccupati e a rischio di povertà."

Il problema del lavoro della popolazione giovanile è sempre più marcato, nonostante la ripresa di questo periodo estivo. La situazione del lavoro dei giovani potrebbe influire direttamente sulle pensioni degli stessi, difficili da raggiungere, e con un problema di fondo che riguarda la natura instabile dei contratti di lavoro.

I contratti precari e un mondo del lavoro così frastagliato per la fascia più giovanile porta come prima conseguenza il mancato raggiungimento degli anni di contributi necessari alla pensione, e questo potrebbe dare non poche difficoltà alle giovani generazioni. 

Si propende quindi sempre di più verso i tagli a misure specifiche come Opzione Donna, le pensioni di reversibilità e Quota 100, ma le ipotesi sono ancora al vaglio.