Stanno finalmente arrivando ottime notizie da tutti i fronti per chi attendeva una terza proroga della Naspi, cioè per tutti quelli che hanno terminato i pagamenti dell'indennità di disoccupazione in questi ultimi tre mesi e quindi non hanno potuto beneficiare delle prime due proroghe ed attualmente sono rimasti senza alcun sussidio.

Tutte le ultime dichiarazioni ufficiali sembrano garantire il fatto che ci sarà una terza proroga inclusa nel ristori 5,  l'ultimo decreto che verrà approvato a breve. 

Il primo segnale positivo era stato lanciato da quanto affermato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil che si erano mostrati soddisfatti delle promesse del Ministro del lavoro Nunzia Catalfo in seguito all'incontro dove si è discusso appunto in merito ai sostegni emergenziali per lavoratori e disoccupati che dovrebbero essere prorogati per il 2021, e che potrebbero contenere importanti novità.

Principalmente rifinanziare la cassa integrazione in deroga e ordinaria della quale si è parlato a lungo ed ormai sembrerebbe un dato ufficiale anche se in attesa degli ultimi dettagli, ma anche una sostanziale riforma degli ammortizzatori sociali,  insieme ad una ulteriore proroga della Naspi che potrebbe garantire altre mensilità aggiuntive di indennità di disoccupazione per i dipendenti e i collaboratori rimasti senza lavoro, e per far fronte al momento di crisi che comprende ovviamente anche l'estrema difficoltà di ricollocarsi nel mondo occupazionale e di trovare un contratto.

Subito dopo la videoconferenza con Catalfo, proprio la Uil sulla pagina ufficiale Facebook ha ribadito :

“Con il prossimo decreto ristori la Ministra ha confermato la volontà di prorogare la Naspi e la Dis-Coll ma abbiamo richiesto che si proroghino tutti i bonus e le indennità sinora erogate e che vengano recuperate tutte quelle categorie di lavoratori e lavoratrici che ad oggi sono state escluse dalle indennità.”

Confermando che appunto la proroga Naspi era stata tra gli argomenti affrontati nel dialogo tra Ministero e parti sociali.

Nuova proroga Naspi nel decreto Ristori 5

Il decreto ristori quinquies sarà approvato tra qualche giorno, slittato con leggero ritardo a fine mese a causa dei recenti impegni straordinari indotti dalla crisi di Governo e dal necessario voto di fiducia.

Fortunatamente però un passo avanti è stato fatto, infatti già sappiamo che lo scostamento di bilancio da 32 miliardi che servirà a rifinanziare i ristori c'è, ed è stato approvato quasi all'unanimità anche al Senato.

Ieri pomeriggio il Ministro Gualtieri ha provveduto ad illustrare i principali obiettivi ed impegni del governo soprattutto quelli a breve termine,  per aiutare i settori più colpiti e le imprese di categorie che non erano rientrate nei precedenti decreti, in particolare affermando che sarà valutato un criterio perequativo per includere coloro che sono stati finora esclusi dai ristori, ma anche confermato che sicuramente ci sarà il prolungamento della cassa integrazione almeno fino a fine marzo e sarà oggetto proprio del prossimo decreto così come i nuovi aiuti ai lavoratori ed autonomi che sono stati fermi a causa del covid, menzionando poi appunto anche un “intervento sulla Naspi”. 

Sperando che la misura poi venga effettivamente inserita, non solo per alcune categorie ma per tutti,  tenendo da conto anche il disperato appello dei sindacati ma anche da parte dei disoccupati rimasti senza alcun sostegno in piena crisi e nel momento forse più difficile per reinserirsi nel mondo del lavoro ed infine per evitare il rischio dell'aggravarsi delle tensioni sociali

Piccoli segnali di speranza erano già arrivati anche con le stesse parole di Nunzia Catalfo che aveva sostenuto che se necessario avrebbe lavorato per rinnovare la misura data l'emergenza,  ed ora che anche l'emergenza è stata ufficialmente prolungata, insieme ai sostegni per le aziende e per chi già lavora con contratti atipici, come l'allungamento della Cig e il blocco licenziamenti sembra doveroso menzionare la necessità anche una possibile e necessaria terza proroga della Naspi per chi ha concluso la durata dell'indennità di disoccupazione nei mesi scorsi.

 Ricordiamo anche che molti percettori di Naspi, esclusi dalle precedenti proroghe non hanno potuto avere accesso ad altri bonus emergenziali Covid in quanto incompatibili e in moltissimi casi a causa del sussidio percepito non sono riusciti ad accedere neanche al reddito di cittadinanza e a quello di emergenza

Per quanto riguarda invece le altre categorie di lavoratori che hanno ridotto o sospeso i contratti, il prossimo decreto prevede anche il rafforzamento di altri indennizzi emergenza covid 19, ed il bonus da 1000 euro probabilmente includendo quelli che non ne erano stati interessati prima come ad esempio agricoli,  lavoratori domestici quali colf e badanti, ma anche collaboratori senza partita iva ed autonomi.  Proprio per questi ultimi inoltre c'è in programma l'esonero contributivo che durerà per tutto l'anno 2021 e sarà finanziato con un miliardo e mezzo di euro. 

Indennità Naspi: chi può richiederla

Naspi significa "Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego": una indennità mensile di sostegno al reddito delle persone che si trovano in stato di disoccupazione. Ha sostituito nel 2015 i vecchi trattamenti Aspi e mini Aspi precedentemente introdotti con la riforma Fornero. Destinata ai titolari di rapporto di lavoro di tipo subordinato, mentre la Dis-Coll è un indennizzo riconosciuto ai lavoratori di tipo parasubordinato come i co.co.co ed i lavoratori con contratto a progetto

Sia Naspi che Dis-coll possono essere richieste dai soggetti che perdono involontariamente il rapporto di lavoro che avevano instaurato in precedenza e vengono calcolate in base ai periodi di lavoro effettivamente prestato e relativi contributi versati, che nel caso della Naspi sono pari ad almeno 30 giornate maturate in 12 mesi antecedenti la richiesta e 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti

Per accedere al trattamento, la perdita del lavoro deve essere per tutte e due le categorie, considerata involontaria, cioè o causata dalla fine naturale di un contratto a termine o da un licenziamento avvenuto non per giusta causa

In alcuni casi la domanda di indennizzo può essere accolta anche in caso di dimissioni del lavoratore ma solo ed esclusivamente se è possibile dimostrare che queste sono avvenute a causa di comportamenti del datore di lavoro che abbiano in qualche modo indotto il dipendente a licenziarsi.  Questi possono sicuramente comprendere il cosiddetto “mobbing” o anche i mancati pagamenti delle retribuzioni spettanti per almeno due mesi consecutivi. 

Tutte e due le indennità sono corrisposte mensilmente dall'Inps e possono essere richieste le autonomamente dal soggetto che intende usufruirne tramite portale dell'istituto di previdenza.

Sia per la naspi che per la Dis-coll spetta il pagamento in misura del 75% della retribuzione mensile, e tutti e due le indennità vengono poi gradualmente e mensilmente diminuite del 3% dopo il quarto mese di fruizione. 

Proroga Naspi, Dis-coll: come funziona?

Sembra doveroso a questo punto, visto anche il lungo periodo ormai trascorso dall'approvazione della seconda proroga che risale a quattro mesi fa, ricordare il funzionamento di questa misura che era stata per la prima volta introdotta con il Decreto Rilancio a causa dell'emergenza Covid durante la prima ondata di contagi e chiusure,  e poi successivamente ripresentata con il Decreto Agosto prolungandola di ulteriori due mensilità.

La proroga era destinata ai lavoratori che avessero terminato il periodo dell'indennità nei periodi compresi tra il 1 marzo e il 30 giugno 2020.  Rispettivamente quindi, grazie ai decreti era stato previsto l'accredito di altre due mensilità per  il periodo maggio- giugno e  quindi di quattro mensilità aggiuntive grazie alla seconda proroga per quelli che avevano concluso i pagamenti ordinari a marzo e aprile.

Il pagamento in questione era rapportato all'ultima mensilità percepita, quindi dello stesso importo. 

I beneficiari della Naspi e Dis-Coll con la proroga hanno visto il riconoscimento del beneficio in automatico senza dover presentare alcuna domanda in quanto l'Inps ha semplicemente prolungato il periodo di pagamento a seconda dei dati presenti negli archivi ed in base alle date in cui l'indennità risultava completata.

Una ulteriore proroga, per l'esattezza la terza, se dovesse essere inserita ed approvata per tutte le categorie di disoccupati potrebbe quasi sicuramente funzionare come le prime due. 

Anche se ancora effettivamente non si conoscono i dettagli in base ai quali si potrà capire per quanti mesi e a chi spetterebbe una terza proroga, si può avanzare l'ipotesi che questa volta sia dedicata a quei disoccupati titolari di indennizzo Naspi o Dis-coll che hanno terminato o termineranno i pagamenti spettanti tra novembre e gennaio.  Poichè questi sono stati i mesi nei quali è ripartita la cosiddetta seconda ondata covid, che ha costretto il governo ad emanare a novembre un dpcm più restrittivo e a classificare le regioni in zone, con conseguente nuova chiusura di molte attività.

Per quanto invece riguarda i mesi aggiuntivi previsti, questi potrebbero essere sempre due come nei precedenti decreti, o come chiesto dai sindacati, durare questa volta più a lungo fino ad arrivare a fine emergenza che per il momento è fissata per il 30 aprile 2021

Naspi e Dis-Coll: come controllare quando finiscono i pagamenti 

Vista la possibilità di un inserimento della proroga dei pagamenti Naspi nel Decreto Ristori quinquies, e quindi la possibilità di ricevere mensilità aggiuntive oltre il termine,  è bene anche informarsi su come controllare se l'indennità che si sta ricevendo sta per concludersi o quando si concluderà, in modo da sapere anche se eventualmente si potrà rientrare nella proroga

Tutti i dati utili sono ricavabili dal sito Inps e nel proprio fascicolo previdenziale al quale si accede con  credenziali Spid, pin o carta di identità elettronica. Si può anche controllare tra le domande presentate alla pagina dedicata alla Naspi

All'accoglimento della domanda infatti viene allegato nella ricevuta Inps anche il prospetto di calcolo con relativo numero di giornate spettanti. Basterà poi fare un rapido conteggio per verificare le mensilità durante le quali si percepiranno i pagamenti, considerando che per “mese” Inps calcola sempre 30 giorni, e 28 per febbraio.  

Stessa cosa anche per la Dis-coll, per la quale si potranno sempre trovare tutti i dettagli nel fascicolo previdenziale e nello stato della domanda, che presenterà sempre le diciture “in pagamento” quando sono previste ancora erogazioni o “terminata” quando l'istituto considera il trattamento dell'indennità come concluso.