Il progetto di allargare l’Ape Sociale e renderla perfetta per anticipare la pensione, inizia finalmente a prendere vita.

Con la pubblicazione del nuovo elenco comprendente i possibili beneficiari, la Commissione Istituzionale riserva un trattamento agevolato ai soggetti che svolgono lavori gravosi.

La riforma pensioni verrà, quindi, rivisitata e pensata appositamente per consentire loro di uscire da lavoro a 63 anni tenendo conto di parametri basati su dati Inail, Istat e Inps.

Vediamo cosa cambierà nell’Ape Sociale il prossimo 2022 e per quale ragione viene denominata "super" dalle testate giornalistiche. 

Ultime pensioni: perché Quota 100 è un fallimento?

L’idea di rivolgere un occhio di riguardo alle categorie di lavoratori “fragili” balenava nella mente del Governo e del Ministero del Lavoro già da un pò.

A dare conferma dell’avvio di un progetto volto a ridimensionare l’intero sistema previdenziale, le ultime notizie relative alla riforma pensioni e al post Quota 100

La speranza di poter rivedere questa formula pensionistica anche nel 2022 ormai è stata disillusa dai scarsi risultati ottenuti durante l’anno, insufficienti per poter rimetterla in campo e ancora una volta determinanti per la reputazione italiana.

Spiega huffingtsonpost.it:

“ Quota 100 potrebbe diventare, su diversi fronti, un classico ‘casus belli per errore’ [..] è stata indicata come la prova dell’inaffidabilità del nostro Paese nel seguire un percorso di riforme generosamente finanziato dalla Ue, a carico dei partner più virtuosi”

L’unica lancia che può essere spezzata in favore di una misura talmente rilevante, si rifà al fatto che la sua approvazione sia avvenuta senza analisi di impatto.

Purtroppo Quota 100 non ha avuto gli effetti sperati e i sindacalisti hanno subito ribadito su quanto fosse stato meglio se fosse stato attuato un provvedimento diverso, magari basato sulla defiscalizzazione.

Il video di Mondo Pensioni offre un assaggio sui possibili scenari che la riforma pensioni potrebbe vedere nel 2022, esaminando ogni decisione presa dal Governo fino ad oggi:

Facendo uno schema riassuntivo, potremmo dire che gli insuccessi di Quota 100 si sono rivelati particolarmente significativi ed hanno invalidato un poò tutti gli obiettivi dapprima prefissati, ovvero:

  • la misura ha bloccato il cambio generazionale piuttosto che agevolarlo
  • invece di facilitare i lavoratori a reddito basso, ha fatto crescere il reddito medio di chi ne ha usufruito di ben 36.600 euro
  • avrebbe dovuto agevolare il pensionamento delle donne senza penalizzazione alcuna e al contrario, ad usufruire sono stati prevalentemente gli uomini
  • il numero di soggetti che hanno usufruito di Quota 100 è molto inferiore a quello stimato perché la maggior parte di loro si è interessata di più al lavoro che alla rendita
  • ad usufruire del trattamento agevolato e dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro previsto dal provvedimento sono stati più i dipendenti pubblici che i dipendenti dediti ai lavori usuranti  

È  proprio su quest’ultimo punto che la Commissione Istituzionale lavoratori dipendenti si è soffermata.

Ultime pensioni: quali sono i nuovi lavori "gravosi"?

La disposizione di un nuovo elenco di beneficiari ha dato nuove possibilità ai lavoratori fragili, e allo stesso tempo favorito il palesarsi di nuove modalità di accesso all’Ape Sociale.

Le ultime notizie relative alle pensioni lasciano intendere che ci siano grandi cambiamenti in vista, soprattutto per coloro che compiono mansioni usuranti sia per il corpo, sia per la mente.

Nell’elenco disposto dalla Commissione Istituzionale e dal suo presidente Cesare Damiano, ora compaiono ben 57 gruppi e 203 mansioni in più.

Numeri incoraggianti rispetto a quelli stimati tempo addietro che vedevano soltanto 15 gruppi e 65 mansioni riconosciute gravose.

Grazie al contributo del Ministro del lavoro Andrea Orlando, fra le professioni già comprese si aggiungono:

  • bidelli
  • insegnanti delle scuole elementari
  • badanti e colf, commessi e cassieri
  • macellari e panettieri
  • magazzinieri
  • tassisti
  • valigiai e portantini
  • falegnami
  • operai forestali
  • saldatori e fonditori
  • benzinai
  • conduttori di bus e tranvieri
  • conduttori di macchinari in miniera

Anche per il personale dell’edilizia e per il personale dei servizi sanitari e sociali è prevista l’uscita da lavoro a 63 anni.

Questa lunga lista di nuovi aventi diritto non si basa solo sulla tipologia del lavoro svolto o sul grado di anzianità nella carriera lavorativa. 

Spiega tg24sky.it:

“Per la prima volta si ha una lista che si basa su dati scientifici [..] stilata in base alla frequenza degli infortuni rispetto alla media, al numero di giornate medie di assenza per infortunio, al numero di giornate medie di assenza per malattia.”

Prendendo in considerazione anche queste varianti, a beneficiare della pensione anticipata a 63 anni saranno circa 1 milione e mezzo di lavoratori in più.

Un ottimo risultato che non può non trovare l’apprezzamento di Uil e Uilp, da sempre convinti della necessità di dover distinguere i lavori perché non uguali tra loro.

Le congratulazioni alla Commissione Istituzionale sono d’obbligo, sebbene bisogna aspettare che questo documento passi al Governo e alle Camere nelle prossime settimane.

Sicuramente avrà un grande impatto nella riforma pensioni, soprattutto in vista di una nuova Legge Bilancio.

Ultime pensioni: Ape Sociale super, come funziona?

Quota 100 scadrà il 31 dicembre 2021 e mai come adesso, il tema pensioni scoppietta come pop corn in pentola.

Spiega today.it:

“ Senza Quota 100, che non verrà rinnovata, il rischio di uno scalone improvviso è dietro l’angolo, con un aumento secco di cinque anni dei requisiti anagrafici di pensionamento [..]. il pensionamento sarà accessibile solo a partire dai 67 anni di età [..] è un eventualità da scongiurare”

Il Governo capeggiato da Draghi lavora sodo per trovare una misura che si adatti alle esigenze e alle richieste del sistema pensionistico italiano senza penalizzare il cittadino.

Finora l’Ape Sociale sembra l’unica alternativa in grado di anticipare la pensione almeno per quei lavoratori riconosciuti come “gravosi”.

Se questa misura ristrutturata passasse, l’anticipo pensionistico sociale verrebbe goduto da un numero di beneficiari più grande, consentendo loro di uscire da lavoro a 63 anni di età e 36 di contribuzione ( ora diminuiti a 30).

Occorre ricordare però che, per accedere a questa misura bisogna soddisfare determinati requisiti, ovvero:

  • essere disoccupato: cessazione a causa di licenziamento, dimissioni giusta causa o risoluzione consensuale)
  • non avere un contratto di lavoro: ma che abbia avuto periodi di lavoro dipendenti per almeno 18 mesi nei 36 precedenti la fine del rapporto di laovoro e aver terminato la disoccupazione da almeno 3 mesi
  • assistere al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado affetto da gravi handicap
  • avere capacità lavorativa ridotta ( minimo 74% riconosciuto)
  • risultare lavoratore dipendente al momento di decorrenza dell’indennità + 36 anni di anzianità contributiva

Inoltre, per poterne godere, il lavoratore non deve soltanto rispettare i parametri contributivi bensì aver svolto mansioni gravose per 6 anni negli ultimi 7 o 7 anni negli ultimi 10.

Per accedervi bisogna essere:

  • iscritti alle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi (o alla gestione separata)

Ultime pensioni: quanto spetta ai lavoratori fragili?

Sebbene si parli di pensione, in realtà questo trattamento è più un’indennità sostitutiva che i lavoratori ricevono e di cui a farsi carico dei costi è lo Stato.

Questa indennità viene erogata mensilmente dall’Inps per 12 mensilità l’anno e può raggiungere fino a 1.500 euro d’importo.

L’obiettivo di questa Ape Sociale che in tanti definiscono “super” è quello di favorire flessibilità al sistema pensionistico senza pesare troppo sulle casse dello Stato.

Tale misura si applica anche al genere delle donne lavoratrici, che constituiscono gran parte della forza lavoro italiana e da molto tempo danno quel qualcosa in più al mercato. 

Al fine di tutelarle e di non penalizzarle ulteriormente, l'Ocse ha deciso di non prolungare l'Opzione donna poiché troppo rigida in termini economici. 

L'articolo di Alessia Seminara approfondisce l'argomento ed esamina passo dopo passo anche le restanti misure pensionistiche finora disposte dal Governo. 

Ultime pensioni: a quando le conferme?

L’ipotesi di vedere applicata una nuova Ape Sociale ha buone possibilità di realizzazione ma servono fondi consistenti e valutazioni approfondite per capire quanto valga in termini di fattibilità.

L’iter da seguire vede un report della Commissione Tecnica sui lavori gravosi e solo dopo esser passata al vaglio del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo e il Ministero del Lavoro, potrà essere toccata con mano dal Governo.

A Mario Draghi spetterà il compito di decidere quanto investire e quanti fondi stanziare per questa forma pensionistica, non tralasciando le simulazioni sui costi di gestione attuati dall’Inps.

Del resto, tutta questa precisione è giustificata. 

Non si può certo rischiare di dare l'ok ad una misura previdenziale che si riveli fallimentare tanto quanto Quota 100 (se non di più)  e fare la figura degli incapaci davanti al popolo italiano e davanti all'Unione Europea. 

Il post Quota 100 potrebbe riverlarsi davvero interessante ma solo entro la fine di ottobre 2021 sapremo se l’Ape Sociale l’avrà vinta e potremo davvero definirla super

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