Ottime notizie in tema di riforma pensioni.

A quanto pare è in arrivo un nuovo elenco di possibili beneficiari della pensione anticipata a 63 anni, un’opzione che si configura perfettamente nell’Ape Sociale.

La riforma pensioni tanto attesa per il 2022 sarà prevalentemente pensata per chi svolge lavori gravosi per la mente e per il corpo.

A tal proposito, il Governo e il Ministero del Lavoro stanno collaborando per ampliare la platea degli aventi diritto e stabilire nuove modalità di accesso agevolato.

Vediamo le novità, soprattutto in dirittura d’arrivo di Quota 100.

Ultime pensioni: quali sono i nuovi lavori gravosi?

Le ultime notizie sulle pensioni fanno presagire grandi cambiamenti in tema di misure previdenziali.

A dare ufficiosità alle informazioni anche la disposizione di un nuovo elenco di aventi diritto alla pensione anticipata a 63 anni, soggetti lavoratori che svolgono attività usuranti e pesanti sia per il fisico che per la mente.

Ad allungare la lista degli aventi diritto al trattamento agevolato per l’accesso alla pensione è la Commissione Istituzionale sui lavori gravosi, presieduta da Cesare Damiano.

Sebbene questa fosse stata istituita nella scorsa primavera, il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha ritenuto necessario rivederla ed aggiungere i risultati di elaborazioni fatte con i dati di Inail, Istat e Inps.

Ad oggi, il pacchetto comprende ben  57 gruppi e 203 mansioni, un bell’incremento dal momento che i numeri non riuscivano a superare il centinaio ( 15 gruppi, 65 mansioni).

La video intervista di Rai a Cesare Damiano spiega quali sono i nuovi lavori gravosi:

Spiega tg24sky.it:

“Per la prima volta si ha una lista che si basa su dati scientifici [..] stilata in base alla frequenza degli infortuni rispetto alla media, al numero di giornate medie di assenza per infortunio, al numero di giornate medie di assenza per malattia.”

Grazie a questa nuova esamina, ora la pensione anticipata a 63 anni può essere goduta da circa 1 milione e mezzo di lavoratori in più.

Ultime pensioni: pensione a 63 anni, per chi?

Il 31 dicembre 2021 dovremmo dire addio a Quota 100.

Sebbene vi fossero continue promesse di proroghe e nuovi ammodernamenti, la misura previdenziale messa in campo nel 2019 per favorire l’uscita da lavoro a 62 anni con 38 di contributi non vedrà il 2022.

Lo sapevamo già da tanto, forse perché i risultati ottenuti non erano sufficienti a farci sperare in una possibile riproposta e a soffrirne erano sempre i lavoratori “fragili”, occupati a svolgere mansioni corroboranti.

Per agevolare questa categoria, da tempo si pensava di introdurre un trattamento agevolativo, differenziato in base alla gravosità del lavoro svolto ma non si era ancora fatto nulla di concetto.

Grazie all’impegno e alla coerenza della Commissione Istituzionale, oggi questa categoria potrà godere della pensione anticipata accedendo all’Ape Sociale.

Questa misura previdenziale mantiene il soddisfacimento di determinati requisiti per essere goduta appieno.

Li potete trovare qui, nell'articolo di Francesco Santone

Spiega money.it:

“Subito dopo la pubblicazione dell’elenco dei gravosi questi sembrano aver ritrattato. Si continua a parlare di pensione a 62 anni ma solo per i lavoratori gravosi effettivamente riconosciuti come tali”

Ovviamente, per ora la strada percorribile è quella rappresentata dalla pensione anticipata a 63 anni con 30 anni di contributi, anziché 36 come sono sempre stati.

Ultime pensioni: post Quota 100, vince l'Ape Sociale!

I sindacati, che tempo addietro si erano presentati con la proposta irrealizzabile di Quota 41, ora si dicono molto soddisfatti dell'operato della Commissione Istituzionale. 

Grazie al nuovo documento in cui si illustrano tutte le mansioni gravose, cresce l’apprezzamento di Uil e Uilp che hanno sempre detto quanto fosse necessario differenziare i tipi di lavori.

Tale documento dovrebbe essere tramesso al governo e alle Camere già dalla prossima settimana, identificandosi come un importante punto di svolta, in vista della prossima Legge di Bilancio.

L’obiettivo rimane quello di agevolare i lavoratori “fragili” permettendogli di uscire da lavoro con 63 anni e 36 di contributi, a patto che si sia svolta una mansione gravosa per 6 anni negli utlimi 7, o 7 anni negli ultimi 10.

Attualmente, si pensa che l’Ape Sociale sia la formula perfetta per favorire flessibilità in materia previdenziale ma occorre sempre precisare cosa serve per accedervi:

  • essere iscritti all’Assicurazione Obbligatoria dei lavoratori dipendenti (o a forme sostitutive della stessa)
  • essere iscritti alle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi (o alla gestione separata)

Nel caso di vi siate persi qualche aggiornamento, vi lascio il tweet da seguire: 



Non dimenticare di condividere!

A presto!!