Se pensavate fosse una bufala, dovrete presto ricredervi.

L’aumento degli assegni per coloro che percepiscono la pensione di invalidità civile, arriverà già ad ottobre 2021 grazie al cosiddetto "incremento al milione".

Una forma di maggiorazione che Inps offre per vedersi riconoscere molto più di soli 287,00 euro al mese e che viene riconosciuta per 13 mensilità.

Vediamo chi potrà beneficiarne e come si applica alla pensione di invalidità ( da non confondere con quella di inabilità), ma soprattutto, come si svolge la procedura per ottenere il riconoscimento di disabilità motorie e psichiche.

Ultime pensioni: invalidità e inabilità, le differenze.

La notizia riguardante l’aumento degli assegni di invalidità civile, arriva direttamente dall’Inps, l’ente erogatore della stessa prestazione economica riconosciuta ai lavoratori affetti da infermità mentali e fisiche così gravi, da pesare sulla propria capacità di lavoro.

Persone che, a causa di patologie congenite o menomazioni croniche, non riescono a svolgere le attività più semplici e  normali e che quindi, non hanno nemmeno modo di compiere il proprio lavoro versando così in stato di bisogno economico.

Poiché l’invalidità è un riconoscimento, come spiega disabili.com:

“presuppone una minorazione, cioè un’infermità che può essere fisica, psichica o sensoriale, che provoca danno funzionale, cioè limitazione o perdita di effettuare un’attività nel modo o nei limiti considerati normali”

Rientrano nella categoria degli aventi diritto:

  • il cittadino che ha minorazioni congenite o acquisite anche a carattere progressivo, insufficienze mentali che abbiano una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore a 1/3 ( 33%)
  • i minori di 18 anni con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età
  • il cittadino con più di 65 anni che abbia difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età

Vengono inconsiderati invalidi civili anche i ciechi civili e i sordi ma non gli invalidi di guerra, gli invalidi di lavoro, gli invalidi di servizio.

La pensione di invalidità civile non è da confondere, però, con quella di “inabilità”.

Sebbene il riconoscimento di una e dell’altra procedura siano molto simili fra loro ed entrambe richiedano un’anzianità contributiva minima, in realtà vengono distinte in base a due caratteristiche precise:

  • il requisito sanitario
  •  il tipo di calcolo

Se per la pensione di inabilità il requisito sanitario da soddisfare è la perdita assoluta e permanente ( 100%) della capacità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, per la pensione di invalidità basta la perdita di almeno due terzi della capacità di svolgere la propria attività.

Il video di FraParentesi.org spiega le differenze delle due misure negli assegni: 

Il sistema di calcolo segue regole differenti, ovvero:

  • pensione di inabilità: calcolo a sistema misto o esclusivamente contributivo in base all’anzianità maturata entro il 31 dicembre 1995 ( + eventuale bonus contributivo)
  • pensione di invalidità civile: calcolo con regole della pensione di vecchiaia e nessun bonus contributivo, importo dell’assegno varia in base ai contributi effettivamente versati

In ogni caso, entrambe le misure permettono agli aventi diritto di godere di particolari benefici che vengono concessi in base al grado di invalidità e al tipo di disabilità confermata nel verbale medico.

Ultime pensioni: come viene riconosciuta l'invalidità

Per ottenere la pensione di invalidità civile, è logico che debba sussistere prova di riconoscimento dell’infermità, mentale o fisica che sia.

Senza il certificato medico e l’invio dello stesso all’Istituto di competenza non è assolutamente possibile godere del beneficio.

La richiesta di riconoscimento dell’invalidità può essere fatta sia dal diretto interessato alla prestazione, sia da chi lo cura o lo tutela.

L’iter da seguire è abbastanza semplice ma occorre rispettare tutti i passaggi perché la procedura vada a buon fine.

Innanzitutto è necessario recarsi da un medico abilitato alla compilazione del certificato nel quale, non solo indicherà i dati anagrafici del paziente ma attesterà la natura dell’infermità presente e le possibili aggravanti.

Una volta compilato questo certificato, provvederà lui stesso ad inviarlo all’Inps, che genererà un codice identificativo relativo alla pratica avviata.

Al paziente viene rilasciato l’attestato di trasmissione con il numero di certificato e la copia originale del documento con tanto di firma.

Con quest’ultimo, dovrà inviare all’Inps domanda di riconoscimento della prestazione entro 90 giorni compilando bene tutti i campi.

Quando l’Inps sarà in possesso della domanda, provvederà ad inoltrarla all’ASL che stabilirà la data della visita medica di accertamento alla quale dovrà sottoporsi il beneficiario (potrà essere cambiata in caso di impedimento in qualsiasi momento).

Nel caso in cui si sia impossibilitati a presentarsi il giorno della visita, si potrà avere una nuova convocazione.

Qualora l’assenza si ripresentasse per due volte consecutive, si provvederà a dare il via alla procedura di rinuncia alla domanda e alla perdita del beneficio stesso.

Ultime pensioni: aumenti in arrivo, quanto spetta in assegno?

L’aumento degli assegni per chi percepisce la pensione di invalidità era un’idea che aveva preso forma già tempo addietro ma solo per un numero ristretto di beneficiari.

Inizialmente erano gli over 60 ad averne diritto e solo dopo l’intervento della Corte Costituzionale, che aveva ritenuto questo riserbo illegittimo e iniquo, si è pensato di allargare l’accesso anche ad altri soggetti.

Da quanto risulta dalla circolare n° 107/2020 dell’Inps, chi potrà usufruire dell'aumento saranno tutti i titolari di prestazione di invalidità civile totale che abbiano 18 anni o più ma solo se potranno rientrare nei seguenti limiti di reddito in base anche al nucleo familiare:

  • 8.469,63 euro se non coniugati
  • 14.447,42 euro se coniugati.

L’aumento dell’importo per incremento al milione, non sarà più di 287,00 euro bensì di 651,00 euro al mese per 13 mensilità e viene destinato solo a chi possiede un’invalidità nella misura del 100%.

E per chi, invece, ha un’invalidità riconosciuta tra il 74% e il 99%?

Cosa succede?

Moltissime sono le iniziative popolari che stanno presentando proposte di legge per tutelare i diritti di chi fa parte di queste categorie.

Riservare l’aumento solo a chi possiede l’invalidità totale non è giusto né accettabile dal momento che disabilità non discrimina disabilità ( ma piuttosto, viene discriminata dalla normalità).

Per questo motivo si pensa di espandere la pensione di invalidità civile e i relativi assegni in modo bilanciato e uguale per tutti, in rapporto ai redditi personali e familiari del singolo individuo.

Ultime pensioni: falsi invalidi, cosa rischiano?

Quando si parla di invalidità, ma anche di prestazioni aggiuntive come l’indennità di accompagnamento o sostengo economici che si legano al Reddito di cittadinanza, capita sempre che ci sia qualche furbetto pronto all’azione.

In ogni telegiornale c’è almeno un servizio relativo ai “falsi invalidi”, abili truffaldini che mettono in scena una condizione di disabilità ai danni delle casse dello Stato e dell’Inps.

L’ultimo caso è di una donna quarantasettenne che è riuscita a percepire 125.000 euro di pensione di invalidità civile e altri 135.000 euro per indennità di inabilità… così, tanto per gradire!

Purtroppo, in Italia queste situazioni sono all’ordine del giorno e il fenomeno sembra propagarsi sempre di più.

Spiega contocorrente.it:

“ I falsi ciechi, disabili o malati terminali dichiarano indebitamente queste malattie per percepire assegni di invalidità dall’Inps, aiutati da medici poco professionali che firmano certificati falsi di conferma della malattia”

Ed ecco che in pochi passaggi, furbizia e corruzione si danno la mano e truffano a ritmi sconvolgenti, penalizzando chi, invece, ha legalmente diritto alla prestazione.

Ovviamente, questi delinquenti prima o dopo, vengono scoperti e rischiano una denuncia per truffa aggravata, rischiando di finire in galera per 7 anni.

I medici poco professionali invece, vengono immediatamente radiati dall’albo oltre ad essere multati fino a 1.600 euro.

C’é chi direbbe che è ancora troppo poco e che servirebbero punizioni più forti.

Ultime pensioni: tagli e sospensioni, la conferma Inps!

In un messaggio risalente a fine luglio 2021, l’Inps ha potuto confermare numerose posizioni dubbiose, ossia soggetti che pur di ricevere l’assegno di invalidità hanno omesso o non risultano in regola con le comunicazioni reddituali previste per legge.

Ad oggi, sono ben 68.586 le persone che non hanno comunicato correttamente i propri redditi e pertanto, l’Inps ha predisposto un primo sollecito.

La notizia che vede il taglio della pensione di invalidità, tratta perlopiù la sospensione o la revoca del godimento del beneficio ai quanti non hanno dato riscontro alla richiesta dell’istituto previdenziale.

La conferma della sospensione verrà comunicata a quest’ultimi per mezzo raccomandata A/R o mail PEC e la revoca scatterà dopo 120 giorni dalla sospensione.

Stessa modalità anche per coloro che beneficiano dell’assegno sociale ordinario o sostitutivo.

Il riscontro reddituale dovrà essere inviato all’Inps entro 60 giorni dal sollecito e al termine del quale scatterà la sospensione, procedendo poi al recupero di quanto pagato e non dovuto. 

L'articolo di Serena Poma per trend-online tratta anche dei possibili tagli sulla pensione di reversibilità, la misura a sostegno dei familiari superstiti.  

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