Il caldo sta intaccando anche le vette più alte e dove prima la temperatura era fissa sotto lo zero, adesso la colonnetta di mercurio segna i 2 gradi. Un problema che gli studiosi stanno monitorando, ma non solo. A causa delle temperature troppo alte è stato istituito un servizio di preallerta, simile a quelli che segnano l’arrivo di una tempesta o dei tornado.

Questo servizio, secondo i ricercatori, servirà a monitorare le bombe di calore sulle alte vette. Il Monte Bianco, ad esempio, con i suoi 4809 metri di altezza, toccherà presto lo zero termico. Un evento mai verificato prima.

Nei giorni scorsi, invece, sulle Alpi si sono registrati 26 gradi a quota 2800 metri, mentre negli scorsi anni, sempre nei mesi di luglio, lo zero termico si attestava a quota 3200 e 3500.

Insomma, lo zero termico si avvicina alle quote più alte, andando ad influire sullo scioglimento della neve e dei ghiacci. 

La situazione nei paesi del mondo

La situazione è la stessa in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, già un mese fa, si registravano temperature da record: 43 gradi negli Stati del sud-ovest. Ma anche in India, nel mese di maggio, si sono registrati ben 50 gradi, con conseguenti blackout e moria di animali. 

Le ondate di caldo sono sicuramente colpa del cambiamento climatico in atto in tutto il mondo e secondo un recente rapporto dell’Organizzazione metereologica mondiale esiste la reale possibilità che si arrivi a toccare quel grado e mezzo. Ma cosa significherebbe arrivare a toccare l’1,5 gradi?

Il raggiungimento di quella temperatura porterebbe sconvolgimenti degli equilibri climatici. Preparatevi ad estati sempre più lunghe e ad inverni brevi. Inoltre, a causa del caldo, gli effetti sulla salute saranno molteplici, ma non solo. Anche l’agricoltura ne soffrirebbe. 

I ricercatori hanno sviluppato un nuovo sistema di allerta delle bombe di calore. Si tratta di una rete di sistemi di allerta, come quelli che segnano la formazione di uragani e tornado.

I tornado, così come le ondate di calore improvvise, non possono essere evitati, ma potrebbe aiutare sapere quando e dove si verificheranno le “extreme heat waves”. Negli Stati Uniti un sistema simile esiste già ed è amministrato dalla Centers for Disease Control and Prevention.

Il nuovo sistema consiste in un “tracking network” che permette, in sostanza, il tracciamento delle temperature. Presto, quindi, diventeremo dei veri “cacciatori di bombe di calore”, per prevenirle e limitarne di danni.

Oltre questo, cosa si sta facendo per il Climate Change?

Niente di rilevante. Il 14 giugno è stata celebrata la giornata dell’azione contro il caldo, organizzata dalla Global Heat Health Information Network e dalla Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Come se da sola potesse risolvere il problema del cambiamento climatico.

Insomma, al momento, nessuna nuova rivoluzione o soluzione al problema del mutamento del clima, ma solo dei consigli per imparare a convivere con il Climate Change.

dal riconoscere i rischi delle ondate di calore nello sport, a casa, o nel tempo libero, a come rimanere freschi e idratati garantendo la salute dei propri cari e dei vicini.

Perché al momento di caldo si muore, e non è un modo di dire. Hannah Cloke, dell’Università di Reading ha dichiarato: 

È vergognoso che nel 2022 si possa morite in Gran Bretagna di freddo o di caldo: occorre fare qualcosa. E subito

Stessa cosa afferma Laurence Wainwright, dell'Università di Oxford, ponendo l’accento sul tasso dei suicidi: 

Esistono associazioni significative tra temperature elevate quotidiane e suicidi: per ogni aumento di 1 grado centigrado della temperatura media mensile, i tassi di suicidio aumentano dell'1-2 per cento

Ma non è tutto. Il ricercatore e docente di Scienze della Terra e dell’Ambiente all’Università di St Andrews, Michael Byrne, è pessimista riguardo al futuro:

L’attuale ondata di calore non è altro che un pericoloso promemoria degli impatti accelerati dal riscaldamento globale. Di questo passo, a Londra, entro il 2050, potrebbe esserci lo stesso caldo che c’è adesso a Barcellona

Dove stiamo andando? Dal 1960 al 2019, i giorni più caldi dell’anno sono aumentati ogni decennio di un grado. Tuttavia, si continua a parlare tanto di aumento della temperatura dell’intero Pianeta, ma poche cose continuano a farsi. Non è proprio una buona cosa.

Proprio in questi giorni ha alzato la voce la paladina del Friday for Future, Greta Thumberg:

Questa non è "la nuova normalità". La crisi climatica continuerà a intensificarsi e a peggiorare fintanto che mettiamo la testa sotto la sabbia e diamo la priorità al profitto e all'avidità rispetto alle persone e al pianeta. Stiamo ancora camminando nel sonno verso il bordo.