Balneari, dopo la lettera di Mattarella il Governo studia l'ipotesi di un nuovo decreto

Balneari, il Governo Meloni sta valutando come intervenire dopo la lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Balneari, il Governo starebbe studiando un decreto legge

Una misura contenuta nel recente decreto Milleproroghe proroga di un anno fino al 31 dicembre 2024 le gare per quello che riguarda le concessioni degli spazi demaniali che invece il diritto europeo chiede di svolgere.

È arrivato perciò un richiamo da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che invita l’esecutivo e il Parlamento a procedere con un ulteriore intervento: se ne occuperà il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto e non si esclude la possibilità di arrivare ad un nuovo decreto del Governo. Vediamo il punto della situazione.

Balneari e concessioni: che cosa ha deciso il Governo Meloni

Le concessioni balneari sono state prorogate dal Governo Meloni all'interno del Decreto Milleproroghe di un altro anno, fino al 31 dicembre 2024. La data è estendibile di un altro anno, fino al 31 dicembre 2025, per i Comuni che sono alle prese con un contenzioso in essere o con "difficoltà oggettive legate all'espletamento della procedura stessa".

Concessioni demaniali, che cosa ha scritto il presidente Mattarella sul decreto del Governo

La norma era inserita nel Decreto Milleproroghe. Quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato il Milleproroghe lo ha fatto con riserve. Lo ha firmato ma spiegando in una lettera ai presidenti delle Camere e al Governo di averlo fatto solo per non far decadere altre importanti misure contenute nel testo ma con l'invito a un ineludibile intervento correttivo.

Mattarella ha osservato che

è evidente che i profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive accrescono l'incertezza del quadro normativo e rendono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento. Sarà infatti necessario assicurare l'applicazione delle regole della concorrenza e la tutela dei diritti di tutti gli imprenditori coinvolti, in conformità con il diritto dell'Unione, nonché garantire la certezza del diritto e l'uniforme applicazione della legge nei confronti dei soggetti pubblici e privati che operano in tale ambito.

In parole semplici secondo i giuristi del Quirinale, in primo luogo il rinvio striderebbe con l’indicazione europea di mettere a gara gli spazi demaniali, pena il rischio d’una procedura d’infrazione. Il differimento di un anno – fortemente voluto da Forza Italia e Lega - si scontrerebbe con queste indicazioni.

Mattarella sottolinea inoltre "una copertura finanziaria insufficiente in proiezione temporale che, al fine di assicurare il pieno rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, dovrà essere integrata con il primo provvedimento legislativo utile".

Balneari: la posizione della Commissione europea

Stando all’Unione Europea, infatti, le stesse gare prorogate dalla norma sui balneari di un ulteriore anno andrebbero invece fatte, in base al principio della concorrenza.

Come riporta l'agenzia Ansa, la Commissione Europea ribadisce che il diritto dell'Unione Europea sui servizi "richiede che le norme nazionali assicurino la parità di trattamento degli operatori, senza alcun vantaggio diretto o indiretto per alcuno specifico operatore, promuovano l'innovazione e la concorrenza leale, prevedano un'equa remunerazione degli investimenti effettuati e tutelino dal rischio di monopolio delle risorse pubbliche a vantaggio dei consumatori e delle imprese".

Per garantire "trasparenza e concorrenza leale" nel settore delle concessioni balneari, la Commissione Ue valuterà ora attentamente il contenuto e gli effetti del provvedimento di proroga del governo Meloni per valutare la risposta adeguata.

La Commissione

ritiene che le legislazioni nazionali di tutti gli Stati membri debbano promuovere la modernizzazione del settore. La trasparenza e la concorrenza leale darebbero certezza del diritto e stimolerebbero gli investimenti e l'innovazione sia per i concessionari esistenti che per i nuovi operatori nel settore chiave del turismo balneare.

Balneari, che cosa intende fare il Governo Meloni sul tema

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui ha sottolineato che ”si deve seguire la normativa europea sovraordinata e non quella nazionale”.

Toti che è nella maggioranza di centrodestra e alle Elezioni Politiche ha fatto parte della gamba centrista di ”Noi Moderati” ha detto che ”Giorgia Meloni ha saputo parlare la lingua della verità ma qualcuno induce false speranze come un pezzo di Lega, uno di Forza Italia e esponenti di sinistra di Regioni che hanno molti stabilimenti. Continuano a raccontare, per costruirsi benemerenze, cose che non potremo mai mantenere".

Poi, chiude Toti, “è chiaro che occorre discutere con l'Ue sulla costruzione dei bandi. Quindi si può chiedere di tenere conto nei punteggi l'investimento umano, l'esperienza, la gestione familiare, la qualità".

A lavorare a una soluzione, a partire dalle interlocuzioni con l'Europa, sarà il ministro agli Affari Europei Raffaele Fitto. Un aggiustamento con un decreto legge appare la soluzione che con ogni probabilità andrà seguita.

Ma in quale direzione? Sembra che la possibilità su cui si stia maggiormente concentrando l'esecutivo sia quella di prevedere delle tutele particolari per i titolari di licenze. Ovvero mettere a bando le concessioni come desidera l'Europa, ma con una corsia preferenziale per chi ha già uno stabilimento.

Se si sceglierà invece di andare allo scontro con l'Ue, l'apertura di una procedura di infrazione viene data come inevitabile. Ma difficile pensare che Giorgia Meloni possa scegliere questa strada.