Anche bicchieri e piatti di carta inquinano: lo studio che dimostra i danni per l'ambiente

Anche i piatti e i bicchieri di carta inquinano l'ambiente e non sembrano essere l'alternativa migliore a quelli di plastica come si pensava: lo dimostra uno studio svedese.Vediamo cosa dice

bicchiere di carta contenente caffè su un prato

Il passaggio dalla plastica alla carta per piatti, bicchieri e altre stoviglie usa e getta sembra non fornire la soluzione che si auspica per la tutela dell'ambiente.

Questa conclusione emerge dai risultati di una recente indagine che ha valutato l'effetto delle alternative monouso di carta sulla vita acquatica, mettendo in evidenza risultati tutto tranne che tranquillizzanti. Anche i bicchieri e i piatti di plastica infatti inquinano l'ambiente: il motivo emerso nelle analisi svolte.

Anche piatti e bicchieri di carta inquinano

L'inquinamento da plastica, che sta contaminando ormai ogni ecosistema terrestre, ha spinto all'accelerazione dell'adozione di materiali alternativi.

Con il decreto legislativo numero 196 del 2021 si è data attuazione alla direttiva europea sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente ed è cresciuto, di conseguenza l'utilizzo di piatti e bicchieri monouso di cellulosa. Ma l'alternativa di carta alla plastica non è così "ecologica" come si pensa.

Da tempo è noto che sostituire i bicchieri monouso in plastica con quelli monouso in carta comporta delle problematiche. Tuttavia, uno studio intitolato "Single-use take-away cups of paper are as toxic to aquatic midge larvae as plastic cups – ScienceDirect", condotto da un gruppo di ricercatori presso l'Università di Göteborg, e pubblicato su Environmental Pollution, dimostra che "anche i bicchieri monouso di carta, una volta dispersi nell'ambiente, possono causare danni".

Lo studio dei ricercatori svedesi

Lo studio dei ricercatori svedesi si è concentrato sul test dell'impatto di bicchieri monouso, realizzati con materiali diversi, sulle larve di mosca arlecchino (Chironomus riparius). Il risultato dello studio è stato esposto da Bethanie Carney Almroth, principale autrice dello studio e professoressa presso il Dipartimento di Biologia e Scienze Ambientali dell'Università di Göteborg: "Abbiamo esposto sia bicchieri di carta che bicchieri di plastica all'ambiente umido del sedimento e all'acqua per diverse settimane, osservando l'effetto delle sostanze chimiche rilasciate sulle larve. In entrambi i casi, tutte le tipologie di tazze hanno avuto un impatto negativo sulla crescita delle larve".

Il motivo? Lo stato protettivo in bioplastica

Il motivo sta nello strato protettivo sulla carta dei bicchieri per renderli impermeabili all'azione del caffè, e delle varie bevande. Questa pellicola plastica spesso è costituita da polilattide, noto come PLA, un tipo di bioplastica.

I ricercatori svedesi sottolineano che "Le bioplastiche derivano da fonti rinnovabili (il PLA solitamente proviene da mais, manioca o canna da zucchero) anziché dai combustibili fossili, come avviene per il 99% delle plastiche oggi in circolazione. Sebbene il PLA sia spesso considerato biodegradabile, capace di degradarsi più velocemente della plastica derivata dal petrolio nelle giuste condizioni, questo studio dimostra che può comunque risultare tossico".

Secondo Carney Almroth, "Le bioplastiche non si decompongono efficacemente quando finiscono nell’ambiente, nell’acqua. Potrebbe esserci il rischio che la plastica rimanga in natura e che le microplastiche risultanti possano essere ingerite da animali ed esseri umani, proprio come accade con altre materie plastiche".

L'alternativa? Ritorno al passato

L'alternativa secondo la ricercatrice, sarebbe quella di tornare indietro nel tempo, a prima che la moda 'dell'usa e getta' si imponesse nel nostro stile di vita consumistico. Insomma, per un caffè caldo, tanto per fare un esempio, l'alternativa migliore sarebbe la tazzina di vetro o di ceramica.

Voci contrarie a questa tesi affermano, con tanto di dati sulle percentuali di emissioni, che le stoviglie di carta inquinano comunque di meno di quelle di plastica e perfino a quelle tradizionali che vanno lavate con il detersivo almeno tre volte al giorno.

Difficile per i cittadini orientarsi ma il buon senso può sempre essere d'aiuto: dove possibile è probabilmente più ecologico usare le classiche stoviglie di vetro o ceramica, evitando al contempo di abusare di acqua e detersivo per la loro pulizia.