Buoni pasto Edenred, cosa succede ora dopo l’indagine della Procura di Roma

Cosa succede ora ai buoni pasti Edenred dopo l'indagine della Procura di Roma sui vertici dell'azienda per truffa e turbativa d'asta?

I vertici della Ederned Italia- azienda leader dei buoni pasto e ticket restaurant da oltre 40 annni – risultano indagati dalla Procura di Roma per presunti reati di truffa aggravata, turbativa d’asta in concorso e illeciti amministrativi.

Vediamo a quali fatti si riferisce l’indagine, l’accusa della Procura e cosa succede ora ai buoni pasto Ederned: possono ancora essere utilizzati dai consumatori che li utilizzano?

Buoni pasto Ederned: cosa succede ora per i possessori?

Subito dopo la notizia dell’indagine della Procura di Roma sui vertici di Ederned – i clienti e i consumatori dei buoni pasto e dei ticket restaurant dell’azienda leader nel settore, si sono chiesti se ci saranno ripercussioni dirette sui servizi offerti dall’azienda. In sostanza, chi possiede i buoni pasto può ancora utilizzarli? Le aziende che usufruiscono del servizio come devono comportarsi?

A questa domanda ha risposto direttamente l’azienda, contattata da Fanpage: Ederned non ha rilasciato interviste e non è entrata nei dettagli ma ha diffuso un comunicato stampa con il quale risponde alle legittime preoccupazioni di aziende clienti, liberi professionisti e consumatori dei buoni pasto.

A margine della nota stampa l’azienda ha assicurato che:

qualsiasi effetto giudiziale derivante dall’indagine in corso non intacca e non intaccherà la regolare operatività dei servizi messi a disposizione.

Nessun problema e nessuna conseguenza dunque per chi usufruisce dei servizi dell’azienda. Numeri da capogiro: da quanto riferisce la stessa azienda sono infatti oltre 100.000 le aziende e le partite IVA che si affidano ai suoi servizi e oltre 150.000 i ristoranti, bar, supermercati (tra i quali le principali catene) ristoranti convenzionati.

“Dimostreremo assenza di responsabilità di natura penale”

Nello stesso comunicato, sempre con riferimento all’indagine della Procura di Roma che ha coinvolto Edenred Italia S.r.l e alcuni suoi manager e amministratori per gara CONSIP BPE 9 del 2019, l’azienda “esprime la più ampia fiducia nella magistratura ed è confidente di poter chiarire nel più breve tempo possibile la vicenda, dimostrando l’assenza di qualunque profilo di responsabilità di rilevanza penale”.

Le accuse della Procura

Ma quali sono nel dettaglio le accuse contestate ai principali responsabili dell’azienda?

Il provvedimento, spiega una nota della Procura di Roma, è adottato per illeciti amministrativi “dipendenti dai reati di truffa ai danni dello Stato e turbata libertà degli incanti perpetrati, a beneficio dell’ente, da 4 legali rappresentanti succedutisi nel tempo”. In particolare, come rivela l’agenzia Ansa, il pm Carlo Villani contesta a queste persone, oltre che alla società, i reati di truffa aggravata, turbativa d’asta in concorso e illeciti amministrativi.

Come si legge in una nota della Procura diffusa sempre dall’agenzia di stampa, “Le indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, “hanno permesso di ricostruire condotte, in ipotesi d’accusa fraudolente, nella partecipazione a una gara per l’affidamento del servizio di buoni pasto per la Pubblica Amministrazione per un importo stimato a base di gara pari a 1.250.000.000, che avrebbero determinato a vantaggio della società l’illegittima aggiudicazione e la connessa esecuzione di 4 lotti per un valore complessivo di circa 580 milioni di euro”.

Nel dettaglio, secondo l’ipotesi di reato, “la società aggiudicataria ed emittente i buoni pasto, in fase di presentazione dell’offerta avrebbero falsamente dichiarato l’equivalenza tra il ribasso (o “sconto”) praticato alla P.A. e la commissione (o “sconto incondizionato”) applicata agli esercizi convenzionati, presupposto stabilito a pena di inammissibilità dalla legge di gara. Con la stipula di accordi paralleli, invece, la società aggiudicataria avrebbe di fatto retrocesso agli esercizi convenzionati parte della prevista commissione, applicando così uno sconto maggiore rispetto a quello praticato alla Pubblica Amministrazione e, in tal modo, violando le regole imposte dal bando”.

La Guardia di Finanza, su disposizione del gip della Capitale, ha proceduto anche al sequestro di 20 milioni di euro.

Vera Monti
Vera Monti
Giornalista pubblicista e precedentemente vice- presidente di un circolo culturale, scrivo di arte e politica - le mie grandi passioni - su varie testate online cercando sempre di trattare ogni argomento in tutte le sue sfaccettature. Ho intervistato vari personaggi della scena artistica nazionale e per Trend online mi occupo principalmente di politica ed economia
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