Case green: cosa sono e quanto costano. Stop caldaie a gas, novità per vendita e affitto

Tutti a controllare la classe energetica del proprio immobile, perché è tempo di ristrutturare. Cosa sono le case green e quanto costano.

Proprietari di case in subbuglio, e a ben vedere, dal momento che il sì definitivo alla direttiva europea sulle case green è arrivato.

Tutti a controllare a quale classe energetica appartiene il proprio immobile perché dieci anni passano in fretta e tutte le case dovranno diventare green entro il 2030.

Necessariamente si dovrà passare alla classe E entro questa data limite e poi, al massimo entro il 2033 tutti gli edifici presenti in Italia e in Europa dovranno invece rientrare nella classe energetica D.

Non proprio un gioco da ragazzi insomma, considerando che il nostro Paese è uno di quelli con il parco immobiliare più datato, visto che la costruzione di milioni di edifici risale a prima del 1974.

A fronte di tutta una serie di interventi da realizzare infatti c’è l’enorme punto interrogativo di dove trovare i finanziamenti per adeguarsi alla normativa.

Ecco una mini guida su cosa sono le case green, quanto costano e quali novità riguarderanno ora le compravendite e i nuovi contratti di affitto.

Case green, cosa sono

In sostanza, si tratta di case (villette, appartamenti, condomini, insomma immobili a uso residenziale) che rispettano l’ambiente.

Ne consegue dunque che non devono risultare inquinanti. Tutti gli edifici che invece ad oggi contribuiscono a produrre inquinamento per il pianeta devono quindi necessariamente subire delle ristrutturazioni e realizzare degli interventi, a livello edile, per fare in modo di annullare queste emissioni nocive per l’ambiente.

L’obiettivo quindi è di diventare “neutrali” da questo punto di vista.

Considerando che in Italia ci sono milioni di immobili costruiti prima del 1974, la strada da percorrere è lunga e soprattutto costosa.

Stando a quanto previsto dal testo appena approvato presso il Parlamento Europeo di Strasburgo infatti, tutti gli immobili presenti all’interno della Comunità Europea dovranno rientrare al massimo entro la classe energetica D entro il prossimo 2033.

E ancor prima, entro il 2030, tutte le case oggi classificate in classe energetica F oppure G sono costrette a passare alla classe E.

Come si fa ? Eseguendo una serie di impegnativi e costosi lavori. Ecco quali.

Case green, quanto costano

Impossibile essere precisi in questa prima fase delle stime dei costi relativi a tali interventi ma un’idea a grandi linee possiamo farcela.

Nelle prime battute, le stime si aggiravano intorno a 600 mila euro per un condominio di medie dimensioni e di 105 mila euro per una villetta unifamiliare.

In media, oggi possiamo affermare che per l’efficientamento energetico di un immobile da dover adeguare alla nuova direttiva comunitaria, occorrono 55 mila euro.

Le villette unifamiliari ovviamente richiedono un investimento superiore rispetto a un piccolo appartamento in condominio.

L’Enea, proprio in questi giorni ha realizzato delle stime, eseguendo degli studi di fattibilità in un condominio con una ventina di appartamenti.

Ebbene, per permettere ai singoli immobili di “salire” di tre classi energetiche, occorrono all’incirca 30 mila euro per ogni singola abitazione.

Ad esempio, tra le varie tipologie di interventi necessari, volendo soffermarsi sulla sola sostituzione degli infissi, il costo si aggirerebbe intorno ai 10-15mila euro.

I costi lievitano nel momento in cui si rende necessaria anche la coibentazione dell’appartamento.

Ipotizzando un appartamento di circa 105 metri quadrati al mare costruito negli anni ‘80, in condominio con cinque piani fuori terra, la stima per l’adeguamento della normativa (per passare quindi dalla classe G alla D) è di circa 40 mila euro a casa, considerando anche la realizzazione dell’involucro esterno.

A questi calcoli se ne aggiungono altri, nel caso in cui si rendano necessari anche interventi più organici, quali ad esempio la realizzazione di un impianto fotovoltaico per il condominio.

E considerando anche l’adeguamento sismico, si arriva agevolmente alla somma di 55 mila euro per ogni singola unità abitativa.

Case green: arriva lo stop per le caldaie a gas dal 2024

Praticamente una scadenza già dietro l’angolo, dal momento che entro fine anno si dovrà provvedere a eliminare tutti i bonus che incentivano l’installazione di caldaie a gas.

Non sarà più possibile infatti ricorrere a questo sistema di riscaldamento che utilizza combustibili fossili, a meno che non risulti collegato a un impianto fotovoltaico.

Quindi, le vecchie caldaie vanno necessariamente sostituite. Chi ha a oggi una caldaia a condensazione collegata con pompa di calore, allora può stare tranquillo. Anche coloro che utilizzano caldaie certificate per l’utilizzo ad idrogeno ad esempio (materia prima rinnovabile) non avranno preoccupazioni, da questo punto di vista.

Case green: cosa prevede la direttiva per compravendite e affitto

In un primo momento, i proprietari di casa erano letteralmente saltati dalla sedia, nell’ipotesi prospettata di un divieto alla vendita o all’affitto, in caso di un immobile non conforme.

Tale divieto non è stato approvato, motivo per cui è possibile continuare liberamente in entrambe le direzioni.

Punto è che bisogna comunque scegliere il momento in cui alzare la classe energetica dell’immobile, potendo questo avvenire o per la vendita dell’immobile o alla stipula del nuovo contratto di affitto o per la ristrutturazione dell’appartamento.

Ma al di là della normativa, il nuovo trend del mercato immobiliare vede già una richiesta aumentata per le sole case in classe energetica alta.

Natalia Piemontese
Natalia Piemontese
Consulente lavoro online e professioni digitali, classe 1977. Sono Natalia, Piemontese di cognome, pugliese di nascita e calabrese d'adozione. Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Selezione e Gestione delle risorse umane. Mamma bis, scrivo sul web dal 2008. Sono specializzata in tematiche del lavoro, business nel digitale e finanza personale. Responsabile del blog #mammachebrand, ho scritto un e-book "Mamme Online, come gestire casa, lavoro e figli".
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