Case green, se scatta l'obbligo per tutti. Gli interventi necessari e quanto costano

Secondo le direttive UE, le case green diventeranno presto obbligatorie per tutti. Ma quali interventi sono necessari e quanto costano?

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L’efficientamento energetico delle abitazioni è una priorità, che la stessa UE non perde di vista, imponendo al riguardo delle direttive (ancora da approvare ufficialmente).

Ma quali sono gli interventi necessari da realizzare in base ai nuovi standard delle case green?

Se dunque tali disposizioni entreranno in vigore, tutti gli immobili residenziali della comunità europea dovranno necessariamente rientrare nella categoria E entro il 1° gennaio 2030 e in classe energetica D entro e non oltre il 1° gennaio 2033.

L’obiettivo comunitario è quello di arrivare a emissioni zero entro il 2050, passando attraverso un taglio energetico del 25%.

Il punto è che interventi di questo genere hanno un costo non indifferente, che ricade quindi su aziende e privati cittadini.

Ecco quali sono gli interventi da effettuare sulla propria casa e quanto costano.

Case green: 4 gli interventi necessari secondo la UE

Stando dunque agli obiettivi prefissati, è indispensabile migliorare di due classi energetiche almeno le case meno efficienti, da questo punto di vista.

Come abbiamo appena sottolineato, è indispensabile che ogni immobile di tipo residenziale raggiunga perlomeno la classe energetica D nell’arco dei prossimi dieci anni.

Per fare questo, è necessario intervenire con la realizzazione di quattro punti principali, che riguardano:

  • un cappotto termico in grado di isolare l’immobile, come una capsula che isoli lo stabile sia dal caldo che dal freddo, limitando così l’impiego di energia internamente, per raffrescare o riscaldare

  • una caldaia più efficiente e a norma, che di per sé rappresenta un intervento necessariamente da abbinare a quello del cappotto ad esempio

  • degli infissi in grado di migliorare, in maniera ulteriore, le prestazioni dell’immobile. In questo caso, si tratta di un intervento trainato, da associare a quelli invece definiti trainanti, come riportato nei primi due punti di questo elenco

  • infine, un impianto fotovoltaico, anch’esso da considerare quale lavoro trainato, che gioca un ruolo fondamentale nella produzione di energia elettrica gratuita e proveniente da fonte rinnovabile e quindi pulita al 100%.

Case green, quanto costano gli interventi necessari in esame alla UE

La bozza del progetto è già presso il Parlamento europeo. Se dunque verrà approvata, aziende e cittadini privati si ritroveranno a fare i conti con delle spese non preventivate per rimettere a nuovo la propria casa.

La stima è di 600 mila euro per un condominio di medie dimensioni e di 105 mila euro per una villetta unifamiliare.

È evidente che si tratta di somme che, sicuramente qui in Italia, nessuno sarà in grado di sostenere di tasca propria.

Il problema però risiede proprio nel parco immobiliare italiano, che non solo è vecchio e datato ma anche per questo altamente energivoro. Infatti, il 60% degli immobili presenti è in classe energetica E oppure F.

Come faranno dunque i privati a raggiungere perlomeno la classe energetica D per il proprio immobile, se la UE approverà la direttiva comunitaria?

Bonus case green 2023: in Italia c’è il Superbonus

La buona notizia è che, per l’appunto, in Italia c’è il Superbonus, il maxi bonus edilizio che comprende tutte le tipologie di interventi necessari appena elencati.

In realtà, la possibilità di realizzazione dei lavori al 110% per le villette unifamiliari si è esaurita e restano in piedi solo le opportunità per altre tipologie di immobili e seguendo un calendario di scadenze alquanto vario.

Ad esempio per i condomini c’è tempo fino al 2025 per avere il Superbonus, ma con aliquote decrescenti già a partire da quest’anno e nel rispetto di requisiti e condizioni anch’essi variabili.

Sempre rispettando alcuni limiti ben precisi, ci sono ancora possibilità di eseguire i lavori entro dicembre 2023, ma il consiglio è di monitorare le novità per il Superbonus fino al 2026.

Case green, interventi necessari da milioni di euro: la BCE non è d’accordo

Appare evidente che, al di là di eventuali bonus messi a disposizione, il Fisco non sarà in grado di sostenere tale entità di costi, per aiutare cittadini e aziende.

Il dibattito è aperto e la stessa BCE, la Banca centrale europea frena sulle direttive comunitarie.

La riforma green sull’efficienza energetica porta con sé dubbi e imprecisioni, difficoltà di armonizzazione e problemi di difformità tra i sistemi economici.

Insomma, nulla da eccepire sulla necessità di efficientare le abitazioni e migliorare quindi la prestazione energetica di ogni Paese, ma la strada da percorrere è ancora in salita.

Imporre delle direttive dall’alto in materia, significa però allargare lo sguardo sull’intero mercato immobiliare di ogni singolo Stato membro.

Si traduce in un’attenta valutazione dei rischi di credito sia per le aziende che per le istituzioni finanziare e anche il mercato dei mutui rischia di trovarsi in una situazione molto delicata.

Come la stessa BCE mette in rilievo

come una quota significativa delle garanzie utilizzate da controparti in operazioni di politica monetaria è costituita da attività finanziarie garantite da immobili sottoposti a mutui.

Ecco il bonus case green 2023.