Christian Maronia, chi è il ragazzo coinvolto nello stupro a Palermo che ha chiesto scusa

Chi è Christian Maronia? Il ragazzo ha 19 anni ed è uno dei responsabili dello stupro di Palermo ai danni di una coetanea.

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Christian Maronia è uno dei sette responsabili dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo nei giorni scorsi. Chi è il ragazzo? Vediamo le informazioni che si hanno su di lui e cosa ha dichiarato in sua difesa durante l'interrogatorio.

Christian Maronia: chi è il ragazzo coinvolto nello stupro a Pelermo?

Il nome di Christian Maronia ha attirato l'attenzione della popolazione per un motivo tutt'altro che lodevole. Il ragazzo, 19 anni, è uno degli stupratori di Palermo. E' uno delle sette bestie, anzi, dei sette diavoli che ha abusato del corpo di una donna come se fosse un gioco. Considerando che prima di questa schifosa impresa era una persona qualunque, non abbiamo molte informazioni sul suo conto.

Dopo il suo arresto, è comparso un profilo TikTok con il suo nome che ha pubblicato una serie di video che hanno contribuito ad affossarlo. Secondo il suo avvocato, però, si tratta di un profilo falso:

Quei video sono assolutamente un fake. La famiglia presenterà denuncia e si dissocia

Tralasciando la faccenda dei social, che potrebbe anche essere fake, a non essere false sono le dichiarazioni che Christian ha rilasciato davanti al gip Marco Gaeta. Durante il suo interrogatorio, Maronia ha confessato di aver violentato la ragazza soltanto perché spinto dal gruppo, che gli aveva assicurato la volontà della giovane. Non solo, sostiene di essere anche tornato indietro, ovviamente dopo lo stupro, per aiutare la vittima. Peccato, che non l'abbia più trovata al suo posto.

Le dichiarazioni di Christian Maronia al gip Marco Gaeta

Oltre a Christian Maronia, nella giornata di martedì 22 agosto 2023, il gip Marco Gaeta ha ascoltato anche altri due violentatori: Samuele La Grassa ed Elio Arnao. Secondo Maronia, la vittima era consenziente, motivo per cui non si può parlare di stupro. Ha dichiarato:

Mi sono rovinato la vita. (...) Sono addolorato per ciò che è successo, chiedo scusa alla ragazza e alla sua famiglia. Sono tornato per aiutarla. Ma mi era stato detto che lei era consenziente.

Ammesso che la versione di Maronia corrisponda a verità, possibile che non si sia reso conto che la vittima non fosse "consenziente"? Sulla stessa linea difensiva - perché si tratta chiaramente di una strategia imboccata dai legali - anche Samuele La Grassa:

Mi sono fatto trascinare dagli altri, li ho seguiti e non ho nemmeno capito cosa stava accadendo. Ma io non l’ho toccata. (...) Non dovevo andare e non dovevo lasciarla lì, avrei dovuto aiutarla.

Ovviamente, anche Elio Arnao sapeva che la vittima fosse consenziente:

Ho fatto una cazzata. Nessuno di noi pensava si trattasse di una violenza, sapevamo che la ragazza in passato avesse fatto queste cose. È stata lei a indicare il percorso, da dove prendere per non farsi vedere dal suo fidanzato. Ci ha portato lei al Foro Italico. Lei stessa ha indicato i due con cui iniziare. Ma noi abbiamo sbagliato. E’ stato un errore, un grave errore.

A riprendere lo stupro con il cellulare, invece, è stato Angelo Flores.