La Cina accusa la NATO: mondo pacifico senza di voi!

Ormai Cina ed occidente sono in aperto conflitto. Fortunatamente, nessuna delle due fazioni ha ancora utilizzato armi e munizioni contro l'altra, ma continuano ad essere lanciate accuse molto pesanti. Ora, la Cina sta accusando la NATO di aver causato la guerra, dicendo che senza di essa il mondo sarebbe molto più pacifico. Vediamo come stanno deteriorando le relazioni fra questi due blocchi del mondo.

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Quando Ferdinando Magellano attraversò lo stretto oggi battezzato in suo nome nel 1519, si trovò davanti un’enorme distesa di acqua che nessun europeo aveva mai navigato. In effetti, era la distesa d'acqua più grande del mondo, ma lui ancora non lo sapeva. 

Per le sue acque calme, Magellano ribattezzò quell’oceano “Pacifico”. In quello stesso oceano, dall’altra parte del mondo rispetto al punto da cui era partito, Magellano perse la vita. 

Oggi, 500 anni dopo, sappiamo che quell’oceano è tutto tranne che “Pacifico”. Nel corso dell’ultimo secolo, è stato teatro di guerre e battaglie, dall’attacco della flotta statunitense a Pearl Harbor allo sgancio della prima bomba atomica su un paese nemico, qualche anno dopo. 

Quella guerra vide gli Stati Uniti emergere come potenza mondiale, nonché controllori assoluti degli oceani. La flotta degli Stati Uniti naviga il Pacifico indisturbata, viaggiando da un’isola all’altra controllata dalle sue basi militari. Guam, le Isole Marshall, le Hawaii… sono tutti atolli sperduti nell’oceano lontanissimi da Washington ma controllati dagli USA.

Oggi, però, il controllo dell’Oceano Pacifico è sfidato da una potenza emergente, che mette in discussione la potenza americana in quelle acque per la prima volta dopo ottant’anni. 

Sto parlando della Cina, la quale non è solo la nazione più popolosa del mondo (addirittura un miliardo di persone più degli USA), ma è anche riuscita a schierare, negli ultimi anni, l’esercito più consistente del pianeta

Come dice la collega Valentina Sussi in questo articolo, infatti: 

Ad oggi, le spese militari cinesi ammontano a 250 miliardi di dollari, complice anche quella famosa impennata del PIL che ha permesso al governo di Pechino di ambire ad essere la prima superpotenza mondiale.

La Cina, avendo speso ingenti capitali anche nella ricerca, può oggi vantare un arsenale bellico avanzatissimo a livello tecnologico, che annovera anche missili ipersonici.

Non per nulla, infatti, gli USA negli ultimi anni hanno cercato di “circondare” la Cina, alleandosi con potenze regionali come l’India, l’Australia ed il Giappone. I quattro hanno formato il cosiddetto QUAD, ovvero una specie di NATO del Pacifico. 

E la Cina, ovviamente, non si fa andare bene questo nuovo blocco di alleanze. Pechino, infatti, ha intenzione chiaramente di sfidare gli USA come prima potenza mondiale, ma non riusciranno mai a farlo se non riescono ad uscire dal loro “giardino di casa”. 

E qui entra in gioco anche l’isola di Taiwan, che la Cina adocchia per una possibile invasione da tempo ormai. Ma entreremo nel dettaglio riguardo Taiwan più avanti. 

Per ora analizziamo le recenti dichiarazioni della Cina, la quale ha parlato di un mondo più pacifico senza la NATO, di fatto accusando l’occidente di aver causato la guerra in Ucraina

Mondo pacifico senza la NATO: le forti accuse di Pechino. 

E’ notizia delle ultime ore che la Cina ha accusato direttamente la NATO di aver causato, con il suo espansionismo degli ultimi anni, la guerra in Ucraina

La ratio di questa accusa viene dal fatto che la NATO è nata prima di tutto per contrastare l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. In quegli anni, l’URSS rappresentava una vera minaccia per l’occidente, ed aveva anch’essa una propria alleanza, ovvero il Patto di Varsavia. 

Gli USA, poi, hanno vinto la Guerra Fredda e dunque l’esistenza della NATO non aveva più senso, secondo la Cina. Tuttavia, non solo è continuata ad esistere ma si è persino espansa verso oriente. 

Al momento, ricorda la Cina, la NATO è composta da 30 paesi, 10 dei quali appartenenti all’ex Patto di Varsavia. La NATO, quindi, avrebbe deliberatamente violato la promessa fatta a Gorbaciov (l’ultimo leader dell’URSS) di non espandersi oltre la Germania Est. 

E’ dunque naturale, secondo la Cina, che la Russia si sia sentita “circondata” e quindi abbia preso le misure che considerava necessarie, invadendo l’Ucraina. Come avrete già capito, questa è la stessa scusa per l’invasione utilizzata dalla Russia stessa: ci sentivamo circondati quindi abbiamo attaccato. 

Come al solito, la realtà è molto più complessa di così: la guerra non è mai giustificata, tanto meno quando si tratta di invadere un paese più piccolo ed indifeso del tuo. 

Anche su questo punto, però, la Cina rincara: la NATO è essa stessa responsabile di innumerevoli guerre ed invasioni, specialmente in medio oriente. Insomma, per tutti questi motivi la Cina ritiene che senza la NATO vivremmo in un mondo più pacifico. 

Le altre accuse cinesi

La dichiarazione esatta è stata scritta sul China Daily, un giornale di stampo filo-cinese la cui parafrasi è stata realizzata da Il Tempo

Oltre a giustificare la Russia per l’invasione dell’Ucraina, però, il China Daily ha anche voluto diffondere notizie sulle armi chimiche utilizzate dagli Stati Uniti, specialmente negli esperimenti fatti nell’attuale guerra.

Ovviamente, si tratta probabilmente di propaganda anti-occidente, poiché non vi è alcuna prova che gli USA stiano effettivamente inviando armi chimiche all’Ucraina. E’ interessante però vedere fino a che punto si spingono le accuse. 

I laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina stanno ricevendo un’enorme attenzione dalla società internazionale, ma le attività biologiche e militari degli americani in Ucraina sono solo la punta dell’iceberg. 

Utilizzando pretesti come cooperare per ridurre i rischi per la sicurezza biologica e rafforzare la salute pubblica globale, gli Stati Uniti hanno 336 laboratori biologici in 30 Paesi sotto il loro controllo in Africa, Europa orientale, Sud-est asiatico e Medio Oriente.

Insomma, accuse senza peli sulla lingua di crimini di guerra compiuti dalla NATO. Anche se fossero vere (certamente la NATO non è esattamente l’organizzazione più pacifica del mondo), non giustificherebbero i crimini compiuti dalla Russia contro l’Ucraina, tanto meno quelli compiuti dalla Cina nella sua regione del mondo. 

Sto parlando, ad esempio, della conquista forzata di Hong Kong avvenuta pochi anni fa, nonché delle palesi violazioni di diritti umani compiute nei recenti lockdown. 

Per non parlare, poi, delle accuse di genocidio verso l’etnia uigura, nelle regioni più estreme della Cina. A onor del vero, però, su questo presunto genocidio le fonti sono varie e spesso contraddittorie. 

Quindi, la Cina non è esente da crimini come non lo è la NATO o la Russia. Giustificare l’imperialismo di una nazione solo perché altre nazioni sono imperialiste è sbagliato su tutti i fronti. 

Ovviamente, però, vi sono ragioni ben più profonde delle accuse cinesi verso la NATO. 

L’espansionismo cinese: la questione Taiwan

Come accennavo all’inizio, la Cina è diventata la seconda potenza mondiale negli ultimi decenni, sfidando una volta per tutte il dominio globale degli Stati Uniti. 

La Cina, però, ha tantissimi problemi dal canto suo. Non si può diventare potenza mondiale, infatti, se non si controlla almeno la regione geografica in cui si vive. Gli USA sono i signori assoluti delle Americhe, e nessuna nazione loro confinante potrebbe mai sfidare il dominio. 

La Cina, invece, è circondata da potenze ostili. Non solo, ma esiste addirittura un’altra “Cina” che reclama il suo territorio ed il suo governo. Sto parlando di Taiwan, conosciuta formalmente come Repubblica di Cina

La Repubblica di Cina esiste da molto prima della Cina Comunista, solo che è stata relegata sull’isola di Taiwan in seguito alla guerra civile. Da allora, le due cine hanno vissuto vite separate, ostacolandosi a vicenda negli affari diplomatici e commerciali. 

Ora, però, la questione di Taiwan è diventata particolarmente spinosa per Pechino, in quanto è il primo, necessario passo verso un dominio mondiale. E quindi, gli Stati Uniti e la NATO in generale vogliono impedire alla Cina di raggiungere l’isola. 

E la Cina, comprensibilmente dal suo punto di vista, si sente minacciata. 

Una NATO nel Pacifico: l’incubo cinese

All’ultimo summit della NATO, oltre ai 30 membri dell’alleanza erano anche presenti delle nazioni invitate, ovvero Svezia, Finlandia, Georgia, Ucraina (confinanti con la Russia) e poi anche Corea del Sud, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. 

Perché invitare al summit della NATO (che tecnicamente è un’alleanza atlantica) paesi che affacciano sull’Oceano Pacifico?

Il motivo è che, per la prima volta nella storia dell’alleanza, la Cina è entrata a far parte del disegno strategico. Jens Stoltenberg, il Segretario Generale della NATO, ha nominato direttamente il governo di Pechino: 

Affronteremo anche le conseguenze sulla sicurezza di una Cina molto più forte: dovremo tenere conto della crescente influenza e delle politiche coercitive della Cina sulla scena globale che rappresentano una sfida sistematica alla nostra sicurezza e alle nostre democrazie.

Mosca e Pechino stanno mettendo in discussione il nostro ordine internazionale basato su regole e valori democratici.

Accuse molto dure verso la Cina, che dimostrano ormai l’aperto conflitto in cui i due blocchi mondiali si trovano. Da una parte Washington, l’Europa e gli alleati asiatici, dall’altra Cina e Russia. 

Pensandoci bene, è forse un tipo di “conflitto” (sebbene anche questo sia, al momento, “freddo”) molto più spaventoso della Guerra Fredda del secolo scorso, ove le uniche due superpotenze che si fronteggiavano erano l’URSS e gli Stati Uniti. 

La Cina era alleata (anche se molto ambigua) dell’URSS, certo, ma non era assolutamente la potenza mondiale che è oggi. Negli ultimi decenni, però, la potenza cinese ha fatto sì che un allineamento con la Russia sia estremamente pericoloso per l’occidente. 

La NATO, poi, è estremamente preoccupata che altri paesi all’interno del continente europeo entrino a far parte del blocco Russia-Cina. Come riporta l’articolo de Linkiesta che ho citato prima, infatti: 

Stoltenberg ha anche espresso l’auspicio che l’Alleanza possa «fare di più per gli altri partner della Nato che sono vulnerabili alle minacce e alle interferenze russe, come la Georgia e la Bosnia-Erzegovina: dobbiamo aumentare il nostro sostegno politico e pratico, possiamo aiutare i nostri partner a rafforzare la loro resistenza, e prevenire qualsiasi aggressione futura».