La Corea del Nord ha intenzione di accelerare il proprio programma nucleare. A darne la notizia, è stato il leader di Pyongyang, Kim Jong-un nel corso di una cerimonia per festeggiare i novant'anni dalla fondazione dell'esercito.

I 90 anni dell'Esercito rivoluzionario del popolo coreano (Kpra), creato da Kim Il-sung, nonno dell'attuale leader di Pyongyang, sono stati celebrati facendo sfilare vari tipi di armamenti, compresi missili balistici intercontinentali e migliaia di uomini in divisa.

Nella serata Kim era sulla terrazza che domina Piazza Kim Il Sung a Pyongyang insieme alla moglie e ad una serie di generali dell'esercito e collaboratori. 

Kim nel corso della parata militare ha illustrato quelle che saranno le strategie della Corea del Nord. Come se non bastasse la guerra in Ucraina si alza la tensione anche nella penisola coreana. Propaganda o realtà? Analizziamo la situazione.

Corea del Nord: Kim Jong-un annuncia un rafforzamento del programma nucleare

Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un ha aggiunto una ulteriore fonte di preoccupazione per il mondo.

Le minacce che arrivano dalla Corea del Nord vanno sempre prese con estrema cautela ma Kim ha annunciato nel corso della parata che la Corea del Nord rafforzerà e svilupperà ancora più velocemente le proprie armi nucleari.

Kim ha dichiarato che la Corea del Nord continuerà ad agire per rafforzare e sviluppare in maniera decisa le capacità nucleare della Nazione. E, ha sottolineto, Kim Jong-un che questo fatto avverrà a ritmo accelerato.

Corea del Nord: la forza nucleare alla base di due missioni

Kim Jong-un ha sottolineato che in questa maniera e con queste azioni la forza nucleare della Repubblica di Corea del Nord deve essere pronta ad esercitare in qualsiasi momento la sua missione di deterrenza.

Ma Kim è andato oltre perchè la deterrenza non sarà il solo scopo dell'arsenale della Corea del Nord perchè “se ci sarà una forza esterna che cerca di interferire con gli interessi della Corea del Nord le nostre forze nucleari saranno costrette a intraprendere la loro seconda missione. E si tratta di una missione di natura preventiva”.

Corea del Nord: i testi missilistici voluti da Kim Jong-un come strumento di pressione sugli Stati Uniti

Dopo il noto incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avvenuto in Corea nel giugno 2019, ora c'è una fase di stallo nei rapporti con l'amministrazione americana adesso guidata dal presidente Joe Biden.

Molti osservatori hanno letto il fatto che Kim abbia voluto condurre una serie di test missilistici negli ultimi mesi per cercare di fare pressione sugli Stati Uniti per cercare di ottenere un alleggerimento delle sanzioni.

La strategia di Kim sarebbe chiara: ci sarebbero segni di nuove costruzioni, individuate da fonti della Corea del Sud e degli Stati Uniti, attorno all'unico poligono nucleare presente in Corea del Nord.

Corea del Nord: la parata per dimostrare tutta la potenza militare di Kim Jong-un

Kim Jong-un è avvezzo a dare vita a parate di questo genere che si caratterizzano generalmente per coreografie imponenti al fine di mostrare al mondo tutta la sua potenza militare.

Si tratta di eventi che rafforzano l'unità complessiva all'interno del paese e danno una prova di forza al mondo della potenza che è in grado di avere dal punto di vista militare la Corea del Nord. 

L'agenzia ufficiale Kcna racconta - ovviamente verrebbe da dire - che gli spettatori hanno tributato fortissimi applausi con grandi manifestazioni di entusiasmo per la serata e alla visione del missile balistico intercontinentale Hwasong-17 che è salito in cielo il 24 marzo.

Il missile è ritenuto in grado di raggiungere qualsiasi parte del territorio degli Stati Uniti anche trasportando una testata atomica. Il test dell'Hwasong-17 eseguito sotto la supervisione di Kim, è stato presentato come un lancio "miracoloso" corredato dalla diffusione di foto e video in modalità cinema di Hollywood, con il leader nordcoreano che guida le operazioni.

Corea del Nord: le ultime azioni di Kim Jong-un sembrano rivolte a Seul

Il Corriere della Sera in un interessantissimo articolo firmato da Guido Santevecchi cerca di porre l'attenzione sulla crisi che è in corso nellla penisola coreana. E si interroga con l'aiuto di opinioni rilasciate da esperti su testate internazionali sulle reali intenzioni di Kim.

I missili che fino a questo punto sono stati una sorta di polizza di assicurazione della vita del regime ma che ora con questo salto di qualità potrebbero diventare non solo un deterrente ma anche uno strumento di aggressione. 

Il 16 aprile – riporta il Corriere della Sera – dalla costa orientale della Corea del Nord sono partiti due missili tattici definiti a corto raggio che sono arrivati a colpire un bersaglio che era collocato a poco più di 100 km di distanza

L'intelligence della Corea del Sud avrebbe evidenziato che i due ordigni sarebbero stati lanciati dalla spiaggia privata della residenza di Kim. E il fatto è stato quindi analizzato come se fosse una sorta di “fuoco d'artificio” sparato da Kim.

Anche se questo fatto fa pensare molti analisti che l'obiettivo di Kim adesso possa essere proprio Seul.

Corea del Nord, Kim e i missili: l'opinione dell'esperto Andrei Lankov

Il Corriere della Sera riporta ampi stralci di un'intervista che ha rilasciato Andrei Lankov al Financial Times. Chi è Andrei Lankov prima di tutto? Lankov è uno studioso russo e specialista in studi relativi alla penisola coreana.

Lankov dichiara che il programma nucleare di Pyongyang è nato per essere un programma puramente difensivo. Nell'idea del regime c'era, forse anche a ragione visto quanto è successo in altre parti del mondo come ad esempio in Iraq con Saddam Hussein, il fatto che senza armi nucleari il regime avrebbe potuto essere rovesciato. 

Lankov evidenzia che in questa fase a suo avviso Kim non avrebbe bisogno di nuovi missili intercontinentali.

“A mio avviso – illustra Lankov – in questa fase il sogno di Kim potrebbe essere quello di esercitare il controllo sulla Corea del Sud con un ricatto e con un ordigno tattico”

Corea del Nord, Kim e i missili: l'analisi di Go Myong-hyun e ancora Lankov

Sempre il Corriere della Sera riporta una frase di Go Myong-hyun ricercatore senior sudcoreano presso l'”Asan Institute for Policy Studies di Seul che sottolinea come la frase “missione secondaria” può essere interpretara come non più sola deterrenza ma anche "capacità di coercizione". 

L'analista afferma che la Corea del Nord non guarda a cosa sta avvenendo in Europa dalla prospettiva dell'Ucraina, paese che non ha il deterrente nucleare. La Corea del Nord in questa fase si identifica nella Russia. Russia che dopo l'invasione dell'Ucraina dimostra come il potere minacciare di usare il nucleare garantisce un vantaggio strategico. 

“In sostanza – tornando alle tesi di Lankov - quando parla di "missione secondaria", Kim lascia intendere che potrebbe minacciare il lancio di missili tattici con testata nucleare per cancellare la superiorità delle forze della Corea del Sud e imporre la propria volontà sul governo di Seul. E con i missili intercontinentali che già ha sviluppato, potrebbe tener fuori gli americani, mettendoli di fronte al dilemma: rischiare San Francisco per salvare Seul?".

La missione secondaria immaginata da Kim sarebbe quindi simile alla operazione militare speciale lanciata da Vladimir Putin contro Kiev, secondo alcuni analisti.

Che questo scenario succeda nella realtà a oggi sembra improbabile ma secondo diversi analisti internazionali questo potrebbe essere il nuovo sogno di Kim Jong-un.