Cosa rischia Filippo Turetta dopo l’omicidio di Giulia: potrebbe non ricevere l’ergastolo

Cosa rischia Filippo Turetta dopo l'omicidio di Giulia Cecchettin? Il giovane potrebbe non ricevere l'ergastolo secondo il giudice: ecco i motivi.

Filippo Turetta è stato arrestato in Germania e trasferito nel carcere di Halle in attesa del ritorno in Italia: cosa rischia dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin? Sono in molti a porsi questa domanda e a chiedersi se Turetta possa essere condannato all’ergastolo: in realtà, il giovane potrebbe cavarsela senza il carcere a vita.

Ecco cosa rischia Filippo Turetta, e perché potrebbe non ricevere l’ergastolo secondo i giudici.

Cosa rischia Filippo Turetta dopo l’omicidio di Giulia

Turetta attualmente indagato per omicidio volontario e sequestro di persona, ma cosa rischia dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin?

Stando alle ultime ricostruzioni, pare che la ragazza di 22 anni sia stata uccisa in una ventina di minuti, con circa 20 coltellate e poi abbandonata in una scarpata. Turetta si è poi dato alla fuga verso la Germania, dove è stato arrestato e trasferito nel carcere di Halle. Entro 10 giorni dovrebbe rientrare in Italia, ove dovrà rispondere dell’omicidio di Giulia.

Nel frattempo, emergono le prime parole di Filippo alle forze dell’ordine tedesche: “Ho ucciso la mia fidanzata”, avrebbe confessato Turetta prima di essere trasferito nel carcere di Halle. Nella sua auto sono stati poi trovati numerosi indizi che spingono a pensare a un omicidio premeditato.

Un omicidio violento e brutale, che però non ha tutte le aggravanti necessarie per consentire ai giudici di condannare Turetta all’ergastolo.

Turetta rischia l’ergastolo?

Come ha spiegato e sottolineato anche il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, “l’unica aggravante che verrà in qualche modo considerata per la pena è quella derivante dal fatto che tra lui, l’autore del reato, e la vittima ci fosse stata in passato una relazione sentimentale“. Ma questa aggravante non è sufficiente per condannare Turetta all’ergastolo.

Che cosa rischia quindi Filippo? Il giudice ha precisato le diverse opzioni di condanna ancora sul tavolo:

Se la relazione sentimentale è in corso o se c’è convivenza è possibile dare l’ergastolo ma se la relazione è finita la pena va da 24 a 30 anni.

Non solo: una legge del 2019 esclude la possibilità “di accedere al rito abbreviato, che dà la riduzione di un terzo della pena, solo per i reati punibili con l’ergastolo”.

Ciò significa che Turetta “può, se rimane questa imputazione, chiedere il rito abbreviato e la riduzione di un terzo della pena”.

In altre parole, per l’omicidio di Giulia Cecchettin rischierebbe dai 16 ai 20 anni di carcere, ma non l’ergastolo.

Cosa cambia con le aggravanti di crudeltà e premeditazione

Questo scenario potrebbe cambiare in due casi: se a Filippo venissero riconosciute anche le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, allora potrebbe essere condannato all’ergastolo.

Come spiega Valerio de Gioia, consigliere della Corte d’Appello di Roma a Fanpage, bisogna sottolineare che per la premeditazione “non è sufficiente l’ideazione del reato una settimana prima dell’esecuzione, ci vuole un lasso temporale significativo”.

E lo stesso vale per la crudeltà: “questa aggravante – ha spiegato ancora de Gioia – si ha soltanto se questo enorme numero di colpi inferti sul corpo il presunto killer li ha dati che la ragazza era ancora in vita“.

Potrebbero poi essere contestati anche l’occultamento del cadavere, per cu tuttavia sono previste pene tutto sommato contenute.

Bisognerà attendere quindi i risultati dell’autopsia e l’analisi della macchina dove viaggiava Filippo.

Laura Pellegrini
Laura Pellegrini
Redattore, classe 1998.Sono veronese di nascita e milanese d'adozione. Mi sono Laureata in Comunicazione e Società presso l'Università degli Studi di Milano e sono da sempre appassionata di giornalismo e attualità. Entrata nel mondo dell'informazione grazie a uno stage curricolare, ho svolto per due anni l'attività di redattore e social media manager. Attualmente collaboro da remoto con Trend-online, la testata grazie alla quale ho lanciato il mio primo e-book, e con altre testate per la sezione di attualità. La mia ambizione principale è quella di costruire una carriera internazionale.
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