E’ bufera per il liceo Convitto Nazionale Cicognini di Prato il quale ha deciso di rifiutare l’accesso al ballo della scuola alle coppie gay. Si tratta dell’ennesima discriminazione nei confronti di ragazzi che volevano semplicemente divertirsi insieme ai propri coetanei. Ancora, nel 2022, siamo costretti ad assistere a scene di discriminazione di genere e di orientamento sessuale.

Ma non manca ad arrivare la denuncia da parte dell’Arcigay, accompagnate anche dal sostegno del portavoce del Partito Gay per i diritti LGBTQ+, Solidale, Ambientalista e Liberale, Fabrizio Marrazzo:

Al liceo Convitto Nazionale Cicognini di Prato, tra i licei più prestigiosi della Toscana, frequentato anche da Gabriele D’Annunzio, al ballo di scuola sono stati vietati abbinamenti tra ragazzi e ragazze dello stesso sesso, con la motivazione della preside che tali coppie non rispettavano la tradizione centenaria della scuola

Una motivazione inaccettabile nel 2022. Cosa non si farebbe per difendere le tradizioni? Si calpestano anche i diritti fondamentali. Ma Fabrizio Marrazza denuncia l’accaduto e sostiene la battaglia degli studenti del liceo Convitto Convitto Nazionale Cicognini di Prato:

Quanto accaduto è inaccettabile, ricordiamo alla preside che in Italia esistono le unioni civili, che anche se non sono il matrimonio, riconoscono legalmente le coppie Lgbt+. Pertanto, non riconoscere le coppie Lgbt+ a scuola, oltre che essere discriminatorio è anche contro le leggi in vigore. Chiediamo al Ministro Bianchi di intervenire e far cambiare il regolamento della Scuola

Purtroppo, non si trattano di scene sporadiche. Ancora oggi assistiamo a discriminazioni come questa nei confronti di giovani che vorrebbero semplicemente esprimere la loro umanità. Il “diverso”, se così possiamo chiamarlo, ancora oggi spaventa, ma molti passi avanti sono stati fatti rispetto a quando, invece, mostrare sé stessi era un crimine.

Ddl Zan in Parlamento: avanti tutta per i diritti LGBTQ+

Fortunatamente viviamo in un periodo storico dove è possibile denunciare quando i diritti vengono calpestati, e questo è certamente un bene. Per questo motivo non dobbiamo mai abbassare la guardia verso degli atti di discriminazione. 

Proprio in questi giorni è stato ripresentato il Ddl in Parlamento e il portavoce del Partito Gay per i diritti LGBTQ+, Solidale, Ambientalista e Liberale, Fabrizio Marrazzo, si è rivolto anche a Zan e Cirinnà per cancellare la parte dell’articolo 7 contro l’omotransbifobia:

Proprio per prevenire azioni discriminatori come quelle avvenute nella scuola di Prato - dice Marrazzo -, abbiamo più volte richiesto a Zan e a Cirinnà di cancellare la parte dell’art.7, da loro proposta, nel disegno di legge contro l’omotransbifobia, che paradossalmente blocca la formazione contro le discriminazioni verso le persone Lgbt nelle scuole.

Meglio non mettere nulla sulla scuola nella legge, piuttosto che un articolo che ci fa tornare indietro di 30 anni, dove per parlare di temi Lgbt+ ogni studente deve essere autorizzato dai genitori. Immaginate se questo vincolo ci fosse per parlare di violenza sulle donne, razzismo o antisemitismo?

Un disegno di legge come il Ddl Zan è, comunque, rivoluzionario perché permette di configurare il reato di violenza per omotransbifobia, quello che attualmente nessuna legge fa. Come ricordiamo il disegno di legge Zan era stato bloccato in Senato, ma è stato fortunatamente ripresentato in Parlamento.

Il Ddl Zan, quindi, ritorna in Senato e questa volta si spera in un risultato positivo. Ma di questo ne parleremo più sotto.

La denuncia e la testimonianza di Viola

Al momento possiamo solamente riportare la testimonianza di una ragazza del Liceo Convitto Convitto Nazionale Cicognini di Prato, la quale racconta l’accaduto e la discriminazione ricevuta a causa del suo orientamento sessuale e di mentalità bigotte e medioevali.

Si tratta della testimonianza di Viola, di 18 anni, che sta per terminare il suo quinto anno di liceo. Avrebbe potuto festeggiare il proprio diploma con i suoi amici e i suoi compagni di scuola, ma non può:

Sarò al ballo delle debuttanti ma non come avrei voluto. Sarò tra il pubblico per essere vicina a mio fratello.

Purtroppo, secondo il regolamento, le uniche coppie a poter partecipare devono essere composte da un uomo e da una donna. 

Avrei potuto andare accompagnata da uno studente, ma non avrebbe avuto molto senso per me – spiega Viola - Siamo gemelli, lui parteciperà al ballo e io non potrò esserci da protagonista soltanto perché sono gay? Che senso ha questo?

Viola è apertamente lesbica e avrebbe voluto partecipare al ballo di fine anno con la sua compagna, ma il regolamento lo vietava. Certamente Viola non nasconde il rammarico per non aver potuto partecipare al ballo del suo liceo.

D’altronde l’atmosfera del ballo del liceo di Prato ricorda i balli dell’alta aristocrazia, con abiti lunghi, le donne, e con abito scuro, gli uomini, accompagnati dalle note del valzer viennese.

Si tratta, insomma, di un vero e proprio ballo delle debuttanti, una serata certamente anacronistica ma che piace ancora agli studenti, e non per il sapore antico ma perché più semplicemente ricorda una festa a tema. Sarà anche banale, ma non sono più così comuni i balli delle debuttanti ai giorni nostri, se non proprio nei circoli ristretti.

Viola, dunque, spiega che avrebbe voluto partecipare, nonostante le reticenze nei suoi confronti e nei confronti di tutti i suoi coetanei. 

“Quando si è aperta la possibilità di partecipare al ballo ho espresso la mia volontà di esserci – dice la ragazza - I rappresentanti di istituto hanno fatto richiesta alla preside di ammettere anche coppie omosessuali.

Ci è stato risposto che non sarebbe stato possibile, voglio pensare che non sia stato possibile per adempimenti burocratici e non perché questo avrebbe potuto gettare ombre sul buon nome della scuola

Però, poi, i sospetti della ragazza sono stati presto confermati dalla dirigente della scuola. I ragazzi non avrebbero potuto partecipare perché avrebbero violato anni di tradizioni. Insomma, gli adempimenti burocratici non c’entravano nulla! Ad ogni modo, nonostante la denuncia, i ragazzi LGBTQ+ non potranno comunque partecipare al ballo, come dice anche Viola Righini:

È una battaglia per i diritti che sono felice di aver portato avanti, purtroppo per me non ci sarà più possibilità perché quest’anno terminerò il percorso di studi con un sogno che resterà per sempre nel cassetto. Sono soddisfatta che quanto ho fatto potrà aiutare studenti in futuro e rispettare i diritti di tutti”

La battaglia per i diritti dei ragazzi del Liceo Convitto Nazionale Cicognini di Prato è stata portata avanti non solo da Viola Righini, ma anche dai rappresentanti di istituto, Cosimo Biancalani e Niccolò Sanesi, i quali esprimono comunque soddisfazione per l’impegno proteso alla tutela dei diritti dei loro compagni:

Siamo soddisfatti che la dirigente abbia concesso la possibilità di cambiare le regole del ballo delle debuttanti dal prossimo anno, questa scelta è al passo coi tempi oltre che nel ruolo educativo della scuola che deve essere luogo di inclusione

Anche il capogruppo della Lega ha espresso il suo sostegno verso i ragazzi del liceo di Prato e verso il cambiamento che con coraggio hanno portato avanti:

“È giusto che ognuno balli con chi vuole, ma quale tradizione!”

LGBTQ+, cosa accadrà al Ddl Zan?

Il Ddl Zan, ripresentato in Senato, avrebbe l'obiettivo di contrastare e prevenire tutte le discriminazioni e le violenze di genere, le violenze legate all'orientamento  sessuale e verso i disabili.

Dopo anni di lotte e discussioni, finalmente nel 2019 la proposta di legge arriva in Commissione Giustizia e poi alla Camera dei Deputati, ma qui dopo aver ricevuto l'approvazione viene bloccata in Senato.

I contrari alla proposta furono proprio Fratelli d'Italia e Lega. Ma adesso cosa potrebbe accadere? Non è chiaro se la Lega abbia cambiato idea, considerato il recente intervento del capogruppo nei confronti della vicenda che ha coinvolto i ragazzi di Prato.

Lo vedremo strada facendo.