Elezioni 2022, nuove stime Istituto Cattaneo: centrodestra a valanga. Ecco numeri e seggi

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi sembrano i prescelti dagli italiani per il prossimo Governo. Le elaborazioni dell'Istituto Cattaneo vedono aumentare la forbice in seggi tra centrodestra e centrosinistra. Ecco tutti i dati di percentuali e seggi.

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L'Istituto Cattaneo dopo una prima pubblicazione effettuata qualche settimana fa ha effettuato una ulteriore analisi di aggiornamento su come saranno distribuiti i seggi alle elezioni del 25 settembre tra le varie forze politiche.

Naturalmente il tutto è condotto e legato alle ultime novità con Carlo Calenda che ha lasciato l'alleanza col Pd e ha deciso di presentarsi con Azione non in collegamento col partito di Enrico Letta.

Nell'ipotesi dell'Istituto Cattaneo è stata fatta un'analisi nella quale si ipotizza un'unione al centro tra Azione e Italia Viva che comunque al momento non è ancora ratificata ufficialmente. L'esito del fatto che Calenda esca dalla coalizione di centrosinistra è che si allarga la forbice di distanza tra le due coalizioni. Il centrodestra aumenta ancora il vantaggio in seggi nel nuovo parlamento. Ecco tuttti i dati. 

Elezioni 2022, la nuova analisi dell'Istituto Cattaneo: centrodestra nettamente maggioranza

Le nuove analisi dell'Istituto Cattaneo portano il centrodestra al 46% delle preferenze. La coalizione del centrosinistra si attesta al 30%, il Movimento 5 Stelle è quotato all'11% mentre una ipotetica ancora eventuale lista unica tra Italia Viva e Azione è quotata al 6%.

Come ha elaborato questi dati l'Istituto Cattaneo? L'Istituto Cattaneo ha disegnato le nuove Camere sulla base del voto delle Europee 2019, della media dei sondaggi pubblicati tra la seconda settimana di luglio e la prima di agosto, e nel caso di Renzi-Calenda, delle intenzioni di voto espresse nei primi 4 mesi del 2022. 

Nelle conclusioni dell'Istituto Cattaneo c'è il fatto che il centrodestra si avvia ad avere una maggioranza importante in entrambe le camere ma

"difficilmente il centrodestra potrà raggiungere la quota del 66% dei seggi. Avere infatti la maggioranza dei 2/3 dei seggi consentirebbe di varare una riforma costituzionale anche senza passare per un referendum".

E questo in particolare potrebbe avvenire per il progetto di trasformazione dell'Italia in una repubblica presidenziale con l'elezione diretta del Capo dello Stato che è tra gli obiettivi programmatici del centrodestra.

Elezioni 2022, la nuova composizione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica

In base a questa nuova valutazione dell'Istituto Cattaneo, l'uscita di Calenda dal patto di centrosinistra porterebbe ad una perdita per la coalizione del centrosinistra di 19 collegi uninominali alla Camera che passerebbero tutti al centrodestra. Per quel che riguarda il Senato della Repubblica sarebbero 9 i seggi in più che conquisterebbe il centrodestra.

In definitiva in nessuno dei due rami del Parlamento in base alle proiezioni il centrodestra dovrebbe avere oltre il 66% dei seggi. Ma la maggioranza nei due rami sarebbe netta.

 A meno di clamorose situazioni che vadano a ribaltare l'esito in collegi in cui il centrosinistra sembra partire largamente favorito e si tratta di collegi in quelle che un tempo erano le inviolabili zone rosse che oggi lo sono molto meno. Ovviamente si fa riferimento a collegi in Emilia Romagna e in Toscana. E continuano a votare fedelmente centrosinistra anche aree centrali delle grandi citta (Milano, Torino, Roma, Napoli). 

Nella proiezione dell'Istituto Cattaneo il prossimo parlamento sarebbe composto in questa maniera.

La Camera - che ha 400 deputati in tutto dopo la riforma che ha portato al taglio dei parlamentari - vedrebbe in base a questa proiezione dell'Istituto Cattaneo 245 deputati del centrodestra, 107 del centrosinistra, 27 del Movimento 5 Stelle, 16 deputati dell'unione ancora virtuale tra Italia Viva e Azione, 3 della Sudtiroler Volskpartei e 2 deputati di altre formazioni. 

Al Senato ci sarebbbero 127 senatori di centrodestra sul totale di 200 senatori: 51 di centrosinistra, 12 del Movimento 5 Stelle, 7 di Italia Viva e Azione, 2 della Svp e 1 altri. In definitiva emergerebbe una chiara e netta maggioranza di centrodestra in entrambi i rami del Parlamento. 

Elezioni Politiche 2022, come funziona la Legge Elettorale Rosato o Rosatellum

Secondo la legge elettorale in vigore, dopo la riduzione del numero complessivo dei parlamentari, 245 seggi per la Camera dei deputati (e 122 per il Senato) sono assegnati in collegi plurinominali su base proporzionale, 147 sono assegnati in collegi uninominali (74 per il Senato) con metodo maggioritario (in ciascun collegio vince il seggio il/la candidato/a prende più voti), 8 su base proporzionale alla Camera (4 per il Senato) nella circoscrizione degli italiani residenti all’estero.

I seggi del Senato, anche quelli della quota proporzionale, si assegnano tuttavia, separatamente, regione per regione. Quelli per gli italiani all’estero si assegnano, separatamente.

La ripartizione complessiva dei seggi della quota proporzionale avviene in prima battuta al livello nazionale tra le coalizioni, poi tra i partiti che hanno ottenuto almeno il 3% dei voti. I partiti che si presentano da soli e sono sotto il 3% non hanno rappresentanza in Parlamento.

”Per stimare i risultati nei collegi uninominali – spiegano i ricercatori dell'Isituto Cattaneo - abbiamo considerato i voti espressi in occasione delle Europee 2019: le più recenti elezioni generali nelle quali si era già verificato il principale flusso di voti rispetto alle politiche del 2018 di cui è necessario tenere conto, cioè il passaggio o il ritorno verso il centrodestra di una metà circa dell’elettorato pentastellato. Dopo di allora, i sondaggi hanno segnalato vistosi spostamenti tra partiti della stessa area politica, ed in particolare dalla Lega a Fratelli d'Italia, ma un equilibrio abbastanza stabile tra le aree”.