E' il primo agosto. Le elezioni sono programmate per domenica 25 settembre.  Poco meno di due mesi in politica possono essere un tempo allo stesso modo lungo ma anche molto breve.

Possono cambiare tante situazioni? O la situazione fotografata al momento dai sondaggi con il centrodestra in netto vantaggio può cambiare? Analizziamo nel dettaglio una ricerca elaborata in questi giorni da IPSOS di Nando Pagnoncelli. 

Elezioni 2022: sondaggio IPSOS, la fine del Governo Draghi fulmine a cielo sereno

Pagnoncelli analizza la situazione e il primo dato di fatto è che le dimissioni del presidente del consiglio Mario Draghi e la conclusione anticipata della legislatura sono state un fulmine a ciel sereno soprattutto per le tantissime persone che ormai seguono in maniera molto distratta la politica. Per di più nel periodo estivo nel quale si hanno solitamente altri pensieri.

Per IPSOS la crisi di governo ha avuto l'esito di aumentare il livello di fiducia che hanno gli italiani in Mario Draghi. Indice di fiducia che è passato da 59 a 62. La valutazione più positiva su Draghi ce l'ha il 92% degli elettori del Partito Democratico, il 53% degli elettori del Movimento 5 Stelle, il 77% degli elettori di Forza Italia, il 61% di quelli della Lega. Fratelli d'Italia che è sempre rimasta all'opposizione ha comunque un indice positivo di un 54% di elettori che stima Draghi. 

Elezioni 2022: ecco i risultati dell'ultimo sondaggio, Fratelli d'Italia e Partito Democratico praticamente appaiati

I dati degli ultimi sondaggi elettorali vedono Fratelli d'Italia e Partito Democratico sempre più in fuga e in alto nei consensi rispetto agli altri partiti.

Quella sfida Letta-Meloni che i due avversari politici costantemente evocano. E Fratelli d'Italia e Partito Democratico sono dati ancora in aumento nei sondaggi mentre risultano in calo le tre forze politiche che hanno staccato la spina al Governo Draghi ovvero Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega. 

In testa c'è Fratelli d'Italia. Per il partito di Giorgia Meloni c'è il 23,3% dei voti. Segue vicinissimo il partito di Enrico Letta. Per il Partito Democratico 23,2% dei voti. Al terzo posto ma molto lontana dai primi due c'è la Lega di Matteo Salvini al 13,5%. Cala anche il Movimento 5 Stelle che oggi avrebbe l'11,3% dei consensi. Tra i grandi partiti chiude Forza Italia che sarebbe accreditata al momento del 9% dei voti.

Tra i partiti più piccoli arriva la federazione Azione-Più Europa di Carlo Calenda e Emma Bonino che sarebbe accreditata del 3,6% comunque sopra la soglia di sbarramento del 3%. Anche l'alleanza tra Sinistra Italiana e Verdi sarebbe sopra alla soglia al 3,4%. Soglia che sarebbe superata anche da Italexit di Gianluigi Paragone che sarebbe accreditato del 3,1%. 

In definitiva nel sondaggio, con la spaccatura tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, la coalizione di centrodestra ha il 45,8% dei consensi mentre la coalizione di centrosinistra al momento è accreditata al 33%.

Elezioni 2022, sondaggio IPSOS: gli italiani e le responsabilità della crisi, primo posto per il Movimento 5 Stelle

Dal sondaggio è emerso anche che il 42% degli italiani ritiene che le maggiori responsabilità sulla crisi siano da attribuire al Movimento 5 Stelle. Il 18% ritiene che la crisi sia scaturita maggiormente per il desiderio di Lega e Forza Italia di uscire dalla maggioranza per andare subito a elezioni.

C'è poi un 25% di intervistati che ritiene che le maggiori responsabilità vadano cercate in Mario Draghi che si è mostrato poco incline in questa situazione a cercare compromessi. Questa percezione naturalmente è più diffusa tra gli elettori di Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. 

Tra i leader nella percezione dell'elettorato italiano quello che maggiormente scende è Giuseppe Conte che scende di 6 punti da quota 31 a quota 25. Gli altri leader a parte Luigi Di Maio che è in calo di 5 punti rimangono tutti sostanzialmente stabili sui loro valori. 

Sondaggi politici, IPSOS: l'analisi di Nando Pagnoncelli: "Attenzione al voto last minute"

Per Pagnoncelli la fotografia attuale evidenzia un sostanziale vantaggio netto del centrodestra ma ancora ”le opinioni e gli orientamenti di voto degli italiani si dovranno consolidare, anche in relazione alla configurazione degli schieramenti in campo e alle loro proposte politiche”. 

Le questioni aperte sono diverse:

Basti pensare – spiega Pagnoncelli – agli elettori di centrodestra che apprezzano Draghi e si dolgono della caduta del governo da lui guidato: come si comporteranno? Confermeranno il voto al partito a cui si sentono più vicini oppure si asterranno, oppure ancora sceglieranno un partito dello schieramento avversario che intende dare continuità all’azione del governo Draghi? 

E nel centrosinistra si chiede Pagnoncelli:

Che fisionomia avrà lo schieramento? A giudicare dalle schermaglie di questi giorni tra dichiarazioni di inclusione e di esclusione di questo o quel leader o forza politica, condite da toni accesi che appaiono poco in sintonia con quanto ci si aspetterebbe nella fase costitutiva di una coalizione, si ha l’impressione che non siano ancora ben chiari la sua composizione e il suo posizionamento, mentre la scadenza per la presentazione delle liste si avvicina

E che traiettoria avrà il Movimento 5 Stelle?

Pagnoncelli chiude sottolineando che:

il mese di agosto tradizionalmente non scalda i cuori dei cittadini per la politica, quindi la campagna elettorale vera durerà poco più di tre settimane. Ma non dobbiamo dimenticare che nel 2018 un elettore su quattro decise per chi votare nei 7 giorni antecedenti la data delle elezioni. Ci aspettano una campagna elettorale e un voto «last minute».