Le elezioni politiche si tengono domenica 25 settembre 2022. Con ogni probabilità si andrà a votare nella sola giornata di domenica dalle 7 alle 23. Si voterà come nel 2018 con la Legge Rosato o Rosatellum.

Una legge elettorale che molti volevano cambiare ma la fine prematura della legislatura non ha consentito di aprire questo dibattito. Quindi a questo punto per la seconda volta si utilizzerà questo sistema elettorale per scegliere i parlamentari della prossima legislatura. Vediamo come funziona la Legge Rosato e come si vota.

Elezioni Politiche 25 settembre 2022: si va al voto con la Legge Rosato

La caduta del Governo di quasi unità nazionale guidato da Mario Draghi fa in modo che nessuna nuova legge elettorale può essere approvata e quindi si va al voto con l'attuale legge elettorale che prende il nome dal suo estensore Ettore Rosato, al tempo esponente del Partito Democratico e oggi uno tra i principali esponenti di Italia Viva di Matteo Renzi.

La Legge Elettorale Rosato è un sistema elettorale misto, in parte maggioritario e in parte proporzionale.

A parte piccolissime differenziazioni il sistema elettorale è lo stesso sia per la Camera che per il Senato.

Per ognuno dei due rami del parlamento il 37% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali. E' eletto in questo modo in Parlamento il candidato che ottiene il numero maggiore di voti in ogni collegio.

Il restante 61% dei deputati o senatori (visto che il 2% è riservata come quota agli italiani all'estero) viene eletto con un sistema proporzionale tra coalizioni e liste. I seggi vengono ripartiti a livello nazionale per la Camera dei Deputati e a livello Regionale per il Senato della Repubblica. Questa è la lievissima differenziazione di cui si parlava in precedenza.

Elezioni Politiche 25 settembre 2022: le caratteristiche della Legge Rosato

Premesso che non esiste nessuna legge elettorale che sia perfetta, la Legge Rosato ha alcune caratteristiche. In primis è una legge elettorale che invita a unirsi in coalizioni.

Il fatto che il 37% dei deputati sia eletto con un sistema maggioritario in cui nel collegio viene eletto solamente il primo classificato fa sì che i partiti siano incentivati a effettuare alleanze e chi va insieme ad altri partiti sostenendo tutti lo stesso candidato ha maggiori probabilità di elezioni rispetto a un partito che effettua la corsa solitaria in un collegio.

A meno che quel partito ovviamente non sia particolarmente forte in quel contesto territoriale.

L'altro 61% di seggi viene eletto con un sistema proporzionale con collegi plurinominali a liste di candidati bloccate.

Ci sono anche delle soglie di sbarramento, ossia percentuali di voti al di sotto delle quali non si viene ammessi alla ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali:

  • 3% dei voti ottenuti a livello nazionale; valida per le liste singole;
  • 20% dei voti ottenuti a livello regionale; valida, alternativamente e solo al Senato, per le liste singole;
  • 20% dei voti ottenuti a livello regionale, o elezione di due candidati nei collegi uninominali; valida, alternativamente, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute presentate esclusivamente nelle regioni a statuto speciale in cui sia prevista una particolare tutela di tali minoranze;
  • 10% dei voti ottenuti a livello nazionale; valida per le coalizioni, purché comprendano almeno una lista che abbia superato una delle altre tre soglie previste.

Sotto queste soglie non si accede al riparto dei seggi.

Per semplificare al massimo una lista singola che non arriva al 3% non accede alla distribuzione dei seggi. E stessa situazione una coalizione che non arriva al 10%. 

Il 2% dei seggi è destinato al voto degli italiani residenti all'estero e viene assegnato con un sistema proporzionale che prevede il voto di preferenza. 

Elezioni Politiche 25 settembre 2022: le problematiche della Legge Rosato

Quali erano le ragioni di chi non voleva tornare al voto con la Legge Rosato ma voleva cambiare il sistema elettorale?

Sono principalmente tre le critiche che vengono fatte alla legge elettorale in vigore: la prima è che ci sono dei collegi plurinominali con liste di candidati bloccate. In altre parole, l'elettore sceglie il partito ma non il parlamentare perchè le liste di partito vengono elaborate sostanzialmente nelle segreterie dei partiti.

Altra critica portata avanti, è che incentiva la creazione di coalizioni perchè il meccanismo dei collegi uninominali lo impone ma come si è visto nella legislatura precedente sono coalizioni che alla prova dei fatti hanno mostrato di non reggere dopo le elezioni. 

Altra problematica del Rosatellum è che non è previsto un premio di maggioranza. Non ci sono seggi extra per una coalizione vincente e per questa ragione non è garantito che dalle elezioni possa uscire chiaramente una coalizione vincente. Come ha dimostrato l'esperienza del 2018 potrebbero essere necessari accordi post elettorali.

Nel 2018 era presente sostanzialmente una competizione tripolare (centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle) mentre a questo punto a due mesi dalle elezioni non è ancora possibile definire l'assetto con il quale i partiti si presenteranno al voto. 

Elezioni Politiche 2022: ecco come si vota

L'elettore il 25 settembre potrà esprimere il proprio voto in tre modi differenti:

  • tracciando un segno sul simbolo di una lista: in questo caso il voto si estende al candidato nel collegio uninominale che quella lista sostiene;
  • tracciando un segno sul simbolo di una lista e sul nome del candidato del collegio uninominale da questa sostenuto: il risultato è uguale in pratica a quello descritto sopra;
  • tracciando un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale (senza indicare alcuna lista): in questo caso, il voto vale per il candidato nel collegio e inoltre si estende in automatico alla lista che lo sostiene. Se quel candidato è però collegato a più liste (in coalizione), il voto viene diviso proporzionalmente tra queste, in base ai voti che ognuna ha complessivamente ottenuto nel singolo collegio in questione.

Non è ammesso il voto disgiunto: l'elettore non potrà quindi votare contemporaneamente per un candidato di un collegio e, nel proporzionale, per una lista a lui non collegata.

Elezioni Politiche 25 settembre 2022: il numero di parlamentari che si eleggeranno dopo il taglio sancito dal referendum

A differenza del 2018 quando vennero eletti 630 deputati e 315 senatori, questa volta dopo la riforma sul taglio dei parlamentari validata anche da un referendum, l'Italia avrà una riduzione del numero dei parlamentari a 600.

Ci saranno 400 deputati alla Camera e 200 senatori a Palazzo Madama. 

Il metodo di elezione dei seggi domenica 25 settembre è il seguente: con il maggioritario saranno eletti 148 deputati, con il proporzionale 244 deputati. Saranno 8 i deputati eletti dagli italiani all'estero.

Per quel che riguarda il Senato con il maggioritario a turno unico saranno eletti 74 senatori, 122 col proporzionale. 4 i senatori eletti dagli italiani all'estero.