Italexit si presenta alle elezioni politche di domenica 25 settembre. Italexit si presenta in solitaria e punta a superare lo sbarramento del 3% per avere rappresentanza parlamentare.

Italexit è una lista che ha come capo della forza politica il senatore uscente Gianluigi Paragone e ha alla base del suo programma elettorale una forte discontinuità con la situazione attuale e con la cosiddetta Agenda Draghi.

Gianluigi Paraggone fa il punto della situazione a pochi giorni dalle elezioni politiche. E come si legge nel profilo Facebook della lista: ”Il cane da guardia va tenuto fuori dal palazzo. Ma non ce la faranno”. Paragone ha anche partecipato alla trasmissione Tagadà su La 7. Ecco le sue parole principali.

Elezioni Politiche 2022, Italexit con Paragone: ”Italexit minaccia al compromesso sull'Agenda Draghi”

Italexit con Paragone scrive nel suo profilo Facebook:

È alto il prezzo da pagare quando attacchi senza paura il potere e quando rifiuti ogni compromesso.  Italexit oggi è una minaccia per il rinnovato compromesso fra destra e sinistra nel nome dell’agenda Draghi. Chi ha apparecchiato il banchetto sulla pelle degli italiani vuole fermarci: il cane da guardia va tenuto fuori dal Palazzo.  La svendita di quello che resta della sovranità e del benessere dell’Italia non deve avere testimoni scomodi. È per questo che così tante energie vengono spese per diffamarci. Sopprimere anche l’ultima fiammella di speranza perché il fuoco non possa mai più divampare. Ma non ce la faranno…”

Elezioni Politiche 2022, Paragone: ”Non più armi e sanzioni. Le sanzioni mettono in ginocchio l'Italia e gli italiani”

Gianluigi Paragone ha fatto il punto sulle ricette di Italexit per l'Italia con Paragone nel corso di una partecipazione al programma Tagadà su La7.

A domanda specifica su cosa fare con le armi all'Ucraina e sulle sanzioni alla Russia Paragone ha risposto così:

”Non più armi all'Ucraina – ha detto - e non più sanzioni perchè le sanzioni se mettono in difficoltà la Russia mettono in ginocchio l'Italia e gli italiani. Quindi no. La retorica delle sanzioni e della buona riuscita delle sanzioni non mi convince in nessun modo. Un tavolo di mediazione, piaccia o no è la strada che consente anche a Putin, al cattivo della storia, di alzarsi da quel tavolo con un pezzo di vittoria in tasca".

A meno che non ci sia una vittoria militare che non schiacci del tutto la Russia, ma questo vorrebbe dire avere un orizzonte temporale molto lungo e assumersi il rischio di una escalation e di un attacco nucleare. Io starei molto attento e molto prudente sulle dinamiche di guerra. Non sai dove vanno a finire. Il crinale in cui si sta andando a parare questa vicenda è molto pericoloso.

"Io anche a costo di sembrare cinico o altro dico questo: a dicembre quando farà freddo, quando chiederete agli italiani che cosa preferiscono tra la pace e il riscaldamento sceglieranno il riscaldamento. Perchè gli italiani devono pagare il prezzo di una politica che non è stata capace di incardinare un tavolo di mediazione? E' una questione che occorre portare a terra. Il gas è legato a imprese e famiglie”.

Elezioni Politiche 2022, Paragone: ”Draghi è andato da paggetto degli americani a prendersi il premio”

Gianluigi Paragone non risparmia l'attuale presidente del consiglio Mario Draghi. Interpellato al proposito sulle azioni che il Governo ha messo in campo e sul futuro di Draghi, Paragone ha sottolineato che 

”A me del futuro di Draghi rispetto all'Italia interessa poco non avendolo mai votato e avendo non apprezzamento del suo operato. Draghi è venuto qui per portare avanti un'agenda Draghi che si imbullona nel neo liberismo. Draghi è andato in America a farsi dare il premio. Lui resta un uomo delle liberalizzazioni di quella architettura mercatista che non salverà le piccole e medie imprese italiane. Ognuno ha il suo idolo, io non mi innamoro certo di Mario Draghi. Non mi pento di nessuna parola che ho detto nei suoi confronti. E' andato lì da paggetto degli americani a prendersi il premio”.

Elezioni Politiche 2022, Paragone: ”Campagna elettorale come il wrestling, fingono di darsi battaglia”

Interpellato sulla natura di questa campagna elettorale, Paragone ha le idee chiare:

Questa campagna elettorale è tipo il wrestling, fingono di darsi battaglia, ognuno si posiziona per favorire la mossa spettacolare dell'altro. 

Domanda poi se in caso di successo della destra se potranno nascere spinte esterne al nostro paese per un nuovo Governo tecnico:

”Di fatto questa operazione Draghi è stata assolutamente voluta dal Capo dello Stato. Lui ha accettato il bis perchè non si disturbi troppo il manovratore. A me l'idea che è venuta è che si possono cambiare i Governi ma la politica non si può cambiare".

"La politica è un wrestling ma la Meloni ha già dato tutte le rassicurazioni del caso, ha dato ok a agenda Draghi, ha già parlato con Mattarella. Meloni ha parlato con i mercati, ha parlato con Draghi. A Cernobbbio lo ha detto chiaramente che si va avanti su quella linea”.

Elezioni Politiche 2022, Paragone: ”Serve scostamento di bilancio sul tema gas e bollette”

Uno dei temi che ora è al centro del dibattito politico è quello legato allo scostamento di bilancio da fare o non fare per ovviare al caro energia: 

”Occorre fare alcune distinzioni – ragiona Paragonela Germania non vuole tetto al prezzo del gas, la Norvegia primo player dell'esportazione del gas non vuole il tetto al prezzo del gas, non lo vuole ovviamente la Russia. Se si chiudono i due ”rubinettoni” la Russia e la Norvegia da chi andiamo a prendere il gas. C'è poco gas e secondo voi un paese come l'Algeria dice sì al tetto?"

La Francia ha 60% delle centrali nucleari in fase di controllo. Come si risolve? 

Lo scostamento di bilancio andava fatto ieri, inutile che ne parliamo oggi. Andava fatto per un importo interamente dedicato. Le bollette erano già care prima di questa crisi. Ora sono proibitive. Interi comparti sono a rischio chiusura. O interveniamo a monte o a valle il prezzo sarà ancora più grosso. Scostamento di bilancio subito, tra 6 mesi migliaia di aziende chiudono.

"Bollette si pagano adesso - chiude Paragone -: negli ultimi decreti sono stati dati 700 milioni a Ucraina, 7 miliardi di extraprofitto dell'Eni. Non li tocchiamo? Nel prossimo semestre ci sarà la chiusura di migliaia di aziende, perdita di know-how, tanti lavoratori a casa. Chi dice che è pericoloso uno scostamento di bilancio non valuta che diventa a valle una problema enorme.”