La grande stilista Elisabetta Franchi è recentemente finita nei riflettori dei social dopo la sua infelice uscita sulle donne lavoratrici. Secondo lei, infatti, è meglio assumere una donna oltre i quarant’anni perché così può lavorare h24, senza il rischio che faccia figli o si assenti per motivi personali. 

Una dichiarazione estremamente infelice, che andremo ad analizzare nel dettaglio più avanti. La Franchi si va ad unire a quella schiera di imprenditori di successo (italiani e non) che sembrano completamente distaccati dal mondo. Dalle loro interviste sembrerebbe che i diritti del lavoro, conquistati con anni di fatiche, dovrebbero essere buttati dalla finestra. 

L’ultimo caso celebre è stato quello di Alessandro Borghese, cuoco di successo e celebrità televisiva. Secondo le parole di Borghese, i giovani non dovrebbero aspettarsi di essere pagati per i primi lavori, e se vogliono farcela nella vita dovrebbero rinunciare ad un giusto compenso. 

Come ha scritto la collega Monica Penzo in questo articolo sulle dichiarazioni di Alessandro Borghese, infatti: 

Quello che però ha davvero infuriato tutti, è il seguente stralcio di intervista che vi riportiamo qui per intero:

I giovani preferiscono tenersi stretto il fine settimana per divertirsi con gli amici. E quando decidono di provarci, lo fanno con l'arroganza di chi si sente arrivato. E la pretesa di ricevere compensi importanti. Da subito. Sarò impopolare, ma non ho nessun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati. Io prestavo servizio nelle navi da crociera con "soli" vitto e alloggio riconosciuti. Stop. Mi andava bene così: l'opportunità valeva lo stipendio.

Manca la devozione al lavoro. Alle volte ho come l'impressione che le nuove generazioni cerchino un impiego sperando di non trovarlo perché, quando poi li chiami per dare loro una possibilità non si fanno trovare.

E prima ancora di Borghese era stato Guido Barilla, presidente della celebre azienda di pasta ereditata dalla famiglia. Sempre lui aveva chiamato ad una comprensione da parte dei giovani verso i lavori non pagati, in quanto necessari per avere successo nella vita. 

Questa dichiarazione ha fatto particolarmente infuriare poiché Barilla, di fatto, ha fatto la sua fortuna grazie al suo nome e di certo non grazie alla sua “passione” per il lavoro. 

In ogni caso, tornando al focus di questo articolo, le frasi di Elisabetta Franchi sono decisamente pesanti considerando che sono state accusate di sessismo oltre che di classismo verso i giovani. E soprattutto, sono risultate ipocrite in quanto arrivano da una donna in carriera che ha fatto un figlio a 45 anni. 

Ma vediamole insieme, analizzando punto per punto la sua dichiarazione. 

La frase di Elisabetta Franchi: cos’ha detto esattamente?

Le frasi sfortunate sono state dette, ironia della sorte, in occasione di un evento sulle donne nella moda. Organizzato da Il Foglio e PWC, l’intervista ad Elisabetta Franchi ha avuto luogo nel grattacielo di Citylife, cuore economico di Milano. 

Il momento cruciale è stato quando l’intervistatrice ha fatto una domanda sulle donne in carriera, specialmente nel mondo della moda. Elisabetta Franchi ha esordito dicendo che preferisce puntare sugli uomini, al che l’intervistatrice ha provato a venirle incontro con un “Perché le donne non vengono aiutate?” e a quel punto la Franchi ha scatenato la bufera

«Io oggi le donne le ho messe perché sono “anta”, questo va detto: comunque ancora ragazze, ma cresciute. Se dovevano sposarsi lo hanno già fatto, se dovevano avere figli, li hanno già fatti, se dovevano separarsi, hanno fatto anche quello… per cui io le prendo che hanno fatto tutti e quattro i giri di boa.

Sono lì belle tranquille che lavorano con me affianco h24, questo è importante. Cosa che invece gli uomini non hanno. Io che sono una donna emiliana ed emancipata credo che noi donne siamo un dovere, che è quello nel nostro Dna, che non dobbiamo neanche rinnegarlo: i figli li facciamo noi, incinto ancora… no, e comunque il camino in casa lo accendiamo noi. È una grande responsabilità»

Quindi, ricapitolando: Elisabetta Franchi presume che le donne giovani facciano figli (poiché è il loro ruolo naturale), presume che le donne oltre i quarant’anni non solo non abbiano una famiglia ma che preferirebbero spaccarsi la schiena tutto il giorno piuttosto che avere del tempo libero. E in ogni caso, per evitare rischi, meglio assumere un uomo. 

Meno male che Elisabetta Franchi è emancipata, come vuole ricordare alla fine di questo intervento agghiacciante. A quanto pare, però, le altre donne non hanno il diritto di scegliere come bilanciare la loro carriera e la loro famiglia: o lavorano h24 senza figli oppure possono scordarsi il mondo della moda. 

Sempre nello stesso intervento, infatti, Elisabetta Franchi ricorda come la moda non sia tutta “lustrini e paillettes” ma che bisogna essere continuamente attivi e disponibili per lavorare. Parole forse giuste, ma non è certamente giusto presumere gli impegni familiari di una persona secondo la sua età. 

Come vedremo più avanti, inoltre, queste affermazioni sono ammantate di ipocrisia in quanto dette proprio da una donna come Elisabetta Franchi. 

Le risposte indignate sui social alle affermazioni di Elisabetta Franchi

Le parole di Elisabetta Franchi, coronate dal video dell’intervista, sono state immediatamente riprese dall’influencer Stefano Guerrera, il quale ha pubblicato lo spezzone incriminato su Twitter. Guerrera ha definito le affermazioni della Franchi come un “abaco di anelli di vergogna”, riferendosi alle linee esclusive della stilista. 

Il video ha immediatamente fatto il giro di internet, venendo rimbalzato da social a social. I commenti sono stati molto… elaborati. Come riassume questo articolo di TGCOM 24, infatti: 

Tantissimi i commenti sdegnati su Twitter. "Elisabetta Franchi (per giunta donna, madre di due figli e imprenditrice) ci spiega che noi donne non possiamo assumere ruoli importanti perché sia mai che all'improvviso decidi di sposarti e rimanere incinta", scrive un'utente.

E ancora: "Grazie Elisabetta Franchi per ricordarci con un esempio lampante che la categoria oppressa contiene a sua volta gli oppressori e che pensare il contrario sia purtroppo più logico che realistico". 

E ancora vi sono stati paragoni con il Medioevo, e altri hanno definito “becere” le parole di Elisabetta Franchi. Insomma, un’uscita completamente impopolare, che la stessa Franchi ha provato a spiegare meglio in un’intervista di qualche ora fa. Vediamola insieme. 

La risposta di Elisabetta Franchi alle polemiche

A seguito delle tante polemiche, Elisabetta Franchi ha voluto dare una spiegazione alle sue parole. Augurando, nel frattempo, una buona festa della mamma a tutte le lettrici, ha voluto specificare che le sue parole sono state strumentalizzate: non è lei a pensarla così, dice, ma il mondo che la circonda.

Si è fatta intervistare dal Corriere della Sera e ha puntualizzato: “Non accetto strumentalizzazioni: sono una donna imprenditrice a capo di un azienda da 131 milioni di fatturato e che ha tirato avanti anche la famiglia, con grande fatica.

Ho cercato di dare una risposta all'assenza di donne nelle posizioni gerarchiche nella moda: la conclusione è che donne dirigenti nel nostro ambiente non ne esistono, perché nel momento in cui una trentenne si assenta per maternità non ritrova la posizione che aveva lasciato. E questo perché da noi lo Stato non riesce a dare il sostegno che c’è altrove”.

In pratica, il mondo della moda funziona così: o lavori o fai famiglia. Forse anche questa è una verità scomoda, ma è comunque molto triste vedere che una donna in carriera come la Franchi, che avrebbe davvero la possibilità di cambiare le cose, si conforma così al resto del mondo della moda. 

Se avesse davvero intenzione di proteggere le donne in carriera, Elisabetta Franchi non dovrebbe aspettare l’intervento dello stato dal momento che lei ha tutti i mezzi per agire subito. Il suo marchio ha 131 milioni di fatturato? Allora cosa le costa perdere una decina di milioncini ora migliorando, però, la situazione alle sue dipendenti?

Sembra quasi che Elisabetta Franchi sia contenta di come vadano le cose ora, perché le assicura la massima produttività, e chissenefrega della vita personale delle sue dipendenti. Dipendenti donne che, come ha lei stessa voluto ricordare, sono in maggioranza nella sua azienda. 

Ha voluto ricordare, infatti, che l’80% della sua azienda è costituita da quote rosa. Il restante 20% di uomini, però, occupano tutti una posizione dirigenziale mentre le donne sono praticamente escluse dal vertice. Si può davvero parlare di giustizia di genere così?

E’ il momento di capire chi è davvero Elisabetta Franchi e perché le sue dichiarazioni hanno scandalizzato così tanto i social. 

Chi è Elisabetta Franchi?

Classe 1968, Elisabetta Franchi nasce a Bologna in una famiglia povera. Con altri quattro fratelli e sorelle, la madre deve badare a tutti a causa dell’assenza del padre. Come descrive questo articolo di Money.it, infatti: 

Un notevole accento viene posto sulle difficoltà dei primi anni della vita della stilista. Quarta di cinque figli di una famiglia di umile estrazione, rimette tutto nelle mani di una madre forte che, «tra mille sacrifici, cresce da sola i bambini». Tema che, alla luce delle sue recenti parole, assume tutto un altro sapore.

A suo dire infatti «l’assenza del padre, le difficoltà, la passione e la determinazione di una rivalsa» sono stati i suoi motori propulsivi; quello che davvero l’ha portata a «seguire il suo sogno con caparbietà, senza arrendersi di fronte alle difficoltà della vita».

Dopo aver fondato la sua azienda di moda, raggiunge la fama nel 2012 diventando uno dei nuovi marchi più affermati d’Italia. La sua storia da “Self made woman” ha fatto il giro del paese e le ha conferito parecchio prestigio, tanto da essere insignita “Cavaliere dell’Ordine al Merito” da Sergio Mattarella. 

Lei stessa ha avuto due figli da due uomini diversi, uno anche abbastanza avanti nella carriera. Per tutti questi motivi, quindi, risulta ipocrita la sua dichiarazione sulle madri lavoratrici, ed è decisamente triste vedere una donna del genere venire assorbita in un ambito lavorativo tossico.