L’emoticon contro la violenza sulle donne che può salvare la vita: ecco come

Un'emoticon può salvare una vita. Ecco la storia di due donne che sono riuscite a denunciare la violenza domestica subita con un messaggio in codice.

A volte, basta un emoticon. Un disegnino stilizzato inviato su Whatsapp ha salvato la vita di due donne vittime di violenza domestica per mano dei loro partner.

Entrambe le donne, vittime di abusi da tempo, hanno avuto l’idea di concordare con un’amica un messaggio in codice, una semplice emoticon. Quando le amiche avessero ricevuto il messaggio, l’accordo era di chiamare subito la polizia che, in entrambi i casi, è intervenuta e ha arrestato i due compagni violenti.

Un gesto molto semplice che è bastato per liberare le due vittime e potrebbe salvarne molte altre. Ecco le storie delle due donne di Como e Ischia.

L’idea dell’avvocato Carmen Posillipo per denunciare la violenza domestica

Nel 2020, durante il lockdown per la pandemia da Covid-19, l’avvocato campano Carmen Posillipo, dopo il caso di una cliente picchiata in casa dal marito, ha avuto un’idea per tenere sotto controllo il benessere delle sue clienti in causa contro i mariti e i compagni per maltrattamenti.

Secondo Posillipo, che presiede l’associazione SOS Diritti, un modo efficace per aiutare le donne vittime di violenza domestica impossibilitate a denunciare i partner violenti è quello di inventare un codice da usare sui social e su Whatsapp per allertare qualcuno che denunci per loro.

Questo metodo si è rivelato effettivamente efficace e, se diffuso in modo capillare come il gesto antiviolenza delle 4 dita, può aiutare molte donne in difficoltà.

Como, mandando un’emoticon su Whatsapp si salva dal compagno violento

A ottobre 2023, una donna di 58 anni residente a Como si è salvata dalle continue violenze del suo compagno, un 60enne originario della Tunisia, che è stato arrestato.

La donna subiva quotidianamente minacce, percosse e insulti da parte dell’uomo che, ad agosto, aveva lasciato il lavoro e si era trasferito da lei, pretendendo di essere mantenuto in tutto e per tutto. La donna, tuttavia, riusciva a malapena a provvedere per entrambi e questo scatenava spesso la rabbia dell’uomo che, in un’occasione, aveva persino tentato di dare fuoco alla casa.

L’uomo, inoltre, cercava in tutti i modi di allontanare la donna dai suoi amici. Ma è stata proprio un’amica ad aiutare la donna a porre fine all’incubo in cui viveva.

Un giorno, la donna e l’amica si sono messe d’accordo: se l’amica avesse ricevuto un messaggio contenente solamente una certa emoticon, avrebbe dovuto allertare la polizia immediatamente. E così ha fatto. L’uomo è stato condotto in carcere.

Ischia, l’emoticon del pollice in su per denunciare la violenza

Una donna di Casamicciola Terme, Ischia è riuscita a denunciare il marito che la picchiava grazie all’emoticon del pollice in su.

La 50enne, che subiva violenze fisiche per mano del marito, si era accordata con un’amica perché la aiutasse. Le due, per non destare sospetti, hanno scelto la comune emoticon del pollice in su. Quando l’amica ha ricevuto il messaggio, ha subito chiamato le forze dell’ordine.

Arrivati a casa della donna, i Carabinieri l’hanno trovata in stato di shock, con evidenti segni di violenza sul volto. E’ stata la figlia di 12 anni, che aveva assistito alla violenza, ad avvisare che il padre stava scappando. I Carabinieri l’hanno preso subito fuori dall’abitazione.

L’uomo, che aveva con sé due coltelli, è stato arrestato.

Leggi anche: Giornata contro la violenza sulle donne: tutti gli eventi e perché cade il 25 novembre

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