Il mondo intero non è stato indifferente al discorso alla Nazione di Vladimir Putin e la reazione è stata immediata. I russi scappano e protestano mentre all'Onu intervengono capi di Stato e personalità influenti. Si teme per una guerra nucleare ma molti sostengono che la mossa di Putin sia un chiaro segno di debolezza.

La reazione del Mondo al discorso di Putin: Russia

Il presidente della Federazione Russa ha annunciato che ci sarà una mobilitazione parziale in Russia, poi ha parlato di armi nucleari e di referendum nei territori ucraini occupati. La prima reazione l'hanno avuta i russi. Gli unici voli diretti dalla Russia alla Turchia (a causa del blocco aereo) sono stati presi d'assalto, tanto da far registrare un anomalo aumento dei prezzi dei biglietti. Dalla fuga alla protesta, molti connazionali di Putin sono scesi in piazza per manifestare il loro dissenso contro il loro presidente. La repressione era inevitabile ed infatti sono state arrestate oltre 1.000 persone.

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Stati Uniti

Spostandoci dalla Russia all'Occidente, a New York City si è tenuta una plenaria dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). A prendere la parola è stato Joe Biden, presidente degli Stati Uniti d'America (USA), che ha risposto in maniera diplomatica ma decisa alle minacce nucleari, definite "spericolate e irresponsabili" di Vladimir Putin. Biden ha poi dichiarato:

"La Russia ha vergognosamente violato i principi base della carta dell'ONU invadendo l'Ucraina. Una guerra nucleare non può essere mai vinta e non deve essere combattuta".

Rimanendo negli USA, un dirigente dell'amministrazione Biden, come riporta l'Ansa, avrebbe dichiarato che la Russia sta trovando un pretesto legale per iniziare un'offensiva contro l'Occidente. Qualora con i referendum i territori ucraini occupati dovessero essere attaccati, sarebbe automaticamente attaccata anche la Russia. Nonostante ciò, lo stesso dirigente ha affermato:

"Stiamo mandando un messaggio molto chiaro alla Russia sulle conseguenze dell'escalation.Questo non significa che siamo ciechi di fronte alle dinamiche che potrebbero portare ad una escalation".

La reazione dell'Europa

In Europa la reazione è stata simile a quella degli alleati statunitensi. Ursula von der Leyen ha parlato ai microfoni della CNN:

"Siamo pronti a imporre ulteriori costi economici alla Russia e alle persone e alle entità all'interno e all'esterno della Russia che la sostengono, politicamente o economicamente".

Reazione inevitabile anche da parte di Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, che ha chiesto agli Stati membri del Patto Atlantico di aumentare la produzione militare per difendere i propri territori minacciati e l'Ucraina, che sta affrontando una guerra. Anche Stoltenberg ha condannato la minaccia nucleare di Putin.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato:

"Non credo che userà queste armi. Non credo che il mondo gli consentirà di impiegarle".

Cosa ne pensano Turchia e Cina

Turchia e Cina non sono rimaste indifferenti. Il ministro degli esteri turco ha definito illegittimi i referendum in Ucraina, ed ha affermato che anche se ci dovesse essere l'annessione dei territori ucraini alla Russia, questi non sarebbero riconosciuti, come già accaduto con la Crimea. La Cina ha invece invitato la Russia e gli stati Occidentali a dialogare, chiedendo un cessate il fuoco a Vladimir Putin.