Valditara, stipendi più alti per gli insegnanti del Nord: cosa sono le "gabbie salariali"

Le "gabbie salariali" risolverebbero davvero il problema relativo agli stipendi degli insegnanti? Ecco a

Il ministro Giuseppe Valditara

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di recente ha parlato del problema relativo agli stipendi degli insegnanti di alcune regioni e alla loro difficoltà nel riuscire a pagare tutte le spese necessarie. In tanti allora hanno subito pensato ad un possibile ritorno alle "gabbie salariali". Il solo fatto di pronunciare queste due parole ha fatto infuriare i sindacati, gli insegnanti e l'opposizione. Molti si chiederanno: "Ma cosa sono le "gabbie sindacali?". Scopriamolo insieme.

Stipendi più alti per gli insegnanti del Nord? Si teme un ritorno alle "gabbie salariali"

Le "gabbie salariali" sono un metodo di calcolo dei salari che tiene conto di numerosi parametri come il costo della vita in una determinata zona d'Italia. Gli stipendi non sarebbero quindi uguali in tutto il Paese, ma cambierebbero da regione a regione a seconda delle necessità di un dipendente. 

Se per molti, tra cui il ministro, questa potrebbe essere una soluzione per contrastare il carovita, causato dall'aumento esponenziale e quasi incontrollato dell'inflazione, per altri questa distribuzione degli stipendi sarebbe assolutamente discriminatoria perché aumenterebbe il divario tra Nord e Sud, che ancora oggi non è stato ridotto in maniera efficiente.

Cenni storici sulle "gabbie salariali": dall'introduzione all'abolizione

Per dare qualche cenno storico sulle "gabbie salariali" bisogna partire dalla loro istituzione, ossia il 1945. L'anno successivo furono applicate per la prima volta ma esclusivamente nelle regioni del Nord Italia. Dal 1954 al 1969, invece, le "gabbie salariali" sono state il sistema di calcolo dei salari diffuso in tutto il territorio. 

Tra la fine degli ani '60 e l'inizio degli anni '70 (perché l'eliminazione effettiva delle "gabbie salariali" avvenne solo nel 1972) numerose sigle sindacali e lavoratori di ogni settore scesero in piazza con striscioni e megafoni per protestare contro questo sistema di calcolo. Durante le proteste alcuni manifestanti furono anche uccisi.

I possibili problemi legati alle "gabbie salariali" 

Introdurre nuovamente le "gabbie salariali" sarebbe una batosta per il Meridione, in quando al Sud il tasso di disoccupazione è molto alto e, di conseguenza, gli stipendi (qualora dovessero esserci) sono più bassi. Quindi cosa si tende a fare? Assumere personale pagandolo poco perché consapevoli della reale situazione occupazionale di una determinata regione. Maggiore sarà la disoccupazione minore sarà la possibilità che un dipendente rifiuti un salario anche basso. Grazie ai contratti su base nazionale un dipendente pubblico o un impiegato possono essere inquadrati sulla media degli stipendi nazionale. 

Se per alcune persone del Sud il contratto nazionale uguale per tutti è un affare, non lo è per molti docenti o impiegati del Nord che devono sostenere spese più elevate. In questo caso, però, ci sarebbe un altro problema: aumentando i salari si farebbe il gioco dell'inflazione, dato che è essa a gonfiare i prezzi. L'ultima parola spetterà dunque al ministero e poi al governo, anche se il primo ha già detto di non aver mai parlato di compensi diversi tra Nord e Sud e di non aver mai messo in discussione il contratto nazionale.