L'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha partecipato a Metropolis, podcast quotidiano del gruppo GEDI, dove è stato a colloquio con Gerardo Greco e con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari.

Conte ha sottolineato che la posizione del Movimento 5 Stelle sull'invio delle armi all'Ucraina rimane la solita di queste settimane e le perplessità sono tante. E ha lanciato la sfida a Mario Draghi. Il premier è invitato a recarsi in Parlamento e per Conte l'Italia non deve recitare il ruolo della comparsa nei consessi internazionali.

Poi Conte ha raccontato con amarezza di come sulla vicenda delle armi  all'Ucraina sia stato insultato da esponenti del Partito Democratico in misura maggiore da quanto abbiano fatto gli esponenti del centrodestra.

Guerra e diplomazia, Giuseppe Conte: "Italia non reciti il ruolo della comparsa"

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha preso parte a Metropolis appuntamento giornaliero del gruppo Gedi. Nel corso della conversazione con Gerardo Greco e con Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, ha rivolto un invito pressante al presidente del consiglio Mario Draghi.

“Il Governo – ha detto Conte – deve riferire quale è il suo impegno, quali sono gli sforzi diplomatici che sta promuovendo per arrivare al termine della guerra”.

E invita Draghi a parlare nella sede deputata ovvero il Parlamento:

“E' auspicabile – analizza Conte – che il presidente del consiglio Mario Draghi venga in Parlamento e si esprima direttamente in prima persona contro il rischio di una escalation militare per quel che riguarda il conflitto in Ucraina. Lo pretendo a nome di tutti i cittadini che rappresento e del Movimento 5 Stelle”.

“Se il nostro obiettivo deve essere quello di evitare tre cose, la distruzione delle città, la carneficina e la recessione economica dobbiamo prendere posizione, parlare con i nostri alleati e non fare il solo ruolo di comparse”.

Guerra e armi all'Ucraina: Conte specifica la posizione del Movimento 5 Stelle: "No ad ogni escalation"

Conte illustra nel dettaglio quella che è la posizione del Movimento 5 Stelle nel corso dell'intervista:

“Il problema non è inviare armi all'Ucraina. Il problema non è nemmeno la tipologia di armi. Il problema è legato all'indirizzo politico. Occorre chiarire se al momento è in corso una controffensiva nel territorio russo oppure no. Perchè il rischio di arrivare ad una escalation militare è dietro all'angolo".

"Noi non siamo per inviare armi sempre più letali, il Movimento 5 Stelle soffre molto in questa fase su questi argomenti. Ma un conto è garantire all'Ucraina sostegno per la legittima difesa. Un altro conto invece è favorire di fatto una escalation militare che va evitata ad ogni costo visto che abbiamo a che fare anche con un paese che ha le testate nucleari".

Armi all'Ucraina: Conte e il rammarico per le parole di alcuni esponenti del Partito Democratico

Giuseppe Conte sostiene che sul no all'invio indeterminato di armi all'Ucraina non mette in atto un sorpasso a sinistra sul Partito Democratico. Per Conte sonso posizioni di buonsenso che quindi per definizione non sono ne di destra ne di sinistra.

Conte non nega l'amarezza per i conflitti con personalità del Partito Democratico su questo tema legato al riarmo:

Sono rimasto male per le frasi dette da alcuni esponenti Pd in merito al riarmo. Ora sembra che le cose siano cambiate ma ci sono rimasto male visto che persone con le quali ho lavorato per tempo mi abbiano attaccato anche con frasi ingiuriose. Con frasi che nemmeno dal centrodestra mi sono arrivate". 

Guerra in Ucraina: Conte duro sull'intervista di Rete 4 al ministro degli Esteri russo Lavrov

Giuseppe Conte ha parlato anche dell'ormai nota intervista con il ministro Lavrov di Rete 4.

“Le parole che sono state pronunciate in diretta televisiva in Italia da Lavrov sono inaccettabili. Avrei adottato anche cautele per evitare una propaganda russa così evdente e avrei contestato qualche passaggio della sua intervista. Non nego che ci sia grande delusione verso la Russia. Perchè abbiamo sempre cercato di mantenere aperto un dialogo, abbiamo sempre cercato di mantenere attivi dei canali”.

Giuseppe Conte, le elezioni Politiche 2023 e il posizionamento del Movimento 5 Stelle

Sembra sempre più evidente che ci siano probabilità - se rimane questa legge elettorale che obbliga di fatto i partiti a formare delle coalizioni - che ci possa essere un'intesa a tutto campo alle politiche tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico di Enrico Letta. Su questo aspetto Conte ha leggermente glissato nel corso dell'intervista non dando una risposta del tutto chiara: 

“Su intese con il Partito Democratico li stiamo aspettando. Vediamo, anche se voglio vedere molte prospettive. Il Pd deve capire che noi siamo per la transizione energetica ed ecologica vera“.

Conte dice che si sente di tanto in tanto con il leader del Pd Enrico Letta con cui è in atto una fase di confronto. Si parla anche di legge elettorale, in questi colloqui, ovviamente. E' chiaro che questa legge non piace troppo nemmeno al Partito Democratico oltre che al Movimento 5 Stelle. Entrambe le forze politiche preferirebbero tornare al voto con un sistema proporzionale intanto per pesarsi e non fare una campagna elettorale sulla base di alleanze ma sulla propria identità per ognuno.

Conte ha sottolineato di essere stato tra i primi a sottolineare l'importanza di trovare una soluzione attorno ad una legge proporzionale. Per Conte con il taglio dei parlamentari questa modifica della legge elettorale diventa una necessità.

Anche nel Partito Democratico – commenta Conte ho trovato delle aperture occorrerà vedere se poi ci saranno i numeri”.

Giuseppe Conte, le elezioni politiche e il campo largo del centrosinistra

E' noto che i rapporti tra Matteo Renzi, leader di Italia Viva e Giuseppe Conte siano pressochè inesistenti. Dai tempi in cui Italia Viva ha tolto la fiducia a Conte di fatto aprendo la strada al Governo di Mario Draghi i due non fanno altro che punzecchiarsi e sono stati al centro anche di discussioni piuttosto accese. 

Naturalmente si è parlato anche sul tema alleanze:

“Il campo largo del centrosinistra – sottolinea Conte – si è ristretto in maniera immediata. Su Renzi la sua affidabilità è nota, poi c'è Carlo Calenda con il suo partito che ha risolto il problema dicendo che con noi non ci vuole stare. Io sono stato al Governo, ho guidato due governi".

"Non è tanto importante – sottolinea l'ex premier - la grandezza del campo ma l'affidabilità delle forze politiche che sostengono il Governo.

Dice che Palazzo Chigi non gli manca perchè ha sempre saputo e avuto ben presente in testa di essere a termine. Ma ricorda le giornate con il lockown:

“I tecnici mi avevano descritto una situazione molto preoccupante. Allora non c'erano difese contro il virus, alla notte non chiudevo quasi occhio. E cercavo sempre di parlare al paese con profondo ottimismo”.

Giuseppe Conte, il Movimento 5 Stelle e la battaglia per il salario minimo

Infine nella conversazione si è parlato anche di salario minimo e qui Conte ha usato toni molto accesi.

Potrei incatenarmi anche in Parlamento sulla questione del salario minimo. In Italia c'è  un grave problema legato alla politica dei redditi. C'è una questione legata al salario minimo da risolvere".

"Dobbiamo ricorrere ad estremi rimedi, non si possono prendere in giro i cittadini. A parole si dice di volere approvare il salario minimo ma poi non c'è la volontà politica di arrivare in Parlamento con quella proposta di legge e farlo".

Conte infine parla di Ius Scholae. E fa appello al centrodestra: “Sarebbe un errore qui non portare avanti questa proposta di legge. Non si tratta di Ius Soli ma si tratta di un diritto per ragazzi che hanno frequentato un ciclo di scuole nel nostro territorio".