Guerra in Ucraina, opposizioni divise in piazza tra Roma e Milano. Scontro Calenda-Conte

Guerra in Ucraina, opposizioni divise in piazza tra Roma e Milano. Conte: ”Continuiamo ad opporci a idea che le armi sono l’unica soluzione possibile”. Calenda: ”Chi chiede la pace e chiede anche di disarmare gli ucraini, chiede la resa degli ucraini”. Le loro parole.

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Due piazze, una a Roma e una a Milano. A Roma è stata indetta una manifestazione per il cessate il fuoco in Ucraina, per un negoziato multilaterale subito e il disarmo nucleare.

La manifestazione è stata promossa dalla coalizione ‘Europe for Peace’. In piazza anche esponenti di Pd e Movimento 5 Stelle a partire dai leader Giuseppe Conte e Enrico Letta. A Milano invece si è tenuta una manifestazione di cui si è fatto promotore il Terzo Polo di Azione e Italia Viva. Ma erano presenti anche esponenti dem come Carlo Cottarelli.

Carlo Calenda, leader di Azione, ha sottolineato che ”chi chiede la pace e chiede anche di disarmare gli ucraini, chiede la resa degli ucraini”. Scontro tra Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle a Roma e Carlo Calenda leader del Terzo Polo sul tema armi a Kiev e non solo. Botta e risposta anche tra il leader del Movimento 5 Stelle e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il punto della situazione. 

Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle): "La soluzione al conflitto in Ucraina deve ripartire dal negoziato"

In serata Giuseppe Conte, a conclusione della manifestazione di Roma ha scritto sui suoi profili social: 

Questa è una voce che i governi non possono ignorare e devono ascoltare. Tantissime persone, una mobilitazione imponente che ha gridato la voglia e la necessità di PACE. 

”Donne e uomini, giovani e anziani: uniti dall’unica convinzione che la soluzione al conflitto in Ucraina deve ripartire da un negoziato.  Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte: il Movimento 5 stelle era nelle strade di Roma, al fianco dei cittadini e continuerà ad opporsi a chi si ostina a raccontarci che le armi sono l’unica soluzione possibile”.

Giuseppe Conte-Carlo Calenda: una giornata di scontri a distanza

Interpellato dai giornalisti a Roma, Giuseppe Conte ha dichiarato: 

L’altra piazza di Milano non ho capito se è per la pace e per la guerra.

Sui social Carlo Calenda, leader del Terzo Polo, ha risposto rivolto a Conte:

Capisco la confusione. Del resto hai governato con Salvini mentre innegiava a Putin, hai flirtato con Trump e firmato la via della seta con i cinesi. Allora facciamola semplice Giuseppe Conte: non esiste pace senza libertà e non esiste libertà senza resistenza all’invasore. 

Altro conflitto Conte-Calenda su un'altra dichiarazione di Conte sui social. L'ex presidente del consiglio ha scritto:

Non è il momento di restare inermi. Per questo oggi siamo in piazza al fianco di migliaia e migliaia di cittadini per dire la cosa più semplice e potente: pace.

E anche qui a breve giro di posta Calenda ha risposto a Conte:

Mi sembra invece che è proprio quello che chiedi: che gli ucraini restino inermi.

Carlo Calenda a Milano: ”Io sono con tutti quelli che manifestano per la pace tranne una categoria: quelli che manifestano per la pace e poi dicono disarmiamo l’Ucraina”

Carlo Calenda ha sottolineato che alla manifestazione a Milano "c'erano italiani di diverse estrazioni culturali e politiche per dire forte che i nostri valori di libertà si difendono con coraggio e che non possiamo abbandonare un popolo che combatte anche per noi". 

Io sono – ha detto Calenda - con tutti quelli che manifestano per la pace tranne una categoria: quelli che manifestano per la pace e poi dicono disarmiamo l’Ucraina. Chi chiede la pace e chiede anche di disarmare gli ucraini, chiede la resa degli ucraini e chi chiede la resa degli ucraini si dimentica che questo Paese, dove ci riempiamo la bocca con la parola Resistenza, è nato perché qualcuno non si è arreso.

"Non bisogna essere ipocriti - prosegue Calenda - Anche noi chiediamo la pace, ma lo puoi fare votando contemporaneamente per non mandare armi all'Ucraina? No, stai chiedendo la resa, esattamente quello che Putin vuole. È triste che è una parte della sinistra se lo sia dimenticato perché la storia della sinistra e fondata sulla difesa della libertà”.

Enrico Letta alla manifestazione di Roma: ”Marciamo in silenzio per la pace”

Enrico Letta e una rappresentanza importante del Pd ha partecipato alla manifestazione di Roma. Le sue parole alla stampa:

Sono qui perché la pace è la cosa più importante di tutte, siamo qui per dire la nostra in silenzio, marciando come credo sia giusto fare in questo momento per la pace, per l’Ucraina, perché finisca questa guerra, perché finisca l’invasione della Russia. Quando il governo avanzerà una proposta su un nuovo invio di armi a Kiev la vaglieremo e se ne parlerà. Abbiamo sempre detto che lavoreremo in continuità con quello che si è fatto, in linea con le alleanze europee e internazionali di cui facciamo parte.

Armi all'Ucraina: scontro tra Conte e il ministro della Difesa Guido Crosetto

Nel corso della giornata il leader del Movimento 5 Stelle ha anche polemizzato col ministro della Difesa Guido Crosetto che ha replicato.

Conte ha ribadito la sua "contrarietà ad un sesto invio di armi a Kiev".

E ha detto: ”Il governo non si azzardi a procedere in tal senso senza aver interpellato il Parlamento. Kiev è armata di tutto punto" e ha ribadito la "contrarietà del M5s a un ulteriore invio di armi". 

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, replicando a quanto detto dal leader M5S ha detto:

Giuseppe Conte dice che 'non mi devo azzardare' a un nuovo invio di armi senza passare dal Parlamento. Conte può stare sereno, il Ministero, non il Ministro (che non dispone delle istituzioni né delle organizzazioni, ma le rappresenta e le serve) seguirà le leggi come ha sempre fatto dalla sua istituzione in età Repubblicana. Sull’invio delle armi in Ucraina c’è sempre stato il confronto in Parlamento.