Italia libera dal Gas Russo! Draghi risolve tutto in Algeria

L’Italia è allineata al resto dell’Unione Europea sulle sanzioni nei confronti della Russia del dittatore Vladimir Putin. Fino a qualche giorno fa, però, il nodo da sciogliere rimaneva il blocco a tutte le importazioni di petrolio e gas provenienti da Mosca

Se, infatti, Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, continuava a spingere verso il blocco, altri capigruppo della maggioranza e non premevano nella direzione opposta. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ad esempio ha parlato, in riferimento al blocco del gas russo, di un vero e proprio suicidio economico per il Bel Paese.

In tutto ciò, il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, non si è mai tirato indietro sulle sanzioni alla Russia e nei giorni scorsi ha dichiarato che, costi quel che costi:

“Noi – Italia – seguiremo le decisioni che prenderà l’Unione Europea. Se ci propongono l'embargo sul gas, noi saremo ben contenti di seguire l’UE su questo strumento.” 

Per Draghi l’obiettivo è solo uno: perseguire la pace. Sulla questione economica, però, nulla è perduto, poiché l’ex Capo della Banca Centrale Europea ha iniziato proprio in questi giorni il suo viaggio in Nordafrica per mettere fine alla dipendenza russa del gas. Vediamo insieme gli ultimi aggiornamenti a riguardo. 



Draghi vola ad Algeri per liberarsi dal gas russo, le novità

Il viaggio di Draghi è iniziato proprio questo week-end, prima tappa: Algeri. Proprio nella capitale del Paese del Nord Africa, il Presidente del Consiglio dei ministri italiano deciderà le sorti della dipendenza italiana dal gas russo

Se l’accordo andrà per il meglio potremo tagliare il cordone ombelicale del gas con mamma Russia e potremo accogliere ben 9 miliardi di metri cubi di gas algerino. 

Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune e Draghi, infatti, firmeranno un accordo da 9 miliardi di metri cubi di gas che dall’Algeria arriveranno in Italia. A questo numero, poi, andranno a sommarsi altri 9-11 metri cubi in più di gas proveniente dalla Libia. 

Tale accordo porterà il gasdotto Transmedil gasdotto che attraversa tutto il Mar Mediterraneo – al pieno delle sue capacità, con un totale di 30 metri cubi di gas che arriveranno dritti sulle coste di Mazara del Vallo, in Sicilia.  

Addio alla dipendenza del gas russo: Draghi non si ferma solo all’Algeria! Le tappe

Ma il Premier Draghi non si accontenterà di una “sosta” in Algeria, poiché continuerà il suo viaggio alla ricerca di fornitori di gas, per dire addio a quello russo, anche in Mozambico, Congo e Angola

Questi tre Paesi africani, insieme al Qatar, l’Egitto e la Nigeria, oltre che l’Azerbaigian e l’Indonesia, fanno parte del più ampio piano di diversificazione dei fornitori attraverso cui il Bel Paese vuole staccarsi dalla Russia per l’importazione di gas. 

Tra i fornitori, l’Algeria è il più importante di tutti, per due differenti motivi: la quantità e il tempo. Il gas algerino che viaggerà fino all’Italia, infatti, sarà pari a 1/3 di tutto il metano russo - 29 miliardi di metri cubi - e arriverà già con il prossimo inverno, stando a quanto affermerebbe l’Eni

Draghi gli accordi per il gas dall’Algeria Eni - Sonatrach

Gli accordi che saranno presi per il gas algerino, per dire addio al gas proveniente da Mosca e “liberare” l’Italia dalla sua dipendenza, verranno seguiti dal Ministro degli Esteri Luigi di Maio e dal Ministro della Transizione Energetica Roberto Cingolani.

Ma i veri protagonisti del patto per il gas saranno l’azienda di Claudio Descalzi Eni e l’azienda di Stato algerina Sonatrach

Ad oggi vengono trasportati ogni giorno circa 60 milioni di metri cubi di gas; con l’accordo si arriverebbe a superare quota 110 milioni. 

Ma non è tutto, poiché l’accordo che verrà preso dai rispettivi Mario Draghi e Abdelmadjid Tebboune riguarderà anche delle operazioni di investimenti comuni per le energie rinnovabili. Secondo il Professor Draghi, infatti, la guerra che si sta combattendo nel cuore dell’Europa tra Russia e Ucraina, non è altro che una spinta all’accelerazione dell’Occidente per una svolta green.

Le risorse che fanno da padrone tra le nuove pianificazioni dell’Unione Europea, per minimizzare gli impatti del conflitto armato in Ucraina sull’economia e per cercare di dare un grosso colpo alle ambizioni di Putin, sono:

  • gas
  • petrolio
  • carbone

Si legge dal quotidiano La Stampa:

“Quello che sembrava impensabile fino a un mese fa è diventato un orizzonte credibile di sopravvivenza.”

Nel frattempo che si attende la definizione commerciale degli accordi con Qatar, Egitto e Mozambico entro la fine del mese corrente, il Professor Draghi rimarrà in Congo per sottoscrivere un contratto che garantirà al Bel Paese ulteriori 5 miliardi di metri cubi di gas

Draghi risolve la questione del gas russo! Si, ma è una situazione instabile

Insomma, pare proprio che l’Italia possa tirare un sospiro di sollievo per quel che concerne l’importazione di gas da Mosca. C’è però da sottolineare l’attuale situazione politica in Algeria, alquanto instabile. 

Sembra, a tal proposito, che Draghi si stia affidando a forniture di gas alquanto precarie per svariate ragioni:

  • minacce di instabilità politica

  • il pericolo di attacchi terroristici sui giacimenti

  • le fratture diplomatiche con la Spagna per la contesa del Sahara occidentale con il Marocco 

Ma il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, non è di certo uno sprovveduto qualsiasi! Da qui, infatti, la decisione di diversificare i fornitori di gas. E, a tal proposito, la recente notizia di altri 1.5 miliardi di gas che arriveranno in Italia dall’Azerbaijan tramite il gasdotto TAP e che farà aumentare il totale della fornitura di gas in Italia a 10.5 miliardi

Draghi e la scommessa sul gas liquido. La prima nave di rigassificazione nel 2023

Il Governo Draghi, però, vuole scommettere anche sul gas liquido, ma i tre rigassificatori presenti nel nostro Paese non sono sufficienti e, per far fronte a questa problematica, il Ministro per la Transizione Energetica, Roberto Cingolani, ha dichiarato di essere in dirittura di arrivo per la prima nave di rigassificazione

Stiamo chiudendo attraverso Snam: il primo semestre del 2023 la prima nave sarà operativa" per la rigassificazione. La nave la ormeggi dove c'è un tubo del gas e ce ne sono diversi in Italia, ci sono diversi punti di innesco. La nave si compra o si affitta per 400-500 milioni, dà 5 mld di metri cubi l'anno e sappiamo che quando la transizione sarà andata avanti, la nave la mandi via."

Questa nave potrà essere ormeggiata, secondo le parole di cingolani, ovunque si trovi un tubo del gas. Il posto dove questa stanzierà potrebbe essere tanto Piombino, quanto Brindisi, ma anche l’Alto Adriatico o Taranto

Ma non sono tardate ad arrivare le prime proteste dal Primo Cittadino di Piombino che minaccia di dire “NO” all’operazione se prima non verranno date garanzie sul porto, sulle acciaierie, oltre che sulle bonifiche da effettuare. Non per questo La Stampa ci ricorda che:

“L'Italia è un paese di forti resistenze locali, indifferenti anche alle conseguenze di una guerra nel cuore dell'Europa.”