Leva militare obbligatoria per ragazzi e ragazze, la proposta “formativa” di Salvini  

In vista delle elezioni del 25 settembre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha fatto una ‘nuova’ proposta per contrastare, in particolare, il fenomeno in continuo aumento delle baby gang (ma non solo): la leva militare obbligatoria per ragazzi e ragazze.

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In vista delle elezioni del 25 settembre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha fatto una ‘nuova’ proposta per contrastare, in particolare, il fenomeno in continuo aumento delle baby gang (ma non solo): la leva militare obbligatoria per ragazzi e ragazze. 

Andiamo subito a vedere di cosa si tratta, e cosa ne pensano gli altri politici. 

Leva militare obbligatoria per ragazzi e ragazze, la proposta “formativa” di Salvini  

Secondo Matteo Salvini, leader della Lega, al giorno d'oggi servirebbe un anno di leva militare obbligatoria per i nostri ragazzi e ragazze. La proposta, che ormai viene avanzata da diversi anni, avrebbe un duplice scopo: da un lato, dovrebbe contrastare il fenomeno delle baby gang, in continua espansione, dall’altro, invece, servirebbe come periodo formativo. 

Durante questo anno, infatti, i ragazzi e le ragazze – sempre secondo il leader di destra – potrebbero imparare qualcosa, come il rispetto delle regole, il pronto soccorso o la Protezione Civile. Insomma la leva militare obbligatoria di un anno servirebbe per “insegnare ai giovani che non esistono solo i diritti ma anche i doveri. Sarebbe un momento formativo.

Per ora, però, la posizione di Salvini pare non essere pienamente condivisa dai suoi alleati, ma non solo, sembra proprio che non compaia nei programmi del centrodestra. 

Leva militare obbligatoria, come la pensano gli altri politici

  • Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia non si esprimono sulla questione e non prendono posizione sulla tematica, anche se contrastano apertamente il fenomeno dilagante delle baby gang. 
  • Silvio Berlusconi e Forza Italia, invece, parlano sì della leva militare obbligatoria, ma solo per ricordare che, eliminandola, è stato “restituito ai ragazzi un anno di libertà.”

Ovviamente questo contrasto di posizioni non è passato inosservato, tanto che subito Partito Democratico e Movimento Cinquestelle hanno riportato sui canali social: “Non c’è che dire: nel centrodestra poche idee ma ben confuse” (M5S) e parlando anche di “una contraddizione profonda” (PD).

  • Secondo Luigi Di Maio non è attraverso la lega militare obbligatoria che si restituisce un futuro ai giovani,
  • mentre la vicepresidente di Azione, Giulia Pastorella, ricorda che è stato proprio il centrodestra a richiedere, nel 2004, di sospendere la naja “anche per lo scandalo della morte di Emanuele Scieri, il parà morto di nonnismo, il cui omicidio è ancora impunito.” 

Leva militare obbligatoria: potrebbe essere utile all’esercito italiano? 

Ci si è interrogati sull’utilità della leva militare obbligatoria per i giovani ragazzi e ragazze italiani. A tal proposito, è stato chiesto il parere di Antonio Nicolosi il segretario generale di Unarma, il quale ha dichiarato prontamente che “non risolverebbe i problemi del comparto difesa italiano”, ma anzi rischierebbe di “creare complicazioni organizzative nei Comandi."

Secondo Nicolosi, infatti, per risolvere tutte le problematiche legate al comparto militare occorre puntare non sulla quantità del personale, ma sulla sua qualità, intesa come competenze e preparazione. 

Il docente di Storia militare alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, il generale Paolo Capitini, non si è dimostrato favorevole all’esercito come prima soluzione per insegnare qualcosa ai giovani, poiché lo scopo dell’esercito non è quello di educare. Il generale, infatti, ha spiegato che: “Prima di arrivare all’esercito ci sono i genitori, la scuola, gli amici, la società, università e poi forse anche l’esercito.” Insomma, la leva militare obbligatoria potrebbe essere solo l’ultima soluzione ai problemi di disciplina dei giovani e delle baby gang. 

C’è chi, però, si è dimostrato totalmente in linea con la proposta avanzata da Matteo Salvini tanto da definirla “un’ottima idea”, come il generale Marco Bertolini, ex capo del Coi. Secondo il generale, un anno di leva militare obbligatoria ai ragazzi “sarebbe un momento di formazione molto importante.

Leva obbligatoria, la storia

La leva obbligatoria intesa in senso moderno è il complesso delle operazioni per la chiamata alle armi dei cittadini maschi nati in un determinato anno e considerati idonei a svolgere l’attività militare. Si tratta di un lascito del ‘700; nello specifico nel nostro Paese, la leva militare obbligatoria era stata sancita dal Regno d'Italia nel 1875.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Costituzione repubblicana (1947) ha definito la difesa della propria patria come un dovere sacro del cittadino, stabilendo il servizio militare obbligatorio nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge, come da art. 52.

Il servizio militare obbligatorio ha accompagnato la storia dell'Italia dal 1948 al 2005, non senza proteste e contrasti. L’obiezione di coscienza diventa legge nel 1972, anche se osteggiata per anni dallo stesso Stato, con una norma che istituisce il servizio civile, in sostituzione del servizio militare.

Da lì a poco inizia un nuovo dibattito: la trasformazione delle Forze Armate in senso professionale, che si protrae fino al 2004, anno in cui è stata presa la decisione di sospendere la leva militare obbligatoria, attraverso la Legge Martino.

Gli ultimi a pronunciare il giuramento per il servizio militare obbligatorio sono stati i cittadini nati nel 1985, nel 2005. Da quest’anno e fino ad oggi, nel nostro Paese i militari di leva sono stati sostituiti dai militari professionisti.