Luigi Di Maio in un'affollata conferenza stampa all'Hotel Bernini di Roma annuncia che lascia il Movimento 5 Stelle.

Dopo una serie di giornate in cui la tensione con il leader Giuseppe Conte si alzava sempre più, principalmente sulle posizioni del Movimento relative alla guerra in Ucraina, il ministro degli Esteri in serata dopo essere stato a colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha comunicato ufficialmente le sue intenzioni.

Ecco chi lo seguirà e quali saranno le prossime tappe.

Luigi Di Maio annuncia la sua uscita dal Movimento 5 Stelle partendo dalla guerra

Luigi Di Maio convoca una conferenza stampa alle 21.30 di martedì 21 giugno per fare il punto della situazione.

Di Maio parte dalla notizia di giornata con la risoluzione approvata sulle modalità di aiuto all'Ucraina.

Proprio dal discorso guerra in Ucraina parte Di Maio:

“Dovevamo scegliere da quale parte della storia stare. Di fronte ad una situazione in cui è in corso una guerra feroce di Vladimir Putin in Ucraina, i dirigenti del Movimento 5 Stelle hanno deciso di indebolire l'Italia, cercando di mettere in difficoltà il Governo per ragioni legate alla propria crisi di consenso. Cercare di mettere in difficoltà il governo per recuperare qualche punto percentuale senza nemmeno riuscirci peraltro”.

L'affondo è legato alle posizioni ripetute a più riprese da Conte in queste settimane volte ad una posizione del Movimento 5 Stelle per uno stop all'invio delle armi all'Ucraina.

Citazione di Di Maio per David Sassoli, ex presidente del Parlamento Europeo scomparso a gennaio:

“Davanti a questa guerra devastante – ha detto Di Maio - l'Europa deve essere più solidale, ce lo ricordava il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, un esempio di grande di correttezza, di senso delle istituzioni e di pacatezza che deve essere da guida per tutti noi".

Luigi Di Maio: “No alle ambiguità verso il Governo”

Luigi Di Maio sottolinea che la "guerra non è uno spettacolo mediatico".

"Dall'inizio del conflitto sono morti oltre 320 bambini per fare un solo esempio, di fronte alle atrocità di Putin non si possono mostrare incertezze. Al Senato c'è stato un voto chiaro che delinea le posizioni dell'Italia. No alle ambiguità. Siamo arrivati a un voto chiaro e netto, e dispiace che sia stato alimentato un lungo e logorante scontro per fini mediatici. La prima forza politica in Parlamento aveva il dovere di sostenere il governo senza ambiguità. Abbiamo scelto di fare un’operazione verità, partendo proprio dall’ambiguità in politica estera del M5s”.

Luigi Di Maio: “Grazie a quello che il Movimento 5 Stelle ha fatto per me”

Luigi Di Maio poi afferma:

“Grazie al Movimento 5 Stelle, per tutto quello che ha fatto per me. Io credo di avere dato tutto quello che potevo. Per me da oggi inizia una nuova strada. E' una scelta di grande sofferenza che non avrei mai pensato di fare".

"Ma dobbiamo costruire un futuro, una serie di idee che siano realizzabili. Non nascerà una forza politica di tipo personale".

"Ci sarà una forza politica che non ha spazio per odio, per sovranismi e per populismi".

"Ci mettiamo in cammino, mettiamoci in cammino “Insieme per il futuro”, il futuro di tutti coloro che vorranno condividere il nostro progetto. E saranno i benvenuti partendo dagli amministratori locali, dai sindaci che hanno avuto un ruolo importantissimo in questi anni di pandemia. Da oggi un nuovo percorso, uno non vale uno”.

Però una stoccata la dà:  "Da domani il Movimento non è più la prima forza politica in Parlamento". 

Luigi Di Maio: nel corso della giornata la raccolta delle firme

Questa la conferenza stampa tenutasi in serata. Nel corso di tutta la giornata c'era stata la raccolta delle firme per chi aderiva alla scissione Di Maio. Al momento ci sarà la formazione di un nuovo gruppo parlamentare alla Camera mentre ci sarà una nuova componente nel gruppo Misto al Senato.

Anche se come ha sottolineato Vincenzo Spadafora all'edizione speciale del Tg La7 di Enrico Mentana non si esclude la possibilità nei prossimi giorni di riuscire ad avere altre adesioni e fare il gruppo anche al Senato.

Ma chi segue Di Maio? Si parla di una sessantina di deputati e di una decina di senatori con il ministro degli Esteri, molti dei quali erano presenti all'Hotel Bernini per la conferenza stampa.

In attesa di comunicazioni ufficiali ci sarebbero Vincenzo Spadafora ex ministro dello Sport, il viceministro dell’Economia Laura Castelli, Sergio Battelli, Davide Serritella, Carla Ruocco, Simone Valente, Francesco D’Uva, Vincenzo Presutto, Antonella Campagna, Fabrizio Trentacoste, Simona Nocerino e Primo Di Nicola.

I tormenti del Movimento 5 Stelle: ecco le primissime reazioni, Renzi e Salvini

Per ora nessuna dichiarazione ufficiale da parte del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte dopo la conferenza stampa di Luigi Di Maio.

Silenzio social sul tema al momento anche da parte del segretario del Partito Democratico Enrico Letta.

Matteo Renzi è stato uno dei più accesi avversari del Movimento 5 Stelle. Sui suoi profili social scrive:

Oggi finisce la storia del Movimento 5 Stelle. E' stata una esperienza politica che noi abbiamo combattuto perchè secondo noi faceva del male al Paese. Ma adesso che il grillismo è scomparso, come avevamo previsto, basta così. Non parliamone più. Torniamo alle cose serie, torniamo alla politica”. 

Matteo Salvini leader della Lega ha scritto:

Non ci interessano le beghe interne del Movimento 5 Stelle, ci interessa che il Governo confermi gli sconti su carburanti, luce, gas e faccia il Decreto Siccità. Si è già perso troppo tempo. Perchè? Il Governo è ostaggio dei litigi?”