La Manovra in Consiglio dei Ministri: stretta sul Reddito di Cittadinanza. Ecco le misure

Consiglio dei Ministri del Governo Meloni dedicato alla Manovra di Bilancio. Cambia il Reddito di Cittadinanza. Ecco le misure principali.

Manovra di Bilancio al centro del consiglio dei ministri

La Manovra di Bilancio per il 2023 al centro del Consiglio dei ministri che si è tenuto a Palazzo Chigi nella serata di lunedì 21 novembre. Un consiglio dei ministri lungo e decisamente importante con al centro l'impostazione della Legge di Bilancio per il prossimo anno.

Per avere ufficialità sulle misure prese occorrerà attendere la mattinata di martedì 22 novembre quando alle 10 la presidente del consiglio Giorgia Meloni terrà una conferenza stampa di presentazione delle decisioni prese nel corso della riunione.

Ma intanto cerchiamo di fare il punto sulle principali misure che sono state previste in base alle indiscrezioni che sono trapelate dal consiglio dei ministri o in base alle dichiarazioni di chi vi stava entrando. Il pacchetto di misure sul tavolo del Governo sarà di 32 miliardi di euro.

Manovra 2023, Governo Meloni: previsto un aumento delle pensioni minime e nuove modalità per lasciare il lavoro

Come sempre l'elaborazione della Legge di Bilancio è frutto di compromessi e intese tra tutte le forze di maggioranza. Come ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani entrando alla riunione dovrebbe esserci quella che è diventata una battaglia di bandiera di Forza Italia ovvero un aumento delle pensioni minime che dovrebbero passare da 523 a 600 euro.

Altro tema di discussione quello del capitolo Pensioni e modalità di andare in pensione. Non è un mistero che principalmente la Lega e Matteo Salvini abbiano fatto una battaglia in campagna elettorale per il superamento delle Legge Fornero.

A quanto si è appreso per il solo 2023 si dovrebbe potere andare in pensione con quota 103. Per Quota 103 si intende la possibilità di potere andare in pensione se si hanno 41 anni di contributi all'attivo con 62 anni di età. Questa soluzione dovrebbe essere valida solo per il prossimo anno in attesa di una Riforma più organica da realizzare l'anno prossimo in vista del 2024.

Manovra 2023 Governo Meloni: profonda riformulazione del Reddito di Cittadinanza

Come noto, in campagna elettorale Giorgia Meloni non è stata tenera con il Reddito di Cittadinanza. E la misura verrà profondamente cambiata già per il 2023 con la possibilità che possa anche scomparire del tutto nel 2024 almeno per quel che riguarda le persone che ”sono in grado di lavorare”.

Il Governo guidato da Giorgia Meloni punta ad una stretta importante al Reddito di Cittadinanza da subito. Il sottosegretario per l'attuazione al programma di Governo Giovanbattista Fazzolari ha illustrato prima di entrare in riunione l'ipotesi più accreditata per il 2023.

Il Reddito di cittadinanza - ha detto Fazzolari - verrà riformato. Il 2023 sarà un anno transitorio nel quale comunque tutte le persone in difficoltà saranno tutelate, chi non è in grado di lavorare avrà piena tutela e chi è in grado di lavorare invece avrà una riduzione dei mesi di sostegno, si passerà da 12 a 8 mesi. L'intenzione dell'esecutivo poi con un maggiore tempo a disposizione è quella di rivedere l'intero sistema del Reddito di Cittadinanza nel 2024 per garantire il sostegno ai bisognosi che non possono lavorare e ottimizzare le risorse per inserire nel mondo del lavoro chi è in grado di lavorare.

In definitiva per il 2023 erogazione che dovrebbe calare da 12 a 8 mensilità per tutti i percettori occupabili.

Naturalmente sul piede di guerra è Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle che in una dichiarazione alla stampa ha fatto sapere di essere pronto a tutto "in Parlamento e in piazza per difendere la misura".

Manovra 2023 Governo Meloni: Iva, stralcio delle cartelle e Flat Tax

Tra le misure inserite dovrebbero esserci poi una riduzione al 5% dell'Iva sui prodotti per la prima infanzia e sugli assorbenti. Non sarebbe invece previsto l'azzeramento dell'Iva su prodotti di largo consumo come latte, pane e pasta come si era ipotizzato nei giorni scorsi.

La maggioranza avrebbe trovato poi l’accordo per lo stralcio delle cartelle esattoriali che non superano i mille euro. Dovrebbe esserci il via libera anche all’estensione della flat tax fino agli 85 mila euro di reddito per le partite Iva. E ci dovrebbero essere incentivi per chi assume under 35, un taglio del cuneo fiscale che andrà interamente ai lavoratori e l'aumento dell'assegno unico familiare.

Il tetto al contante dovrebbe passare dal 1 gennaio 2023 a 5000 euro.

Manovra 2023, la stragrande maggioranza delle risorse per finanziare le misure contro i rincari energetici

Naturalmente si tratta di una legge di Bilancio che prevede un pacchetto di interventi pari a 32 miliardi di euro ma di questi la grande maggioranza, 21 miliardi, verrà impiegata per finanziare le misure contri i rincari energetici. Anche qui da capire come sarà strutturato il mix di aiuti.

”La priorità - hanno spiegato diverse fonti di Governo - è affrontare l’emergenza e dare all’Unione europea e ai mercati segnali di grande serietà”.

Siamo soddisfatti, ci sono le misure chieste dalla Lega

sono le parole di Matteo Salvini.

Oggi con la conferenza alle 10 della presidente del Consiglio Giorgia Meloni si conosceranno maggiormente nel dettaglio tutte le decisioni prese durante il Consiglio dei Ministri.