In Italia la burocrazia non è sempre stata semplice e chiara, ed anche la normativa che regola l’uso delle mascherine è diventata non proprio semplice da seguire e da attuare. In alcuni casi vige l’obbligo, in altri casi, invece, vige la “raccomandazione”. 

Ma mentre l’Europa va incontro alla completa revoca dell’obbligo, in Italia non si è ancora pronti a “smascherarci”. Il governo ha deciso di attendere fino al 15 giugno, mentre in Europa non si prevederà più l’uso delle mascherine Ffp2 già dal 16 maggio.

Dal momento che in Italia ci sarà ancora per un po’ l’obbligo dell’uso delle mascherine nei mezzi a lunga percorrenza, come gli aerei, mentre nel resto dell’Europa non ci sarà, come dovranno comportarsi i passeggeri?

A comunicare la revoca dell’obbligo è stata l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, l’Aesa, e il Centro europeo per il controllo delle malattie, l’Ecdc, e come sempre le regole non saranno proprio semplici da seguire. Anche in questo caso, prevarrà il buon senso di ognuno di noi.

Tuttavia, molti medici italiani sembrano essere d’accordo con il mantenimento dell’obbligo sull’uso delle mascherine anche nei mezzi a lunga percorrenza. A dirlo è proprio il dottor Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova.

Attraverso il suo profilo Twitter l’infettivologo sta continuando la sua personale battaglia di informazione a favore dei vaccini e contro l’uso “patologico” delle mascherine, e proprio qui non si risparmia e lancia una frecciatina al ministro della Salute Speranza:

La realtà è che se fosse stato per Speranza avremmo tenuto le mascherine al chiuso anche a giugno. La scelta della raccomandazione è in linea con il resto dell'Europa. Se dovessi dare un voto al governo?

Una sufficienza risicata complessiva ma sulla scuola si prende un 4. – poi continua dicendo – Ai ragazzi si sarebbe potuto lasciare questo mese e mezzo senza mascherina in classe. È una ipocrisia italica, mentre per i trasporti pubblici, ospedali e Rsa è condivisibile che rimanga il dispositivo.

L’opinione medica dell’infettivologo Bassetti potrà essere condivisibile o meno, ma su una cosa ha perfettamente ragione. Molti italiani hanno difficoltà ad abbandonare la mascherina. Molti continuano ad usarla anche nei luoghi dove non è necessario utilizzarla, come ad esempio nei luoghi all’aperto e nei luoghi al chiuso dove non è raccomandato indossarla.

Inoltre, dall’inizio della pandemia molte persone hanno perso l’abitudine degli abbracci e dei saluti, per paura di un contatto o di un contagio. Proprio in queste occasioni la mascherina continua ad essere usata più come mezzo per nascondere le proprie insicurezze, che come dispositivo di protezione.

Ad ogni modo, in Italia la via dello smascheramento è lenta e graduale. Come ha anche anticipato il ministro alla salute Speranza, dovremmo aspettare ancora un po’ prima di eliminare del tutto la mascherina anche sugli aerei, in particolare fino al 15 giugno.

Ma nel frattempo, come dovremmo comportarci? Molti sarebbero portati a pensare che fino a quando sussisterà il suddetto obbligo saremmo costretti ad indossare la mascherina sugli aerei. Invece no. Ecco dove e come indossare le mascherine in aereo.

Come e dove indossare le mascherine in aereo

Come abbiamo già detto in apertura, in Italia, almeno fino al 16 giugno, dovremmo tutti indossare la mascherina sui mezzi a lunga percorrenza, ossia gli aerei. Il ministro della salute Speranza non ha fornito altri via libera anticipati. 

Tuttavia, in tutto il resto dell’Europa si è deciso l’eliminazione dell’obbligo di mascherine in aereo già dal 16 maggio.

Quindi, mentre in Italia si rinvia, nei paesi europei ed extraeuropei come Francia, Usa, Repubblica Ceca, Danimarca, Ungheria, Grecia, Islanda, Norvegia, Irlanda, Polonia, Romania, Svezia e Slovenia non sarà più obbligatorio indossare la mascherina in aereo.

Tuttavia, per gli italiani la raccomandazione è quella di seguire le indicazioni della propria compagnia aerea. Questo significa che anche se in Italia l’obbligo continuerà ad esserci, se per la compagnia aerea il suddetto obbligo non sussisterà, i passeggeri italiani saranno solo raccomandati ad indossarla, ma non obbligati.

Ad ogni modo, la revoca dell’obbligo non significa “via, libera tutti”. Anzi. La mascherina rimane ancora il mezzo più adeguato contro il contagio, come ha anche puntualizzato l’Ecdc e l’Aesa nelle loro linee guida pubblicate ieri:

le mascherine continuano ad essere una delle migliori difese contro la trasmissione del Covid-19

In sostanza, sempre secondo le linee guida, le mascherine rimarranno fortemente raccomandate, soprattutto per i “viaggiatori vulnerabili” e per i passeggeri che starnutiscono o tossiscono. 

Successivamente, il direttore dell’Aesa ha anche rincordato che queste linee guida appartengono solamente ad una prima fase che al momento è di “rodaggio” e ricorda a tutti i passeggeri e ai membri dell’equipaggio di usare prudenza:

"Tra molti passeggeri e membri dell’equipaggio c'è un forte desiderio di viaggiare senza, ma siamo solo all'inizio del processo.

I viaggiatori dovrebbero continuare a rispettare le regole della loro compagnia aerea. E laddove le misure preventive fossero facoltative, prendere decisioni responsabili, rispettando le scelte degli altri passeggeri”

Cosa cambia dal 16 maggio per il trasporto aereo

Insomma, dopo il 16 maggio le regole sull’uso della mascherina cambieranno e prevarrà sicuramente il buon senso di ognuno di noi. La raccomandazione è, dunque, di seguire le indicazioni della compagnia aerea con la quale si viaggerà. 

In particolare, secondo le linee guida pubblicate dall’Aesa e dall’Ecdc, "i voli da o verso una destinazione in cui è ancora richiesto l'uso della mascherina sui mezzi di trasporto pubblico dovrebbero continuare a incoraggiare l'impiego del dispositivo, secondo le raccomandazioni"

Molta attenzione, dunque, alle regole imposte dalla compagnia aerea. Ricordiamo, infatti, che se non si dovesse seguire la normativa, il passeggero potrebbe andare incontro a delle multe. 

Per quanto riguarda, invece, i passeggeri vulnerabili, questi "dovrebbero continuare a indossare una mascherina indipendentemente dalle regole, idealmente di tipo Ffp2/N95/Kn95, che offre un livello di protezione superiore rispetto a una mascherina chirurgica standard".

Inoltre, sempre secondo le linee guida dell’Aesa e dell’Ecdc, “I passeggeri sono incoraggiati a osservare le misure di distanziamento nelle aree interne, anche in aeroporto, ove possibile.

Ma anche riguardo sono state fatte delle modifiche alla normativa, che si dimostra ancora una volta molto difficile da seguire, soprattutto per gli operatori della security. Ad esempio, l’Aesa suggerisce:

"evitare di imporre regole di distanziamento se queste molto probabilmente produrranno un 'collo di bottiglia' in un'altra zona, ossia in uno degli step successivi del movimento dei passeggeri, soprattutto se requisiti di distanza non sono richiesti a livello nazionale o regionale in altri contesti simili"

Inoltre, alle compagnie si richiede di “mantenere i loro sistemi di raccolta dati in standby in modo da poter mettere queste informazioni a disposizione delle autorità sanitarie pubbliche se necessario, ad esempio nel caso compaia una Voc (variante preoccupante).”

Ma, come molti addetti ai lavori ricordano, osservare il tracciamento del covid è ormai diventato impossibile.

Poi concludono - “Il personale aeroportuale, i membri dell'equipaggio e i passeggeri devono essere vigili e seguire le raccomandazioni e i requisiti delle autorità nazionali dello Stato o della regione in cui si trovano"