Nas, blitz agli stabilimenti balneari: condizioni igieniche scarse per 31% delle strutture

Nuovi controlli da parte dei Nas, con blitz negli stabilimenti balneari di tutta Italia. La situazione amministrativa e igienica è critica: ecco cosa è emerso.

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Nuovo blitz dei Nas agli stabilimenti balneari di tutta Italia, e la fotografia che è emersa mediante le indagini è davvero preoccupante.

Praticamente su tutta la Penisola, la situazione di lidi, stabilimenti e villaggi turistici è disastrosa. Moltissime strutture sono state sorprese in esercizio senza le dovute autorizzazioni. In altre, e stiamo parlando di numeri davvero enormi, oltre alle irregolarità amministrative, i Nas hanno riscontrato pessime condizioni igieniche.

Con la conseguenza che, a seguito del blitz, sono stati moltissimi gli stabilimenti e i villaggi turistici costretti a mettere il lucchetto ai propri cancelli.

Ecco, nel dettaglio, i tragici risultati emersi mediante le indagini che i Nas hanno compiuto sugli stabilimenti balneari sparsi per l’Italia.

Nas, blitz agli stabilimenti balneari: condizioni igieniche scarse per 31% delle strutture

Il blitz dei Nas agli stabilimenti balneari parla chiaro: nel nostro Paese, sono troppe le strutture balneari non in regola.

Nel dettaglio, è emerso che, su 883 verifiche effettuate sull’intero territorio nazionale, almeno il 31% degli stabilimenti balneari oggetto di blitz da parte dei Nas presentava delle irregolarità. In alcuni casi, le irregolarità rilevate erano di tipo amministrativo: come vedremo a breve, molti stabilimenti sono stati beccati in esercizio senza le dovute autorizzazioni.

Quel che però preoccupa, dato che potrebbe incidere negativamente sulla salute dei villeggianti, è che in moltissimi casi sono state riscontrate delle anomalie igienico-sanitarie.

Sono in totale 257, tra stabilimenti e villaggi turistici, le strutture italiane che non sono risultate a norma, e le motivazioni sono differenti.

In alcuni casi, l’attività era totalmente abusiva. In altri, purtroppo, i Nas hanno scoperto che alimenti serviti in struttura erano in pessime condizioni igieniche, scaduti o di dubbia provenienza.

Stabilimenti balneari: 20 strutture chiuse dopo il blitz dei Nas

Delle 257 strutture non a norma, sono state ben venti quelle che i Nas hanno deciso i far chiudere dopo il blitz. E, tra le venti strutture chiuse, in otto casi si è trattato di una chiusura per irregolarità amministrative: lo stabilimento operava cioè utilizzando strutture abusive e senza le dovute autorizzazioni da parte dell’amministrazione del luogo.

Nei restanti casi, la chiusura degli stabilimenti balneari da parte dei Nas è scattata per le già citate condizioni igienico-sanitarie pessime.

Le perdite stimate sono davvero da capogiro: si parla di un valore che supera i 4 milioni di euro. Anche l’entità di sanzioni e multe emesse nei confronti dei gestori è abbastanza ingente. L’Arma dei Carabinieri ha infatti emesso sanzioni per 290.000 euro, per un totale di ben 415 multe, su tutto il territorio italiano.

 

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Niente sanificazione e scarafaggi nelle cucine

Il blitz dei Nas agli stabilimenti balneari su tutta Italia ha messo in evidenza una situazione particolarmente critica nelle cucine delle strutture.

Oltre a spazi inadeguati e ristretti, che non ne garantivano il corretto funzionamento in termini di sicurezza dei dipendenti, a preoccupare maggiormente sono state le condizioni igieniche al loro interno.

Moltissime le merci scadute, e nonostante questo utilizzate nelle preparazioni da servire ai clienti. Almeno due le tonnellate di cibo sequestrate, che rischiavano di essere servite nonostante la mancanza di idoneità igienica.

E non sono mancati gli stabilimenti balneari che, durante i blitz dei Nas, hanno rivelato tristi sorprese: una struttura nei pressi di Livorno, ad esempio, presentava blatte nelle dispense e sul pavimento della cucina.

E ancora, a Catania è stato sequestrato olio rancido e di dubbia provenienza, insieme a carni malamente conservate.

La mancanza di igiene non è comunque stata riscontrata soltanto nei locali delle cucine: anche bagni e spogliatoi, in molti casi, sono stati trovati in condizioni sanitarie e igieniche insufficienti.

Oltre all’igiene, poi, manca anche la sicurezza: eclatante la situazione di uno stabilimento a Reggio Calabria, che di notte veniva trasformato in discoteca, senza le autorizzazioni e senza il minimo rispetto per la sicurezza.

 

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