Niger, che succede e perché c'è lo "zampino" di Russia e Europa

Il colpo di stato in Niger fa emergere più di una criticità a livello geopolitico, e non solo in Africa. Ecco cosa sta succcedendo.

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Gli ultimi giorni hanno visto un nuovo colpo di stato in Africa, dopo il tentativo avvenuto in Sudan pochi mesi fa e degenerato in un conflitto armato.

Questa volta il paese coinvolto è il Niger, centro strategico per diversi motivi, e che sembrerebbe fortemente interessato a passare sotto l'influenza russa.

Vediamo allora nel dettaglio che succede in Niger, e che cosa dice questo conflitto della nuova fase geopolitica che si sta aprendo.

Niger, che succede e perché è coinvolta la Wagner

Spiegare che succede in Niger non è certamente un'operazione semplice, dato che richiede analisi e riflessioni che tocchino diversi aspetti.

Ciò che succede in Niger, infatti, è il risultato di un lungo processo, che parte dalla decolonizzazione francese degli anni Sessanta, passa per un lungo periodo di elezioni non democratiche, e soprattutto è frutto della condizione economica e sociale del paese.

Impossibile, infatti, spiegare ciò che succede in Niger senza tenere conto di alcuni dati: il Niger è fra i paesi più poveri del mondo, nonostante il 7% delle riserve mondiali di uranio si trovi nel suo territorio.

Nel 2021, con elezioni democratiche, è stato eletto alla presidenza Mohamed Bazoum, considerato da molti come il leader più filo occidentale che il paese abbia mai avuto (si ricordano gli incontri con i capi di stato europei, tra cui Mattarella).

Ora, il golpe ha portato all'insediamento del generale Tchiani, sostenitore di una linea filo russa, nella speranza che possa garantire al paese maggiori risorse, un taglio alla corruzione dilagante e una maggiore stabilità (il Niger è una sorta di cuscinetto contro i fussi migratori verso il Mediterraneo e contro i gruppi di fondamentalisti della regione).

Anche Evgeny Prigozhin, capo della Wagner, ha espresso il suo supporto al golpe, prospettando l'invio di un migliaio di mercenari russi a sostegno del colpo di stato.

Nel frattempo, non si sono fatte attendere anche le prime reazioni a livello internazionale, anche in Italia, da parte del governo.

Il sentimento anti francese

Una delle componenti più evidenti di questa rivolta è poi la componente anti francese, che si è manifestata nell'attacco all'ambasciata francese, con tanto di rimozione delle insegne.

Il giornalista Ibrahim Manzo Diallo, da Niamay, ha dichiarato al Corriere della sera:

La partecipazione è stata trasversale, c'era gente di tutti i tipi, il sentimento anti francese è radicato qui, esiste da sempre, ora però è amplificato e cavalcato dalla propaganda russa.

L'Eliseo ha già bloccato gli aiuti al Niger, e ha imposto un ultimatum di una settimana, che forse potrebbe trarre vantaggio dalla mediazione del predecessere del presidente deposto, Issoufou, così come dal presidente del Ciad e della Comunità Economica degli Stati dell'Africa occidentale.

Le implicazioni geopolitiche

Il colpo di stato in Niger filo russo è critico per l'Europa per diversi motivi:

  • Segnerebbe il controllo russo di una considerevole fetta d'Africa;

  • Porterebbe alla Russia una significativa quantità di uranio;

  • Priverebbe l'Europa di un alleato in una regione strategica.

Tuttavia, come evidenza al Corriere Charles Kupchan, ex consigliere di Barak Obama e docente di relazioni internazionali alla Georgetown University di Washington, la situazione è ancora più delicata.

Proprio il conflitto in Ucraina ha dimostrato come gran parte del Sud globale non si sia schierato con gli Stati Uniti e i suoi alleati. La maggior parte dei Paesi dll'America Latina, del Sud Est asiatico e dell'Africa sono rimasti, come minimo, alla finistra. [...] Come se l'occidente avesse perso capacità di attrazione nei confronti di questi mondi. Tutto ciò mentre la Cina sta diventando sempre più competitiva in questo immenso territorio. Non va sottovalutata neanche l'influenza della Russia, come dimostra il recente vertice di San Pietroburgo fra Putin e i diversi leader africani.

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