Un obbligo legale graduale di installare pannelli solari su nuovi edifici pubblici e commerciali e nuovi edifici residenziali. È questa una delle tante proposte della Commissione europea  nell'ambito del pacchetto di iniziative RePowerEu.

Si prevede obbligo di copertura solare per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029.

Il 2030 dovrebbe essere l'anno che pone il fotovoltaico in bella evidenza sugli edifici europei.

La Commissione Europeain questi difficili tempi in cui l'Unione cerca ogni possibile situazione per cercare di ridurre la propria dipendenza dal punto di vista dell'energia dalla Russia - ha presentato un ampio pacchetto di iniziative rivolte a ridurre questa dipendenza.

Una situazione che possa portare ad un risparmio energetico ad una diversificazione nell'approvvigionamento e a una transizione verde fortemente accelerata. Vediamo quali saranno i cambiamenti più importanti che vorrebbe introdurre l'Unione Europea.

Per affrontare la crisi legata alla guerra e climatica, Bruxelles propone di fatto di trasformare il sistema energetico europeo. 

Obbligo di pannelli solari su tutti gli edifici dal 2030: si punta sul fotovoltaico

Ovviamente il progetto dell'Unione Europea è quello di aumentare in maniera sensibile la quota di energia elettrica che viene prodotta da fonti rinnovabili. Oggi questa quota è circa intorno al 22%. Si cerca di portare ad innalzamento questa quota tra il 40 e il 45% entro il 2030.

Come fare per centrare questo obiettivo?

Un punto basilare per l'Unione Europea è quello di arrivare a installazioni di pannelli  fotovoltaici su larga scala. Si vorrebbe arrivare ad un obiettivo di 600 gigawatt dai pannelli solari entro il 2030.

Per facilitare le autorizazioni e il via agli impianti la Commissione Europea arriverà a effettuare una selezione - di concerto ovviamente con i paesi membri - di aree geografiche particolari che verranno destinate all'eolico e al fotovoltaico. 

Obbligo di Pannelli solari obbligatori a partire dal 2030 negli edifici residenziali

Ma non è tutto perchè accanto al fatto che verranno indicate queste aree, la Commissione europea ha avanzato una proposta, che di certo ha già scatenato grande dibattito e continuerà a crearne anche nelle prossime settimane. Ovvero quella di stabilire un obbligo di avere i pannelli solari fotovoltaici. 

L'esecutivo di Bruxelles sta studiando un'ipotesi di obbligatorietà di avere i pannelli fotovoltaici già dal 2026 per gli edifici pubblici e per gli edifici commerciali che sono al di sopra di una certa metratura. Ma non è tutto perchè il disegno sarbebe che dal 2030 in avanti i pannelli fotovoltaici diventerebbero obbligatori per tutti gli edifici anche quelli residenziali. 

"Un piano ambizioso ma realistico", ha commentato la presidente Ursula von der Leyen. Si arriverebbe quindi all'obbligo legale graduale di “installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici e commerciali entro il 2025 e nuovi edifici residenziali entro il 2029”.

Commissione Europea: occorre trasformare il sistema energetico europeo

La guerra in Ucraina ha messo l'Europa anche davanti a situazioni inedite. A situazioni che hanno portato a pensare a come ci si può comportare diversamente dal punto di vista energetico. Per cercare di capire come sia possibile azzerare o quanto meno ridurre sensibilmente la dipendenza europea dalla Russia.

Ad esempio in questo disegno di cambiamento strategico dal punto di vista dell'energia, la Comunità Europa è intenzionata ad aumentare la produzione di biometano per cercare di arrivare ai 35 miliardi di metri cubi per il 2030, anno che è stato individuato come il termine di breve-medio periodo nel quale avere a regime questo cambiamento.

Nel pacchetto di proposte presentato dalla Commissione Europea, la strategia che è stata definita REPowerEU ha tre pilastri: quello della diversificazione dell'approvvigionamento di energia, una accelerazione ben decisa verso la transizione verde e un risparmio energetico non indifferente.

Ue, obbligo di pannelli solari nel 2030 e cambiamento di strategie: gli investimenti

E' chiaro ed evidente che per arrivare a una trasformazione così decisa e importante del sistema energetico europeo e per limitare la dipendenza energetica ad esempio dalla Russia occorrono investimenti ed impegni economici di un certo rilievo.

Pare che la Commissione Europea, come racconta Il Sole 24 Ore, sia disponibile in un progetto di questo tipo a effetuare un investimento per un cifra totale di circa 210 miliardi di euro.

Un impegno notevole che verrà inserito in diversi capitoli di spesa europei ma anche ogni paese europeo dovrà inserire un capitolo di spesa in questo ambito per avere questa situazione di rilancio.

Obbligo di pannelli solari nel 2030 ma non solo: al lavoro anche sull'idrogeno

Di certo il fotovoltaico e la possibilità di sfruttare al meglio l'energia solare è uno degli aspetti più importanti di questo progetto di “ripensamento” energetico del vecchio continente.

Ma non è tutto perchè come ha spiegato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in un incontro a  Varsavia, nel nuovo piano REPowerEU, si è deciso di raddoppiare l'obiettivo per il 2030 e di produrre ogni anno 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile nell’Unione europea.

“Inoltre – ha spiegato - importeremo altri 10 milioni di tonnellate dall’estero. In questo modo,  potremo sostituire fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo importato”.

Von der Leyen ha inoltre annunciato un pacchetto di misure regolamentari con il quale l'Unione Europea intende promuovere la produzione di idrogeno verde.

Oltre a 9,3 miliardi di euro di finanziamenti provenienti dal NextGenerationEU, daremo priorità a nuove iniziative, anche sostenute con aiuti di Stato. Entro l’estate vogliamo approvare progetti di interesse comune dedicati all’idrogeno con i quali promuovere investimenti industriali per 50 miliardi di euro”, sono state le parole di von der Leyen. 

Unione Europea: un impegno anche ad aumentare le spese per rafforzare la difesa dei paesi

La Commissione Europea ha anche presentato nuove proposte per rafforzare l’industria della difesa. Oltre a voler coordinare l’aumento delle spese militari a livello nazionale, Bruxelles vuole sostenere gli acquisti congiunti di materiale militare, organizzando appalti comuni e utilizzando per la prima volta anche denaro comunitario.

L’obiettivo è di aiutare i Paesi a rafforzare la propria difesa e a sostenere i produttori europei.

Unione Europea: occorre uno sforzo per cambiare stili di vita consolidati

Occorre per certi aspetti anche cambiare stili di vita consolidati in tanti paesi europei: ad esempio cercare di fare tutto il possibile per ridurre la domanda di gas e petrolio.

Anche un 5% della domanda attuale in calo potrebbe essere importante e fare la differenza.

Naturalmente nell'ottica del risparmo energetico e di una migliore gestione delle risorse l'Unione Europea avvierà campagne di comunicazione ad hoc e anche gli stati saranno incentivati a effettuare campagne di comunicazione specifiche per le famiglie e per le attività commerciali e per le industrie. 

La Commissione valuterà lo sviluppo di un "meccanismo di acquisto congiunto" che negozierà e contrarrà gli acquisti di gas per conto degli Stati membri partecipanti.

Il piano mira anche a raddoppiare il tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l'energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento. 

Il RepowerEU include anche una serie di azioni per ridurre il consumo di combustibili fossili nell'industria e nei trasporti.