Fino al 15 di giugno resterà in vigore l’obbligo vaccinale per gli over 50, ma secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute, sta per arrivare una seconda tranche di multe rivolte ai non vaccinati. Fino ad oggi l’Agenzia delle Entrate ha inviato 600 mila multe. A queste, se ne aggiungeranno altre 600 mila, per un totale di 1 milione e 200 mila multe inviate ai no vax.

Hanno causato non pochi disagi le multe inviate dal Ministero della Salute ai non vaccinati. Il provvedimento del Governo, per molti non vaccinati è stato considerato ingiusto e molti di loro hanno proceduto ad inviare le contestazioni, mentre altri, molto semplicemente, hanno deciso di ignorarle.

Al momento, l’obbligo vaccinale è previsto per gli over 50, per gli insegnanti, per il personale scolastico e le forze dell’ordine, e chi non dovesse vaccinarsi incorrerebbe in una sanzione una tantum di 100 euro. Una somma, tutto sommato, simbolica volta a punire il “trasgressore” senza danneggiarlo veramente da un punto di vista economico.

Tuttavia, le multe sembrano essere arrivate non solo ai non vaccinati, ma anche ad alcuni vaccinati che hanno dovuto provare di aver effettuato il vaccino. Il Ministero della Salute ha contato circa 85 mila multe contestate che dovranno essere esaminate dall’Asl di competenza.

Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, dal momento in cui si invia una contestazione, si ha circa dieci giorni di tempo per produrre la documentazione comprovante la vaccinazione. I suddetti documenti andranno poi inviati all’azienda sanitaria e comunicati poi anche all’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Un procedimento abbastanza macchinoso, soprattutto per chi ha effettuato il vaccino e, nonostante ciò, si trova nella posizione di dover fornire le prove. Se le prove non dovessero essere fornite, allora non ci sarebbe altra soluzione che pagare la multa.

Ma come mai le multe vengono inviate anche ai vaccinati? Secondo la Repubblica, “può succedere che le segnalazioni errate partano da chi ha fatto il vaccino all’estero, oppure da chi possiede un’esenzione cartacea che non è stata registrata.

Inoltre, piò anche accadere che i soggetti, dopo aver effettuato un tampone risultante positivo, questo non venga poi registrato dall’Asl di competenza. Ma come può succedere?

Se l’azienda sanitaria non registra correttamente i dati del paziente, il Ministero della salute, che controlla i dati presenti nel sistema legato alla tessera sanitaria, provvede ad inviare il provvedimento.

Questo, però, non è una multa ma un invito a provare che si è in regola con le vaccinazioni o che sono state spostate per motivi particolari. Come scrive https://tg24.sky.it/, in particolare,

Sarebbero circa 1,7 milioni gli over 50 che non hanno eseguito la vaccinazione ma il dato di coloro che rischiano la sanzione, considerando che la legge chiede di verificare la situazione al primo febbraio, potrebbe essere anche più alto.”

Medici contro obbligo vaccinale

Non tutti, però, sono favorevoli al mantenimento dell’obbligo vaccinale per over 50, soprattutto dopo le ultime manifestazioni organizzate alla Camera dei deputati dai Parlamentari di Alternativa. Questi, hanno presentato uno studio di due medici no pass, Marco Cosentino e Alberto Donzelli, nel quale si dichiarava l’inefficacia dei vaccini anti Covid soprattutto nei bambini.

L’incontro è stato organizzato a palazzo Valdina, alla Camera dei deputati, e proprio in questa sede non sono mancate critiche e commenti negativi nei confronti dei provvedimenti per la gestione dell’emergenza sanitaria, come le restrizioni anti Covid, il Green Pass e i vaccini.

Il convegno, in sostanza, è stato organizzato con un solo obiettivo, ossia smontare le convinzioni sui vaccini e sul Green Pass. Durante il discorso di apertura, il deputato Francesco Sapia ha esordito in questo modo:

"Le infezioni e le reinfezioni degli ultimi mesi la dicono lunga sulla garanzia offerta dai vaccini”

All’evento, intitolato “Vaccinazioni nella prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, ai guariti e ai bambini: che cosa dicono oggi le prove scientifiche?”, hanno partecipato numerosi medici conosciuti già dalla comunità no vax e no pass, come Marco Cosentino, professore ordinario di Farmacologia all’Università degli Studi dell’Insubria, Alberto Donzelli, specialista di Igiene e Medicina Preventiva e Scienza dell’Alimentazione e membro del Consiglio Superiore di Sanità, e Eugenio Serravalle, specialista in Pediatria, Presidente dell’Associazione Studi Scientifici e Informazioni sulla Salute.

"I vaccini sono tra i medicinali utilizzati con meno evidenze cliniche" - ha sostenuto Cosentino - "Le evidenze sono molto poche, i vaccini utilizzati in Ue sono stati autorizzati a suo tempo sulla base di singoli piccoli studi randomizzati controllati"

Il professor Cosentino ha poi continuato citando anche uno studio pubblicato su Lancet, una delle riviste scientifiche più conosciute, dicendo: 

"Le elevatissime percentuali di protezione dei vaccini, intorno al 90-95%, che ci vengono presentate, sono solo una delle maniere per esprimere l'efficacia vaccinale. Ma mostrano solo una riduzione relativa del rischio. 

Ma c'è anche la riduzione assoluta del rischio, e se valutiamo tutti questi prodotti, scopriamo che la riduzione assoluta del rischio di contrarre un Covid di qualunque gravità, per uno qualunque dei prodotti che abbiamo a disposizione, è intorno all'1%"

"La somministrazione del vaccino nei bambini è inutile"

Nel corso del convegno, inoltre, i medici continuano a sostenere l’inutilità e l’inefficacia dei vaccini anti Covid, soprattutto quando vengono somministrati nei bambini. Secondo i medici, infatti, “La capacità dei vaccini di prevenire l'infezione era buona con le precedenti varianti, prima della Omicron. Poi è divenuta mediocre, e a medio termine può diventare negativa

Inoltre, - spiega Donzelli - "l'infezione nei bambini colpisce più i vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questo non è stato ancora recepito ma i dati lo dimostrano: bambini tra i 5 e gli 11 anni, completamente vaccinati vanno incontro a una rapida perdita di protezione e all'aumento di infezioni

Poi, sempre Donzelli, ha criticato chi spinge i guariti e gli asintomatici che hanno superato l’infezione a fare una dose aggiuntiva completamente inutile, oltre che dannosa:

“Due enormi studi internazionali, uno svedese e uno israeliano, mostrano che l'effetto di protezione da una singola nuova infezione richiede, secondo gli svedesi, 1534 dosi aggiuntive di vaccino; per gli israeliani ne servono 2000”

Per quanto riguarda, poi, la somministrazione nei bambini, le critiche di Donzelli diventano ancora più aspre. Secondo uno studio, dice Donzelli, pubblicato su una rivista scientifica, i vaccini somministrati nei bambini provocherebbe "una riduzione dell'efficacia vaccinale del 40% rispetto ai non vaccinati dopo un mese e mezzo dal ciclo di base".

A questo punto, interviene anche il pediatra Serravalle, concordando sulla scelta di procedere lentamente con la somministrazione dei vaccini, dicendo che non ci sarebbe alcuna "fretta di vaccinare i bambini", perché non ci sarebbe "alcuna emergenza Covid" per i più piccoli. Si tratterrebbe solamente di “opinioni per alimentare il catastrofismo”. 

E poi aggiunge: "Faccio il pediatra da 42 anni e posso dire che molto spesso i bambini dopo un'infezione virale anche banale presentano sintomi molto più fastidiosi di quelli provocati dal Covid”.