Patrick Zaki rifiuta il rientro in Italia con il volo di Stato: ecco perché

Fa discutere la questione del ritorno in Italia di Patrick Zaki: ecco perché il volo di Stato è stato rifiutato.

Lo studente e attivista Patrick Zaki

Tiene inevitabilmente caso in queste ore il caso Patrick Zaki. Dopo oltre tre anni lo studente è riuscito grazie anche alla mediazione dell'Italia ad ottenere la grazia presidenziale in Egitto ed è pronto ora a fare finalmente ritorno nel nostro Paese riprendendo così in mano la propria vita. Lo studente dell'Università di Bologna ha però deciso a sorpresa di rifiutare il volo di Stato predisposto per il suo rientro rimandando in questo modo il tanto atteso ritorno.

Perché Patrick Zaki ha rifiutato il volo di Stato

Patrick Zaki ha finalmente ottenuto la scarcerazione in Egitto in seguito alla grazia presidenziale. Una vita messa in pausa per oltre tre anni è ora pronta a ripartire: Zaki, studente e attivista, rientrerà presto in Italia per poi successivamente sposare la propria attuale fidanzata al Cairo. Ciò che sembrava una pura e semplice formalità, ovvero la questione relativa al rientro nella nostra penisola, si è però trasformata nel corso delle ultime ore in un vero e proprio caso politico.

In un primo momento, Patrick Zaki sarebbe dovuto tornare in Italia nella giornata di venerdì, ma successivamente il viaggio è stato spostato a questo sabato 22 luglio. Il diretto interessato, a sorpresa, ha però annunciato la sua decisione: il volo di Stato che era stato programmato per questa giornata è stato infatti rifiutato, con lo stesso Zaki che aveva deciso di prenotare un volo di linea per Milano per dirigersi poi in auto a Bologna.

Per il rientro nella città di Bologna, che ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria, Zaki dovrà in ogni caso aspettare ancora un po' a causa di problemi con i propri documenti di viaggio. Questa la sua comunicazione tramite i social:

C'è un leggero cambiamento nei piani poiché è venuto alla nostra attenzione che i documenti ufficiali per revocare il divieto di viaggio saranno finalizzati domenica a mezzogiorno. Stai tranquilla Bologna, arriverò tra un paio di giorni.

Quello che è sicuro è che il ricercatore egiziano ha detto di no al volo di Stato previsto dal Cairo a Ciampino preparato appositamente da Palazzo Chigi: ciò con molta probabilità allo scopo di evitare di dover incontrare o di dover farsi assistere dalle autorità italiane. Come prevedibile, tale presa di posizione avrebbe provocato forti malumori all'interno degli ambienti del governo e del centrodestra.

Il rifiuto del volo di Stato da parte di Patrick Zaki: le reazioni dal mondo della politica

La decisione da parte di Patrick Zaki di rifiutare il volo di Stato dopo la scarcerazione in Egitto ottenuta grazie alla mediazione italiana ha irritato non poco i vertici di governo. Tra le prime reazioni in merito ecco quella, piuttosto piccata, del Ministro degli Esteri Antonio Tajani:

A noi interessava liberare Zaki e abbiamo lavorato in questo senso. Poi come vorrà tornare in Italia tornerà. Gli erano state offerte delle possibilità, non degli obblighi. La scelta è sua.

Più dura ed esplicita la reazione da parte del Ministro della Difesa Guido Crosetto:

Si tratta di una scelta personale. Ci ha anche fatto risparmiare dei soldi, quindi va bene così.

Tra le diverse voci che si sono espresse sulla vicenda ci sono state però in queste ore anche quelle di chi ha deciso di schierarsi a favore di Patrick Zaki. Un esempio di ciò sono le dichiarazioni rilasciate dal portavoce di Amnesty Italia Riccardo Noury:

Decidere di viaggiare su un volo di linea non è un gesto di opposizione politica ma di indipendenza. La reputazione dei difensori dei diritti umani si basa sulla loro indipendenza dai governi. Ringraziano e apprezzano quando si fanno delle cose per loro, e infatti Patrick ha ripetutamente ringraziato sia il governo che l'ambasciata.

La detenzione in Egitto di Patrick Zaki

La detenzione di Patrick Zaki in Egitto aveva avuto inizio nel febbraio del 2020. Motivo della decisione presa dal governo egiziano la presunta diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese, con le autorità che si erano concentrate in particolare su un articolo scritto dall'attivista nel 2019 dal titolo di Il calvario dei cristiani copti in Egitto.

Nel corso di questi tre lunghissimi anni, lo studente iscritto all'Università di Bologna in Letterature moderne comparate è andato incontro ad un'infinita serie di udienze e di rinvii della pronuncia da parte della giustizia egiziana: dopo la scarcerazione senza però l'assoluzione dalle accuse nel dicembre del 2021, Patrick Zaki è stato condannato all'undicesima udienza lo scorso martedì 18 luglio.

Condannato in via definitiva dalle autorità egiziane a tre anni di carcere, nella giornata del 19 luglio Zaki ha ricevuto la grazia del presidente egiziano al-Sisi venendo poi rilasciato giovedì 20 luglio. La fine, per lo studente e attivista, di un incubo durato più di tre anni.