Riforma in senso presidenzialista dello Stato che va ko alla Camera. Stop quindi al presidenzialismo e all'elezione diretta del presidente della Repubblica, dopo l'approvazione di una serie di emendamenti soppressivi alla riforma che aveva come prima firmataria Giorgia Meloni.

Una riforma cara sulla carta a tutto il centrodestra e che ora Meloni ha provato ad accelerare. Vediamo come sono andate le cose in Parlamento.

Presidenzialismo affossato: approvato emendamento del Movimento 5 Stelle

E' arrivato lo stop da parte della Camera dei Deputati della proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica presentata da Fratelli d'Italia. La Camera dei Deputati ha approvato gli emendamenti soppressivi della riforma presentati dal Movimento 5 Stelle. Stop quindi al momento alla proposta presidenzialista, ad una elezione diretta del Presidente della Repubblica nel nostro paese.

Alla Camera dei Deputati si è approvato con 236 voti favorevoli, 204 no e 19 astenuti (i deputati di Italia Viva di Matteo Renzi) un emendamento del Movimento 5 Stelle che di fatto va a eliminare i primi 4 articoli della Riforma di cui Giorgia Meloni era la prima firmataria.

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu hanno votato per "abbattere" la proposta.

Italia Viva ha scelto l'astensione con la motivazione che il partito è favorevole al presidenzialismo ma non a quello tracciato da questa proposta di legge e per la tempistica, troppo a ridosso delle Politiche 2023.

Voto contrario all'emendamento ovviamente da Fratelli d'Italia e da Lega e Forza Italia. Ma le tante assenze in Parlamento tra i deputati di Matteo Salvini e di deputati di Silvio Berlusconi fanno discutere. Nel centrodestra ma non solo.

Presidenzialismo ko: tante le assenze nelle fila del centrodestra

La votazione ha sicuramente anche un riflesso politico. Giorgia Meloni ha definito a più riprese quella sul presidenzialismo una delle battaglie più importanti.

Ma nella giornata in cui arriva lo stop al presidenzialismo quello che fa molto rumore è l'assenza in Parlamento di quasi 70 deputati del centrodestra. E in particolare di Lega e Forza Italia.

Da una prima stima erano 39 le assenze nella Lega, 23 quelle in Forza Italia alle quali si aggiungono anche alcuni deputati di Coraggio Italia. Queste assenze di deputati non tutti in missione non fanno che aumentare la tensione tra Fratelli d'Italia da un lato e Lega e Forza Italia dall'altro anche se Giorgia Meloni fa tutto il possibile per attaccare gli avversari politici e non prendersela con i partiti di centrodestra. 

Presidenzialismo, stop in Parlamento: le parole  di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni già prima che arrivasse il voto in Parlamento aveva sentore di come sarebbe andata a finire. La Leader di Fratelli d'Italia aveva sottolineato che in qualunque maniera fosse andata a finire questa storia, Fratelli d'Italia continuerà la sua battaglia.

Se la proposta non dovesse passare, come poi in effetti è avvenuto in Parlamento, "Fratelli d'Italia non mollerà e alle prossime elezioni politiche chiederà agli italiani anche un voto su questo, se vogliono l'elezione diretta del presidente della Repubblica".

E in Parlamento aveva detto: “Siamo in un sistema che somiglia al presidenzialismo, con il governo che decide, ma non abbiamo le regole, per cui abbiamo il rischio di una deriva autoritaria”.

Giorgia Meloni dopo la votazione ha scritto su Facebook: “Sinistra e Cinque Stelle compatti alla Camera per affossare la proposta di Fratelli d'Italia per consentire ai cittadini di votare il presidente della Repubblica. Ormai la loro unica priorità è continuare a gestire il potere sempre a scapito dei cittadini italiani. La nostra battaglia per il presidenzialismo non si ferma qui e raccoglieremo ulteriori firme a sostegno della nostra proposta”.

E a mente più fredda un nuovo post tutto all'attacco del centrosinistra senza nessuna menzione alle assenze in Forza Italia e Lega:

“Per anni – scrive Meloni – hanno fatto l'impossibile per impedire ai cittadini di potere tornare alle urne, ieri hanno affossato la nostra proposta che avrebbe permesso agli italiani di scegliere il presidente della Repubblica. Ma quanto ha paura del popolo questa sinistra?”.

Presidenzialismo, lo stop in Parlamento: Meloni evita di fare polemiche con gli alleati

Giorgia Meloni nelle dichiarazioni pubbliche si scaglia contro Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e non calca la mano sulle assenze tra i banchi di Lega e Forza Italia. Anzi evidenzia che il voto sul presidenzialismo "per il centro destra è stato buono perchè dimostra che sulle grandi questioni fondamentali abbiamo una convergenza”.

Parlando a Viterbo in occasione della presentazione del suo libro Meloni ha aggiunto che "Partito Democratico e Movimento 5 Stelle continuano a fare giochi di palazzo sulla pelle dei cittadini. Hanno paura a votare il presidenzialismo perchè in questa maniera non riuscirebbero ad eleggere chi desiderano loro".

Nessuna parola fuori posto contro Lega e Forza Italia con i quali i rapporti non sono idilliaci ma solo un monito è arrivato in particolare sulle sirene che indicano tanti partiti, compresi Lega e Forza Italia, potenzialmente interessati ad una riforma elettorale in senso proporzionale.

Meloni ha sottolineato che sulla Legge Elettorale confida nella "compattezza di tutto il centrodestra per cercare di respingere una proposta elettorale di tipo proporzionale".

Presidenzialismo bloccato: lo scontro in Parlamento e all'interno del centrodestra

Il presidenzialismo è una storica battaglia del centrodestra italiano. Si ricordano infatti le tante dichiarazioni sul tema di Silvio Berlusconi anche in periodi in cui Forza Italia aveva consensi più alti di quanto non avvenga ora.

Anche della Lega il presidenzialismo è sembre stata una battaglia. A tal punto che Matteo Salvini, leader del Carroccio, aveva prennunciato il voto in linea con Fratelli d'Italia in parlamento.

Poi ci sono state le assenze che hanno contribuito a dare lo stop alla situazione. Molti osservatori politici hanno evidenziato che in questa fase turbolenta dei rapporti tra i partiti la Lega non aveva poi tutto questo entusiasmo con Forza Italia a presentarsi compatta al voto e dare un'altra forte vittoria d'immagine a Giorgia Meloni e a Fratelli d'Italia. 

Presidenzialismo bloccato: il confronto tra i partiti, l'attacco di Rampelli

C'è andato molto duro Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d'Italia che ha scritto sui social:

“La proposta di legge costituzionale per introdurre in Italia il presidenzialismo  a firma di Giorgia Meloni è stata bocciata. Nessuna meraviglia. Se ci fosse stata l'elezione del capo dello Stato il Partito Democratico in tutte le sue diverse forme non avrebbe mai governato. Sarà mai possibile riformare la Costituzione con questa sinistra? 

La replica a Rampelli è arrivata dal deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano che ha invitato Rampelli a notare anche i "deputati assenti tra i banchi di Forza Italia e Lega". 

Stefano Ceccanti, deputato del Partito Democratico, ha sottolineato come "l'elezione diretta del presidente prevede la revisione organica della seconda parte della Costituzione e a dieci mesi dal voto sarebbe propaganda. Per questo noi non abbiamo presentato alcun emendamento, per segnalare che non si diceva no al fine, ma alla scelta dei tempi e dei modi".

"A 11 mesi dalla fine della legislatura e dobbiamo essere seri - ha detto Marco Di Maio di Italia Viva. Siamo favorevoli all'elezione diretta del premier o del presidente della Repubblica. Ma serve una riforma organica con i giusti "contrappesi".

La sensazione è che il dibattito sul presidenzialismo e elezione diretta del presidente della Repubblica sia solo agli inizi.