Putin è l'uomo più ricco del mondo: ecco quanto possiede!

Putin in 17 anni di governo, avvalendosi di prestanome e conti offshore avrebbe accumulato illegalmente la bellezza di 200 miliardi di dollari. Ce lo rivela il finanziere statunitense Browder nella sua pubblicazione Freezing Order, oltre a descrivere un sistema piramidale basato sull'oligarchia, il ricatto e lo sfruttamento della malavita territoriale in Russia.

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Pensavamo che le Pussy Riot, ovvero le dissidenti punk che combattono per i diritti civili in Russia e finiscono regolarmente condannate ai lavori forzati nei gulag, fossero l'incubo peggiore di Putin.

Invece no, ce n'è un altro: si chiama Bill Browder, ed è colui che è riuscito a tracciare il tesoro di Putin, abilmente smistato in conti offshore nonchè tra i suoi fedelissimi.

"La sua dichiarazione dei redditi è palesemente mendace, ma esistono fonti e dati che consentono di quantificare il tesoro dello zar." 

scrive wired.it

La stima riferita all'anno 2019 sui conti dell'autocrate evidenzia ricavi equivalenti ai centodiecimila dollari annuali.

Si parla del suo compenso, la pensione, i frutti dei suoi investimenti, le proprietà immobiliari, le numerose automobili.

A qualcuno questa cifra ha fatto alzare le antenne perchè a dire il vero sembra un piuttosto modesta se riferita allo zar della Federazione Russa.

I dati riferiti a quanto elencato sono certamente verosimili, ma esiste un sommerso che non viene calcolato nella massa del patrimonio di Putin.

Anche i suoi gesti di generosità propagandistica, ostentati davanti alle telecamere, hanno fatto riflettere.

Lo zar si è messo in mostra indossando orologi di pregio, oppure si è dato a gesti eclatanti come donare uno di questi preziosissimi accessori a un povero operaio piuttosto che a un bambino operaio.

Voleva insomma dimostrare una certa munificenza di fronte a chi, grazie all'organizzazione del suo regime, soffre la fame.

Suona paradossale, eppure è una propaganda che funziona: in recenti interviste, gli anziani russi più che i giovani (che oltre a non aver digerito le limitazioni al web hanno anche il timore della chiamata alle armi) continuano a sostenerlo a gran voce.

Ebbene, che Putin non la racconti giusta sul suo reale patrimonio è un'ipotesi ormai convalidata.

"Per capire come Putin imbosca il suo tesoro, bisogna iniziare a ragionare sui suoi fedelissimi: nei loro conti offshore sono smistate quote del suo patrimonio personale."

così leggiamo sulle pagine de ilfattoquotidiano.it - in riferimento alle dichiarazioni di Bill Browder, finanziere statunitense, colui che si è dato la missione di quantificare il tesoro dello zar.

"Bill Browder è un ostacolo ai segreti dello zar, il Cremlino gli sta alle calcagna. Il motivo per cui cercano di acchiapparlo risiede anche nel passato: fu un grande sostenitore del Magnitsky Act, la legge promulgata da Obama per sanzionare il vilipendio russo ai più basilari concetti di diritti umani"

riporta iltempo.it

Secondo le stime di Bill Browder, a quanto ammonta quindi il tesoro di Putin?

Di quali strategie si avvale per dichiarare un reddito nettamente inferiore a quello reale?

Putin è l'uomo più ricco del mondo: il libro dove Browder racconta gli esordi politici di Putin

Più della metà delle sostanze vantate dagli oligarchi sono composte dal patrimonio suddiviso di Putin.

Secondo quanto riportato da Forbes sarebbero 118 i magnati della Federazione: almeno centodieci di questi opulenti ricconi fanno parte del cerchio magico di Putin, secondo le indagini portate avanti da Bill Browder.

Va detto che nei confronti di Browder, il Cremlino ha emesso un mandato di cattura internazionale.

Nel frattempo, qualcuno ha già pagato lo scotto di tali rivelazioni:

"Sergej Magnitsky legale di Browder, fu lasciato marcire in galera dopo che aver reso nota una frode da duecentotrenta milioni di dollari riconducibile a Mosca."

leggiamo su liberoquotidiano.it

Una grossa porzione di quel denaro finì immediatamente nelle capienti tasche di Putin, ha scritto Browder nella sua pubblicazione Freezing Order

Anticipazioni del libro scritto da Browder sono state fornite da lui stesso nel corso di un'intervista pubblicata sul Corriere della Sera.

Lo scopo della sua pubblicazione è portare alla luce gli intrighi finanziari relativi al monte patrimoniale di Putin, il quale avrebbe iniziato il proprio percorso con una vera e propria fissazione per il denaro.

Come spesso accade in politica, e in questo tutto il mondo è paese, nessuno fa il suo ingresso in politica se non ama l'odore delle banconote.

Putin è l'uomo più ricco del mondo: possiede 200 miliardi di dollari! Come li guadagna

Sempre secondo Browder, la Federazione Russa si reggerebbe su un sistema che potremmo definire a conduzione famigliare.

Infatti, una mappatura di territori di competenza della malavita locale sarebbe tenuta a devolvere i propri profitti, in senso piramidale, a coloro che stanno sopra rispetto alla scala gerarchica.

Il vertice della piramide, ovvero Putin, in questo modo si garantirebbe la quota più significativa dell'intero malloppo.

Nonostante il fatto che le dissertazioni di Browder, al momento, si presentano ancora come una teoria, esse sono basate su un ragionamento logico.

Del tema dell'oligarchia avevo già parlato approfonditamente in un mio articolo precedente, che potete leggere qui.

L'oligarchia nasce dalla spartizione fiduciaria delle industrie statali al crollo dell'Unione Sovietica, e il governo Eltsin, invece di venderle con un prezzo alto ad azionisti stranieri ha preferito cederle con prezzi risibili a uomini di fiducia.

Persone che nel successivo governo di Putin sono rimaste più o meno al loro posto, salvo qualche piccolo cambio di configurazione.

Tra Putin e gli oligarchi c'è un rapporto di interdipendenza.

Nessuno dei magnati russi avrebbe potuto accumulare cotanta ricchezza senza la benedizione di Putin, non solo, non avrebbe nemmeno potuto conservare la propria posizione senza manifestare una fedeltà priva riserve allo zar.

Putin è l'uomo più ricco del mondo: come riesce a smistare il suo tesoro per eludere la dichiarazione dei redditi

Browder, nella sua trattazione, parte da un presupposto ampiamente verificato dalle cronache provenienti dalla Russia: la corruzione è all'ordine del giorno.

Putin, da ex agente del KGB ha accumulato un'enorme esperienza per quanto riguarda estorsioni, ricatti, ritorsioni.

O sei con me, o sei contro di me.

La scuola dei Servizi Segreti gli è tornata utile per costruire minuziosamente il proprio status quo: lui concede a chi vuole il privilegio della ricchezza, e non solo quello.

Lo fa affinchè gli oligarchi che lui stesso ha costruito e ha reso partecipi delle sorti della Russia gli siano fedeli e contribuiscano ad alimentare quel sistema.

Lui è quello che dà loro il permesso di essere ricchi: e il permesso è elargito in cambio della custodia di beni e della fornitura di ogni tipo di servizi finanziari che lui richieda.

Il presidente russo è anche un agente del Kgb molto efficace e ha passato tutta la sua vita corrompendo o ricattando la gente perché diventassero parte della sua giostra.

Putin è abbastanza scaltro da capire anche che ogni documento a suo nome lo renderebbe a sua volta un oggetto di ricatto: ecco perchè tende a nascondere o a evitare di intestare a sè stesso qualunque bene di valore.

Preferisce lo facciano i suoi fedelissimi, al posto suo, in modo che sia quasi impossibile risalire a lui.

Un meccanismo simile lo abbiamo visto relativamente a uno yacht ormeggiato in Toscana, quello che la cittadinanza chiama senza mezzi termini "lo yacht di Putin". 

Se fosse veramente suo, andrebbe immediatamente sequestrato.

Le indagini della nostra guardia di Finanza stentano ad arrivare a un dunque proprio perchè tra società offshore e la rotazione delle nazionalità dei membri dell'equipaggio risulta davvero complesso risalire allo zar, come spiego in questo articolo dedicato proprio al caso degli yacht.

Putin è l'uomo più ricco del mondo: perchè stimare la sua ricchezza diventa così complesso.

In riferimento al caso degli orologi, Wired cita un'uscita a gamba tesa del 2012 di Boris Nemtsov, ex vice primo ministro e oppositore dello zar.

Nemtsov all'epoca ebbe l'ardire di affermare che "Putin dovrebbe aver sostenuto svariati anni di digiuno per potersi permettere accessori di tale caratura."

Una maniera, non priva di malcelato sarcasmo, per far presente le ingenti sostanze e la corruzione di cui Putin si sarebbe avvalso per l'accumulo di tutto ciò.

A margine, ci dispiace ricordare che Nemtsov fu freddato da 4 spari sulla schiena nel pieno centro della capitale, sette anni or sono.

Parlare di dati ufficiali sul patrimonio di Putin e verificare ogni singola fuoriuscita di informazioni in merito è un'impresa alquanto gravosa.

Non solo perchè complessa, ma anche perchè coloro che fino ad ora ci hanno provato sono stati perseguitati o ci hanno rimesso le penne.

I ben informati, il cui nome rimane celato nelle nebbie, qualcosa hanno lasciato trapelare.

Infatti in un dossier emesso da Nemtsov e da dissidenti della polita del Cremlino russa, emerge che Putin è il consumatore finale di una cospicua serie di investimenti portati avanti dai suoi prestanome.

Bill Browder, che fu artefice di uno dei più ingenti fondi d'investimento della Federazione Russa,, l’Hermitage Capital Management, nel 2017 ha fatto partecipe il Senato statunitense della reale portata dei capitali addebitabili a Putin.

Capitali costruiti nell'illegalità più totale, nel corso di diciassette anni di governo.