Nel numero del 27 luglio 2022, Repubblica ha dedicato la prima pagina alla leader di Fratelli d’Italia, scavando nell’archivio del web alla ricerca di una foto che la ritragga durante un comizio, quando spesso è colta dalla passione per la politica e i toni si accendono salendo di parecchi decibel.

La scelta è ricaduta su un’immagine in cui Giorgia Meloni pronuncia una lunga vocale con la bocca spalancata, reggendo con la mano destra il microfono, e l’indice della sinistra dritto e fermo, quasi ad indicare il titolo della prima pagina del quotidiano, “Il Diktat”. Secondo molti vi è una chiara allusione sessuale e ciò ha fatto sorgere la critica di "sessismo" in merito alla scelta dell'immagine di copertina. Ma è veramente così? Proviamo a ricostruire cosa è successo e dare la nostra chiave di lettura di questo episodio che sta dividendo il web. 

Giorgia Meloni, la foto scelta da Repubblica è sessista oppure no? 

Dalle fila di Fratelli d'Italia, partito favorito in vista delle elezioni del 25 settembre, si sono levate forti critiche al modo in cui la candidata premier del centrodestra è raffigurata, accusando il noto quotidiano di sessismo. La prova sarebbe la bocca ben in evidenza e il gelato “scandalosamente” vicino alle labbra. Una chiara allusione sessuale e un insulto a una donna, colpevole di essere la favorita alla guida del Paese. Qual è la nostra opinione? La foto pubblicata da Repubblica è davvero sessista? Ecco quel che ne penso (e pensiamo).

Premesso che la scelta di una fotografia non è mai casuale e ha sempre uno scopo propagandistico, ritengo che le argomentazioni a sostegno di chi vede in quello scatto un tentativo di offendere la donna Meloni siano deboli. Osservando meglio la foto, al centro dell’inquadratura c’è l’indice che sembra quasi sorreggere il pesante titolo “Il Diktat”, mentre il volto (e la bocca) di Giorgia, come ama farsi chiamare, sono decentrate, e quindi risultano in secondo piano. Forse nelle intenzioni originarie del giornale diretto da Maurizio Molinari, la scelta aveva lo scopo di mettere in risalto un atteggiamento autoritario (e non erotico) con cui la leader di Fratelli d’Italia si pone durante i suoi interventi, quando con voce tuonante si scaglia contro gli avversari politici elencando i suoi valori non negoziabili. Non a caso diktat è una parola tedesca, e da sinistra sono state mosse molte critiche e accuse di fascismo verso il suo partito. 

Sessismo vs body shaming

Un'altra pratica molto comune è quello di confondere il body shaming con il sessismo. Infatti, mentre il primo prende di mira i presunti difetti fisici  di una persona, a prescindere dal sesso (si pensi al povero Brunetta), il secondo ha lo scopo preciso di denigrare le donne in quanto tali, sminuendone la posizione sociale che dovrebbero occupare, insultate quando mostrano senza filtri le loro imperfezioni fisiche, e offese con termini dispregiativi se invece ostentano il lato sexy. 

Da questo punto di vista, Giorgia Meloni è stata più volte oggetto di body shaming. Qualche tempo fa sul web giravano diversi meme che accostavano la candidata del centrodestra a Gollum, il personaggio del Signore degli Anelli, a causa dei suoi occhi sporgenti. O ancora quando, durante un famoso intervento alla Camera dei Deputati in cui era fuori di senno per la proroga dello Stato di Emergenza, la sindaca di Rho Paola Pessina aveva pubblicato un tweet in cui mostrava come la Meloni stesse diventando calva, a causa dell’eccesso di testosterone che la rendeva anche brutta. Lei ha sempre incassato il colpo senza mai tornare sugli insulti che la riguardavano, non si sa se per reale indifferenza o su suggerimento dei suoi esperti di comunicazione.

Come per le accuse di sessismo, anche in questo caso mi sembra non si possa parlare di body shaming. Il fotografo Oliviero Toscani ha fatto i complimenti a chi ha scelto la foto, dicendo che riflette la vera immagine di Giorgia Meloni. È più probabile che dietro ci fosse la volontà di mostrare ai lettori di Repubblica la leader di Fratelli d’Italia in tutta la sua minacciosa (e nera) rabbia. In ogni caso questa polemica è destinata a morire nei prossimi giorni. Infatti le posizioni a favore e contro l’accusa di sessismo sono inamovibili, e i sostenitori dell’una e dell’altra tesi si stanno urlando a vicenda, dal vivo e sui social network, creando quel rumore che lascia solo grande confusione.