Riforma Scuola 2023, sotto i riflettori la condotta e gli istituti tecnici: cosa cambia

Cosa cambierà con la nuova riforma Scuola 2023.

Il ministro Valditara

La riforma Scuola 2023 è diventata realtà dopo il Consiglio dei Ministri di ieri, 18 settembre 2023. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è soddisfatto e le nuove norme saranno concentrate principalmente sulla condotta. Gli osservati speciali sono gli istituti tecnici che diventeranno, secondo il ministro, dei canali di Serie A.

Riforma Scuola 2023: cambiano le regole per il voto in condotta e la sospensione

La novità principale riguarda sicuramente il voto in condotta: il famosissimo 7 in condotta. Ottenere un voto che superi la sufficienza sarà requisito indispensabile per superare l'anno scolastico ed accedere quindi agli anni successivi. Il voto in condotta sarà introdotto nuovamente nelle scuole secondarie di primo grado (scuole medie) e inciderà sui crediti per l'ammissione all'Esame di Stato. Inoltre, con il 5 in condotta, quindi la mancata sufficienza, ci sarà la bocciatura. Il 5 in condotta potrà essere assegnato anche a fronte di gravi violazioni del regolamento scolastico o del singolo istituto.

Nessuna pietà nemmeno per coloro che raggiungeranno la sufficienza, quindi il voto 6, in condotta. Per loro scatterà il debito formativo da recuperare obbligatoriamente per accedere alla classe successiva. Come per le altre discipline scolastiche, il debito sarà recuperato nel mese di settembre con un esame sulla Costituzione e i valori di cittadinanza.

Insieme alla condotta si è disciplinata anche la sospensione scolastica. Una sospensione minore o pari a 2 giorni non prevederà l'allontanamento dall'istituto, ma lezioni in classe insieme agli altri studenti.

Il discorso è diverso se la sospensione supererà il tetto dei già citati 2 giorni scolastici. Lo studente, in quel caso, dovrà svolgere attività di cittadinanza solidale in strutture convenzionate.

La rivoluzione degli istituti tecnici

Gli istituti tecnici sono gli osservati speciali della riforma Scuola 2023 e infatti al ministero hanno voluto sperimentare il modello 4+2. Norma che ha fatto discutere molto in quanto rispetto a molte Nazioni europee noi siamo tra gli Stati in cui la scuola ha durata maggiore.

Il caso degli istituti tecnici è diverso però in quanto garantiscono una formazione anche professionale che apre le porte al mondo del lavoro subito dopo aver ottenuto il diploma.

Il modello 4+2 partirà dall'anno scolastico 2024/2025 e consisterà, come si legge su SkyTg24, in percorsi quadriennali più due ulteriori annualità negli Its Academy e potrà coinvolgere fino a un massimo del 30% di istituti tecnici e professionali del territorio.

Il ministro Valditara ha commentato con queste parole la norma relativa agli istituti tecnici:

Oggi l’istruzione tecnica e professionale diventa finalmente un canale di serie A, in grado di garantire agli studenti una formazione che valorizzi i talenti e le potenzialità di ognuno e sia spendibile nel mondo del lavoro, garantendo competitività al nostro sistema produttivo.

La formazione, in tali istituti, non riguarderà solo lezioni teoriche, ma, per dirla all'inglese: On the Field. Dunque si punterà moltissimo alla cosiddetta pratica.