Come rinunciare alla nomina di scrutatore: ecco il modulo e i motivi ammessi

Se ci si candida al ruolo di scrutatore durante le elezioni, è poi possibile rinunciare? Se sì, quali sono le motivazioni ammesse? Ecco la procedura da seguire, le tempistiche da rispettare e il modulo da inviare al comune.

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È un fatto ricorrente la disdetta di scrutatori e presidenti di seggio nominati a distanza di poche ore dalle consultazioni elettorali. Un caso clamoroso è stato quello di Palermo alle Amministrative dello scorso 12 giugno, quando 174 persone diedero forfait, rischiando di mandare in tilt lo svolgimento del voto.

In ogni caso è possibile, una volta nominati, rifiutare l’incarico di scrutatore o presidente di seggio senza incorrere in sanzioni. Vediamo come.

Come rinunciare alla nomina di scrutatore e i tempi da rispettare

Per rinunciare al ruolo di scrutatore, bisogna farlo nei tempi stabiliti dalla legge, prevedendo che la comunicazione avvenga entro e non oltre le 48 ore dalla notifica della nomina.

In tal caso l'ufficio elettorale del comune provvederà alla sostituzione facendo riferimento alla graduatoria dei sostituti già stilata dalla commissione elettorale in occasione delle prime nomine. La sostituzione è notificata agli interessati entro il terzo giorno antecedente le votazioni.

Le motivazioni ammesse per poter rinunciare

Secondo la legge l’incarico è obbligatorio, a meno che non sopraggiungano validi motivi da giustificare la rinuncia. Iscrivendosi nelle liste elettorali, infatti, si manifesta la volontà di voler partecipare attivamente al processo di realizzazione degli spazi e delle procedure che rendono possibile uno dei momenti culminanti dei sistemi democratici, l’esercizio del voto appunto. 

Le motivazioni della rinuncia devono essere indicate nel modulo da inviare al comune di appartenenza. In certi casi è necessario fornire una documentazione che attesti l’impossibilità di svolgere il ruolo di scrutatore nei giorni delle elezioni. Ad esempio, nel caso di impedimento per motivi psico-fisici, è richiesto un certificato medico.

Naturalmente, chi rinuncia a prestare servizio come scrutatore, rinuncia anche al compenso previsto per questo ruolo.

Cosa succede se uno scrutatore non si presenta al seggio 

Stanti tutte le disposizioni di cui sopra, può accadere comunque che uno scrutatore nominato non si presenti al seggio il giorno di allestimento o della votazione. In questo caso, il presidente di seggio dovrà procedere a una nomina istantanea tra gli elettori presenti. La norma vuole che la scelta ricada sul più giovane o sul più anziano degli astanti in possesso dei seguenti requisiti:

  • maggiore età;
  • cittadinanza italiana;
  • non essere rappresentanti di lista.

Lo scrutatore che non si sia presentato senza aver dato comunicazione rischia una sanzione pecuniaria che vai dai 309 ai 516 euro. Sono comunque previsti casi di tolleranza, come motivi di salute o di lavoro. 

Il modulo da compilare per la rinuncia 

Per presentare la rinuncia, la persona nominata ha due opzioni: recarsi di persona all’ufficio elettorale del proprio comune, oppure inviare il modulo di rinuncia.

Questo modulo viene messo a disposizione dal proprio comune, ed è normalmente scaricabile dal sito istituzionale del comune. A titolo di esempio, questo è quello pubblicato dal comune di Roma.

Solitamente il comune chiede allo scrutatore e al presidente che rinuncia all’incarico di allegare la copia fronte-retro del documento di identità e il certificato medico, nel caso di motivi legati alla salute personale.