"La terza guerra mondiale è cominciata!"

questa la dichiarazione di Olga Skabeyeva, volto di Rossiya 1, televisione statale prossima al Cremlino e alle parabole propagandistiche di Putin, come riportate da notizie.tiscali.it

In effetti, "l'operazione militare speciale per denazificare l'Ucraina", per usare le parole con cui lo zar infarcisce le menti dei suoi telespettatori, non è andata a buon fine.

O meglio, inizia ad andare un po' troppo per le lunghe per poter essere ancora definita in tal modo . 

La presentatrice ha precisato che la situazione ora si pone tra la Russia e l'Ucraina, intesa però come braccio armato della NATO.

Insomma, che ci sia un terzo incomodo in questa situazione è ormai abbastanza chiaro a tutti.

"I futuri rapporti tra Russia ed Europa? C'è poco da essere ottimisti!"

così esordisce nella sua ultima analisi geopolitica Aldo Ferrari, professore, storico e politologo esperto di Armenia e Paesi Slavi sui canali social dell'ISPI, ovvero l'Istituto per gli studi di Politica Internazionale.

Purtroppo, ci sono tutti i motivi validi per dargli pienamente ragione, e non da oggi.

Il 7 febbraio 2021, in una nota pubblicata sul sito ufficiale dell'Unione Europea, Josep Borrel, alto rappresentante degli Affari Esteri EU si esprimeva in questi toni pieni di rassegnazione:

"Dopo aver tentato un avvicinamento diplomatico al Cremlino, nel corso di un mio viaggio in Russia, ho chiesto se la Federazione fosse interessata ad avere con noi un dialogo più positivo, riscontrando di essere di fronte a un muro. Stiamo definendo i connotati geopolitici del ventunesimo secolo."

Emerge da queste parole la sensazione che l'Europa si stesse cacciando in un vicolo cieco.

Da quella che è stata una guerra annunciata, già dal 2014 se non prima, a quello che rischia di essere un default collettivo in cui la Russia trascinerà l'Europa all'inferno dietro di sè, sono passati 8 anni. 

Coloro che avevano una certa dimestichezza con la materia e qualche analista più fine di altri, avevano già previsto una deriva come questa ed anche la fine della pace nel continente europeo.

Memorabile fu l'intervento di Giulietto Chiesa nel 2015, quando in tempi relativamente non sospetti aveva già previsto che la Terza Guerra Mondiale avrebbe trovato i suoi prodromi nel conflitto interno che insanguinava l'Ucraina.

Il resto è storia recente, compreso l'intervista della vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk che in diretta televisiva su La7 ha semplicemente spiegato che l'Europa non doveva voltarsi di fronte alla guerriglia innescatasi con le repubbliche russofone separatiste.

Aggiungendo con vitrea durezza che il conflitto ucraino riguarda tutti gli altri Stati, e che presto avremmo smesso di fingere di non capire che ciò che ha trovato la propria culla in Ucraina si sarebbe rivelato un conflitto di caratura internazionale, come raccontavo qui, in un mio articolo precedente.

Ci siamo poi avvicinati ad una guerra per procura, dove il terzo attore sul campo sono gli USA, che attraverso gli armamenti con cui hanno foraggiato la resistenza ucraina, si sono inseriti nel conflitto armato in modo indiretto ma determinante.

Russia USA ed Europa: ecco chi aveva previsto la terza guerra mondiale nel 2015!

I toni del giornalista Giulietto Chiesa, nell'ormai lontano 2015, erano davvero scevri da ogni dubbio, al netto di ogni incomprensione.

"Chiesa, giornalista pregevole e grande conoscitore della Russia, che per anni aveva frequentato il Cremlino per conto dell'Unità, proferiva queste tristi quanto azzeccate previsioni nell'ambito di una delle tante conferenze che portava avanti nel nostro Pese." 

leggiamo su antimafiaduemila.com

Chiesa sosteneva che il conflitto interno ucraino fosse la vigilia della guerra. La grande guerra.

Ciò che stava accadendo sotto i nostri occhi, per lui, era l'inizio della Terza Guerra Mondiale, una crisi che non avremmo potuto bloccare e nata da questioni pressanti.

Di certo per lui era più alta la probabilità di andare incontro a questa evenienza, piuttosto che evitarla.

Per Giulietto Chiesa, l'escalation avrebbe portato all'inizio dell'offensiva degli Stati Uniti d'America, e dell'Europa, contro la Russia.

Come scrivevo qui in un mio precedente articolo, nel 2014 Obama decise di interferire nella caduta del presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich, fomentando le folle e la guerriglia urbana e provocando un vero e proprio golpe di Stato.

Da allora la propaganda NATO ha iniziato a lavorare i cervelli europei in sordina, fino ai giorni nostri, per prepararci al fatto che la Russia deve essere colpita senza esitazione alcuna.

Chiesa parlava di un'offensiva diretta contro la Russia, in un contesto in cui l'Ucraina sarebbe stata usata come un bastone da scagliare contro Mosca.

Russia USA ed Europa: ecco i rapporti che si andranno a instaurare nel prossimo futuro

Secondo Aldo Ferrari, l'invasione portata avanti dalla Russia sul territorio ucraino a fine febbraio, avrebbe pregiudicato un percorso che già nei decenni precedenti si era fatto sempre più complesso, la cui gestione al dato attuale risulta impossibile.

Senza menzionare nuovamente sanzioni, dichiarazioni provocatorie aggressive da ogni parte, appoggi militari e forniture di armi in costante incremento da parte di USA ed Europa verso Kiev, ed altri fatti che hanno animato le conversazioni di geopolitica contemporanea, è evidente che la Russia si sente aggredita.

La percezione dell'ostilità europea da parte del Cremlino non è più solamente un nodo cruciale della propaganda di Putin: è verità oggettiva.

Ed è uno scontro culturale, politico e dialettico che rischia di non poter essere più sanato.

Sebbene questa sia una situazione ben delineata che non lascia aperte grosse finestre di dialogo per il futuro, secondo Ferrari, dovremmo evitare di concepire il contesto attuale come l'inevitabile orizzonte degli eventi.

La Russia è da secoli un Paese vicino alla cultura europea, pur con le dovute distinzioni e le discrepanze ideologiche che fino ad oggi non ci hanno impedito di convivere e di instaurare un grosso legame economico e di fornitura energetica.

Russia USA ed Europa: come potrebbero cambiare i rapporti con la Cina

Oltre alla preoccupante questione prettamente finanziaria legata sia alle sanzioni che all'embargo, c'è qualcosa che noi sottovalutiamo dell'isolamento inflitto (giustamente) a Mosca: una Russia respinta dall'Europa non potrà far altro che avvicinarsi ancora di più alla Cina.

Così come ha già iniziato a fare in maniera decisamente sostanziosa già dal 2014, dopo la prima profonda crisi ucraina in seguito all'annessione non riconosciuta, unilaterale della Crimea.

Il progressivo allontanamento della Russia dai paradigmi culturali europei, e l'avvicinamento di quest'ultima in posizione subalterna alla Cina non è certo nell'interesse strategico dell'Europa e dell'intero Occidente.

Questo flirt tra pechino e Mosca non conviene, va detto, neanche alla Russia. 

Il Cremlino si appropinqua alla Cina con una scelta obbligata, perchè da diversi anni ormai si sente respinto e osteggiato dall'Occidente

Nè l'Occidente nè la NATO hanno mai minimamente considerato le richieste di Putin (e gli avvisi sottintesi) in tema di sicurezza, solleticando invece il suo nervo scoperto nei territori ex Patto di Varsavia, con il risultato di inficiare definitivamente ogni possibilità diplomatica.

Quando si parla dell'isolamento della Russia, si dovrebbe tentare di fare uno sforzo per cessare di ragionare in modo eurocentrico.

Le relazioni internazionali si stanno evolvendo con ritmo incalzante, l'Asia cresce vertiginosamente.

Il segnale lanciato da molti paesi asiatici è una totale assenza di giudizio o condanna verso la Russia, colmata dalla volontà di concertare nuovi accordi commerciali.

Russia USA ed Europa: cosa possiamo aspettarci nell'immediato scenario geopolitico mondiale

Quello cui assisteremo quasi certamente nell'immediato futuro sarà un rafforzamento dei paesi che definiamo "autocratici", prettamente asiatici, in sostanziale conflitto con l'Occidente e anche con l'Unione Europea.

Si tratta di una prospettiva piuttosto allarmante, che potrebbe sfociare in un'escalation di recrudescenze sia belliche che economiche nello scenario internazionale.

Sarebbe infatti opportuno che Occidente e Oriente, nell'auspicata (ma non paventata) ipotesi di un cessate il fuoco, si impegnassero seriamente a ripristinare un dialogo edificante.

Si tratta di un equilibrio prezioso e vitale, senza il quale gli equilibri globali sarebbero costantemente minacciati, e molto più di quanto abbiamo la sfortuna di aver constatato in questi mesi di enormi turbolenze.

Nel frattempo, Joe Biden, il presidente degli stati uniti, ha inserito la Russia nella lista nera degli Stati terroristi, affiancandola quindi a Corea del Nord, Cuba, Iran e Siria.

Non sappiamo perchè invece di tentare il tutto e per tutto a suon di diplomazia, si cerchi ancora di percorrere la strada pericolosa dell'insulto e quella insidiosa di sanzioni ancora più stringenti. Quello che sembra palese e poco confortante è che la volontà di trovare un negoziato ormai non appartiene più a nessuno.

Il braccio di fero tra Oriente e occidente è iniziato!