Salvini ha un piano B in caso di non elezione al Viminale: ora punta a tre ministeri

Il totoministri continua. Se la Meloni dice no al leader del Carroccio per il Viminale, Salvini è già pronto col piano B: ora punta a questi tre ministeri per sé e per la Lega.

Image

Tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ancora non c'è ancora intesa sulla scelta dei ministeri da dirigere nell'ormai certo Governo Meloni.

In questo totoministri, Salvini, forte della sua recente conferma all'ultimo consiglio federale, vuole cercare di ottenere il massimo per il proprio partito, specie dopo l'esito infelice alle elezioni del 25 settembre.

La sua prima richiesta è e rimane il Viminale, con lui come Ministro degli Interni nel futuro Governo Meloni. Ma sembra non ci sia partita per questo prestigioso ministero, con la Meloni più propensa ad affidarlo ad un "esperto d'area", forse un tecnico.

Ma Salvini non ci sta, e scatta il Piano B. Puntare a ben tre ministeri, anche questi molto importanti, soprattutto nei prossimi mesi.

Totoministri, Salvini punta al Viminale

La sua proposta di diventare nuovo Ministro degli Interni non è casuale. Già durante il Governo Conte I (2018-2019) ha avuto modo di ricoprire tale incarico, e ciò gli ha permesso di ottenere maggiori consensi sia all'interno del partito, sia tra gli elettori, fino ad ottenere alle Europee 2019 ben il 34% dei voti.

Anche dall'ultimo consiglio federale molti membri della Lega hanno sostenuto la sua candidatura a Ministro degli Interni. Lo stesso Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico del Governo Draghi, ha definito Matteo Salvini "il candidato naturale", e anche il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, ha ribadito che sia "la figura più idonea a ricoprire quell'incarico".

Ma, a causa dell'esito infelice alle elezioni, Salvini dovrà avere il bene placet di chi, all'interno della coalizione di centrodestra, detiene la maggioranza dei voti, ovverosia Giorgia Meloni, dato che Fratelli d'Italia detiene ben 184 seggi complessivi, tra Camera e Senato. E la Lega solo 96.

E al momento in questo totoministri, la Meloni non sembra interessata ad affidare a Salvini il Ministero degli Interni per la seconda volta. Stando a Repubblica, le ragioni dietro a questo potenziale "no" a Salvini sarebbe per via dell'inchiesta su Open Arms, la cui prossima udienza è prevista il 2 dicembre. E il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, potrebbe imporsi sulla candidatura proprio per questo motivo.

In alternativa, in questo totoministri, nomi come Nicola Molteni (ex sottosegretario in quota Lega) e Matteo Piantedosi (capo di gabinetto di Salvini) sarebbero più papabili per il Viminale. O addirittura l'attuale coordinatore di FI Antonio Tajani, da tempo interessato alla carica.

Ma Salvini non ci sta, e rilancia l'offerta con tre ministeri, tutti essenziali per i prossimi mesi.

Totoministri, piano B di Salvini: ora punta a questi tre ministeri

Se non il Ministero degli Interni, Salvini si propone per la direzione dei seguenti ministeri:

  • Agricoltura
  • Infrastrutture
  • Difesa

Secondo Open, in questo totoministri ci sarebbero altri due ministeri che il capo del Carroccio vorrebbe in quota Lega, come il Ministero della Scuola, e quello del Turismo. O addirittura, secondo Quifinanza.it, anche quello degli Affari Regionali, per il dicastero delle Riforme e Autonomia, quest'ultima tematica molto a cuore alla Lega.

Ma saranno i primi tre ad essere decisivi nei prossimi mesi, in particolar modo per quanto riguarda il settore agroalimentare, fortemente in crisi a causa dei vari rincari e dell'emergenza energetica, e le infrastrutture, tra i progetti previsti nel PNRR e l'intenzione di costruire finalmente il Ponte sullo Stretto di Messina.

Sono proposte notevoli, constatando che in Italia sono disponibili solo 15 minasteri, in genere distribuiti secondo il "peso" che ogni partito ha all'interno della coalizione. E concedere dai 3 ai 5 ministeri significherebbe lasciare quasi un terzo del controllo ministeriale ad un partito che ha solo l'8,7% dei voti. Proprio per questo, a detta di Repubblica, la Meloni sembra sia quasi stufa di Salvini.

Totoministri, la Meloni non ci sta: vuole un governo "di alto profilo"

Le proposte della Lega non sembrano incontrare il bene placet della Meloni, in particolare l'autocandidatura di Salvini al Viminale, anche perché, come dichiarato ad una recente intervista al Corriere della Sera:

"Appena insediati avremo caro bollette, conti terribili, rischio di tempeste finanziarie in Europa, la guerra alle porte. Ci serve aprire un fronte con la magistratura, anche se conveniamo che quel processo è assurdo?».

Al momento, la Meloni sarebbe più interessata ad avere al governo, e quindi ai ministeri stessi, gente "di alto profilo". E proprio per ministeri chiave non potrà che attingere a competenze altissime.

In tal caso, è possibile che qualche nome del totoministri della Lega possa finire alla direzione di uno di questi ministeri, come i citati Molteni e Piantedosi per gli Interni, o Edoardo Rixi per le Infrastrutture (ma con delega a Salvini). 

Ma difficilmente Salvini avrà qualche incarico, nonostante una settimana fa avesse "minacciato" di passare al "sostegno esterno", in caso di no al Viminale. 

Per avere maggior chiarezza bisognerà aspettare l'ufficializzazione del premier incaricato, e dei futuri presidenti di Camera e Senato. Ma fino ad allora il totoministri continua.