San Gennaro a Napoli, il sangue si è sciolto: storia e leggenda della festa partenopea

San Gennaro è per Napoli un simbolo di fede, devozione: chi era il santo, qual è la sua storia e la leggende dietro a questa festa molto sentita dai napoletani

San Gennaro a Napoli: storia e leggenda della festa

San Gennaro è uno dei Santi più venerati e amati dai fedeli, soprattutto dai napoletani, grazie alla sua leggendaria storia e ai miracoli associati al suo nome. Questo Santo è stato eletto patrono di Napoli per la sua influenza positiva nella storia della città, salvandola da pestilenze ed eruzioni vulcaniche.

Chi era San Gennaro?

San Gennaro nacque nella seconda metà del III secolo a Napoli e successivamente fu eletto vescovo di Benevento. Svolse il suo apostolato con dedizione, guadagnandosi l'amore della comunità cristiana e il rispetto anche dei pagani.

La sua storia si intreccia con le persecuzioni anti cristiane promosse da Diocleziano. In un gesto di grande coraggio, Gennaro si recò in carcere per confortare il diacono Sosso e, insieme a due compagni, Festo e Desiderio, fu anch'egli arrestato. Questo portò alla loro condanna a morire nell'anfiteatro, dove erano destinati a essere sbranati dagli orsi.

La tradizione del sangue di San Gennaro

La tradizione del sangue di San Gennaro ha origine durante il trasporto delle sue reliquie a Napoli. Una donna di nome Eusebia, a cui San Gennaro aveva affidato due ampolline contenenti il suo sangue prima di morire, le consegnò al vescovo.

Questo segnò l'inizio della tradizione, con la costruzione di due cappelle, S. Gennariello al Vomero e San Gennaro ad Antignano, per commemorare le tappe della traslazione delle reliquie. Nel corso dei secoli, il culto di San Gennaro crebbe notevolmente, portando all'ampliamento delle catacombe. Le tombe dei cristiani dell'epoca erano spesso ornate con immagini di San Gennaro, dimostrando la sua crescente importanza.

Le vicende delle reliquie di San Gennaro

Le reliquie di San Gennaro subirono diverse vicissitudini nel corso della storia. Durante un'eruzione vulcanica nel 512, il vescovo di Napoli, Stefano I, iniziò preghiere propiziatorie per invocare il suo aiuto. Successivamente, fu costruita una chiesa in suo onore, Stefania, accanto alla basilica di S. Restituta.

Nel XIII secolo, questa chiesa venne sostituita dal Duomo di Napoli, dove il cranio e le ampolline contenenti il sangue furono collocate nella cripta. Questa decisione si rivelò cruciale, poiché preservò le reliquie dal furto compiuto dal longobardo Sicone durante l'assedio di Napoli nell'831.

Le ossa del cranio furono in seguito sistemate in un prezioso busto d'argento nel 1305, dono di Carlo II d'Angiò. Nel 1646, il busto d'argento e le ampolline furono collocati nella Cappella del Tesoro, dove rimangono tutt'oggi.

La liquefazione del sangue di San Gennaro

La liquefazione del sangue di San Gennaro è uno dei miracoli più noti associati a questo Santo. Il sangue è conservato in una teca preziosa, realizzata da Roberto d'Angiò. Questa teca contiene due ampolline, una più grande di forma ellittica schiacciata, contenente circa il 60% di sangue, e una più piccola cilindrica con alcune macchie rosso-brunastre sulle pareti.

La liquefazione avviene solo nella più grande delle due. Questo miracolo si verifica tre volte l'anno: nel primo sabato di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre. Durante questi giorni, il busto ornato di San Gennaro e il reliquiario vengono portati in processione e, dopo preghiere rituali, il sangue si liquefa. La teca viene quindi mostrata ai fedeli e il sangue rimane liquido per otto giorni, durante i quali i fedeli possono avvicinarsi per vederlo e baciarlo.

Il significato religioso del miracolo

Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro è considerato uno strumento per rinvigorire la fede. Come altri miracoli, esso richiama l'attenzione delle persone verso principi spirituali più elevati. Inoltre, il sangue dei martiri, come Gennaro, aveva un significato particolare nell'antichità.

Tertulliano, nel III secolo, scriveva che "Il sangue dei martiri ha una virtù particolare: è seme di nuovi cristiani." Questo significa che il sacrificio dei martiri come testimoni di Cristo rafforzava la fede e portava alla conversione di nuovi credenti. Il miracolo del sangue di San Gennaro simboleggia questa idea di rinascita spirituale.

La storia di San Gennaro e della liquefazione del suo sangue è intrisa di tradizione, devozione popolare e fede. Questo Santo è diventato un simbolo importante per la città di Napoli e per l'intera comunità cattolica. Il miracolo del sangue di San Gennaro continua a ispirare la fede e la devozione delle persone, rafforzando il legame tra il divino e l'umano.