Sbarchi: ci saranno multe, sequestri e più controlli: Salvini conferma la linea dura

Il governo conferma la linea dura sui migranti, o meglio, sulle Ong. Il vicepremier assicura un pugno duro sugli sbarchi, e prospetta un ritorno ai decreti sicurezza.

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La linea dura del nuovo governo sui migranti è inequivocabile: sequestri e multe per le Ong, e nessun cambio dirotta in vista.

Il clima di tensione internazionale con la Francia in seguito allo sbarco di Tolone non si è allentato, e il vicepresidente del consiglio rincara la dose, promettendo un comportamento via via più intransigente.

Sbarchi: ci saranno multe, sequestri e più controlli:si torna al dl Sicurezza?

Si prospetta dunque un ritorno agli intenti del primo governo Giallo-Verde, in cui si usavano già parole come porti chiusi, sequestri, multe e pugno duro.

In particolare,si parla dello sbarco di navi di soccorso appartenenti alle ONG.

A questo proposito la precisazione appare indispensabile, dal momento che la maggior parte dei migranti arriva nel nostro paese senza il loro aiuto.

Nonostante le Ong abbiano un ruolo marginale nel fenomeno migratorio, c’è chi chiama le barche di soccorso delle organizzazioni non governative “Taxi del mare”.

Secondo il vicepresidente Salvini, in seguito allo sbarco di Tolone si registra un cambio di rotta che sul lungo termine porterà alla risoluzione del problema dei migranti. Tuttavia, la realtà è ben diversa.

Il precedente operato di Salvini in tema migranti

Quanto messo in atto dal vicepremier durante il suo mandato da ministro dell’interno, non gli ha fatto ottenere grossi successi, se non rispetto ai consensi.

Il ministro Tajani, come il vicepresidente, si mostra soddisfatto della recente risposta al fenomeno migratorio, e secondo lo stesso titolare della Farnesina la reazione francese sarebbe stata sproporzionata sul piano internazionale, e le ragioni italiane sarebbero da proteggere.

Sempre a suo dire, non è possibile che le Ong si accordino sui migranti da prendere a bordo.

Inoltre, questa affermazione formula una grave accusa che, di fatto, non è mai stata dimostrata.

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Il governo ha una linea precisa da seguire

Quello che ha promesso in campagna elettorale sul piano migranti si sta materializzando di fronte ai nostri occhi, e a quelli di tutta Europa.

Si vuole sottolineare, però, che in seguito alle prime azioni contro le Ong, non si registrano i risultati sperati.

La situazione vede una elevata tensione diplomatica tra Italia e Francia, lo sbarco di 234 migranti a Tolone, e altri consistenti sbarchi sulle coste italiane.

I migranti approdati nel nostro paese, non potevano infatti essere inviati altrove, anche perché negar loro l’approdo sarebbe stata una violazione del diritto internazionale bella e buona.

In tutto ciò, il vice premier auspica un rinnovo dei (già fallimentari) decreti sicurezza, che avevano reso le Ong passibili di sequestro dell’imbarcazione e multe molto elevate.

L’unico merito della situazione de quo, è quello di aver riaperto il dialogo Europeo sul punto. Si legge infatti in un comunicato comune a tutti i paesi europei che si affacciano sul mediterraneo, esclusa la Spagna, che la questione di redistribuzione dei migranti va discussa, in quanto non funziona.

All’interno del comunicato leggiamo anche un attacco alle Ong, il cui modus operandi viene stigmatizzato rispetto alla linea giuridica posta dal diritto internazionale.