Sciopero Hollywood, perché gli sceneggiatori protestano e che succede a film e serie tv

Sceneggiatori in sciopero a Hollywood. Ecco i motivi della protesta. Produzioni televisive, film e serie tv a rischio se non si trova un'intesa.

Sciopero a Hollywood

Sciopero a Hollywood. Negli Stati Uniti migliaia di sceneggiatori televisivi e cinematografici scioperano da oggi, martedì 2 maggio. Ad annunciarlo il sindacato degli sceneggiatori Writers Guild of America.

Il 98% degli sceneggiatori ad aprile si era dichiarato a favore di una protesta per vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aumento dei compensi. Secondo la Writers Guild of America, infatti, i "grandi ricavi degli studios non si sono tramutati, contestualmente, in una redistribuzione dei guadagni anche per chi crea il corpo e l'anima di qualsiasi produzione cinematografica e televisiva".

Ecco le ragioni della protesta e che cosa potrà succedere per quel che riguarda i film e le serie tv.

Sceneggiatori televisivi e cinematografici in sciopero a Hollywood: ecco le ragioni

Negli Stati Uniti migliaia di sceneggiatori televisivi e cinematografici hanno proclamato sciopero. Ad annunciarlo è stato il sindacato degli sceneggiatori Writers Guild of America che agendo sulla base dell'autorità conferita dai suoi membri ha votato in maniera unanime di dare vita ad un sciopero che entra in vigore dalla giornata di oggi, martedì 2 maggio.

L'agitazione è stata proclamata sui profili social e in una nota emessa quando a Los Angeles erano le 21 del 1 maggio, le sei del mattino del 2 maggio, orario italiano e dell'Europa Centrale. La mossa è stata fatta dal sindacato dopo che sono fallite tutte le trattative con i principali studios e le principali piattaforme televisive e streaming sull'aumento delle retribuzioni per gli sceneggiatori.

Le trattative erano in corso a partire dal mese di marzo ma il fallimento di queste proprio a ridosso della scadenza del contratto collettivo della categoria ha portato alla decisione della Writers Guild of America. Si tratta secondo le prime stime di oltre 11.000 sceneggiatori.

Sciopero degli sceneggiatori a Hollywood: che cosa succederà a film e serie tv

Non è la prima volta che si assiste alla proclamazione di uno sciopero degli sceneggiatori. L'ultima vota era avvenuto oltre 15 anni fa, nell'inverno tra il 2007 e il 2008.

In quell'occasione lo stop di scrittori di cinema e tv arrivò a paralizzare l'industria cinematografica e televisiva con gravi perdite per gli Studios. Anche questa volta i rischi sono elevati e ci può essere uno stop disastroso per il settore con una ricaduta importante per tutti i lavoratori dello spettacolo visto che si potrebbe arrivare ad un nuovo blocco dei set per i film, delle produzioni cinematografiche e televisive, delle serie tv e anche relativo ai programmi di intrattenimento.

La posizione degli sceneggiatori

Nel suo comunicato ufficiale la Writers Guild of America accusa senza mezzi termini compagnie, aziende e broadcaster:

Il comportamento delle aziende e la loro posizione irremovibile in questa trattativa ha tradito l'impegno a svalutare ulteriormente la professione dello scrittore. Hanno chiuso la porta alla loro forza lavoro. Nessun accordo del genere potrebbe mai essere contemplato da questa associazione.

"Il comitato di negoziazione della WGA ha trascorso le ultime sei settimane a negoziare con Netflix, Amazon, Apple, Disney, Discovery-Warner, NBC Universal, Paramount e Sony. Nel corso della trattativa, abbiamo spiegato come le pratiche commerciali di queste società abbiano ridotto drasticamente i nostri compensi e i nostri diritti d'autore e, quindi, minato le nostre condizioni di lavoro".

"Abbiamo chiarito che siamo determinati a raggiungere un nuovo contratto con una retribuzione equa che rifletta il valore del nostro contributo al successo dell'industria e includa protezioni per garantire che la scrittura continui ad essere una professione sostenibile".

Sciopero a Hollywood, i nodi della discordia: tra questi anche il tema intelligenza artificiale

Naturalmente il tema principale della discussione resta quello dei salari e dei diritti d'autore, in una situazione in cui lo "stipendio settimanale medio eroso dall'inflazione ha avuto anche un calo di oltre il 23%".

Il sindacato accusa le grandi major e piattaforme di aver esasperato il lavoro free lance senza garantire il salario e la copertura minima di tutela per gli sceneggiatori: "Dalla creazione di una 'tariffa giornaliera', al loro ostruzionismo sul lavoro gratuito per gli sceneggiatori, le grandi aziende hanno sbattuto la porta in faccia alla forza lavoro”.

Tra i temi caldi il fatto che vengono fatti lavorare anche gruppi di creativi per dare vita ad esempio a episodi pilota di una serie tv ancora prima della decisione di fare entrare in produzione realmente quella serie tv. E sono avvenuti casi di non realizzazione di quella serie tv e di autori che non sono stati pagati per il loro lavoro comunque effettuato.

Altro tema di discussione è quello legato ai diritti d'autore per i lavori destinati allo streaming. Gli sceneggiatori puntano a compensi proporzionati ai successi o alle visualizzazioni delle serie in oggetto.

Nelle trattative fra sceneggiatori e produttori si è inoltre inserito il tema della regolamentazione dei software di intelligenza artificiale, che potrebbero essere utilizzati per sostituire gli sceneggiatori nella scrittura di programmi tv, film e serie.

La solidarietà di Jimmy Kimmel

Jimmy Kimmel è un volto notissimo negli Usa.

Kimmel si è subito schierato a favore della battaglia degli autori:

Non avrei un programma, se non fosse per i miei autori. Sono con loro fino in fondo.

Molti altri volti noti del piccolo e grande schermo esprimono solidarietà agli scrittori. Come hanno fatto anche i sindacati di attori e registi. La battaglia è solo all'inizio.