Dimensionamento scuola, 700 istituti sono a rischio: interviene il ministro

I sindacati temono che 700 siano a rischio chiusura, ma il ministro Valditara spiega in cosa consiste il dimensionamento scuola e perché è necessario.

Il minstro Valditara

Con il dimensionamento scuola si corre il rischio che 700 istituti possano chiudere. Il provvedimento è nella bozza della legge di bilancio 2023 e mentre i sindacati con i lavoratori oggi, 2 dicembre 2022, sono in piazza per lo sciopero generale (anche su temi come la scuola), Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito spiega in cosa consiste il dimensionamento.

Ecco come cambia il dimensionamento scuola

Sul testo della manovra 2023 è scritto:

"Le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di cui al primo periodo provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal medesimo decreto".

Questo significa che saranno le Regioni, in maniera autonoma e a seconda dei loro regolamenti, a dover comunicare entro la suddetta data le reti degli istituti scolastici che sono, tra l'altro, stati innalzati da 600 a 900 studenti. Si tratterebbe di una riduzione "indolore", come ha affermato il ministro Valditara ai microfoni del quotidiano La Stampa. Il capo del ministero dell'Istruzione e del Merito ha anche spiegato che il dimensionamento sarà graduale e avverrà in un arco temporale di una decina di anni circa.

I sindacati parlano di 700 istituti a rischio chiusura

I sindacati però hanno mostrato forti preoccupazioni in quanto credono che pagheranno solo le Regioni che hanno più difficoltà ad effettuare un dimensionamento scolastico spontaneo. Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc-Cgil, crede che l’accorpamento degli istituti si configura come un vero e proprio taglio ed ha dichiarato: 

"Si tratta di una scelta politica precisa, in continuità con quanto già realizzato in passato, un accanimento dettato da visione economicistica della scuola.

Poi annuncia:

"Di fronte a questa situazione non possiamo che preannunciare una forte mobilitazione della categoria".

Stando alle stime dei sindacati che fanno della scuola il loro punto forte, 700 istituti saranno chiusi a causa di questo provvedimento previsto nella legge di bilancio. Le Regioni che soffriranno di più potrebbero essere Sardegna, Calabria e Basilicata, Abruzzo Molise e Campania.

Valditara fa chiarezza e spiega perché è necessario tale provvedimento

Il ministro Valditara anche in questo caso ha spiegato che il provvedimento non è interessato alla chiusura delle strutture fisiche, ma solo alle dirigenze scolastiche. Le scuole ad oggi sono 40.466 e Valditara assicura che "rimarranno 40.466". Per quanto riguarda invece l'innalzamento degli studenti da 600 a 900, il ministro ha precisato che:

"È necessario per garantire alle scuole i fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR). Entro il 31 dicembre l’Italia deve adeguare la rete scolastica all’andamento anagrafico della popolazione studentesca".